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Camping Sass Maor, la vicenda rimbalza a livello nazionale. Degasperi: ''La Provincia e il Comune rispondono in modo elusivo''

La materia è complessa. Il Comune di Primiero San Martino di Castrozza è proprietario del campeggio e nei mesi scorsi ha deciso di permutare l'area perché non più interessato a gestire il camping. Degasperi: "Potrebbe trasparire l’esistenza di un’intesa con un soggetto privato, vicenda che non è chiara"

Di Luca Andreazza - 29 gennaio 2020 - 22:45

PRIMIERO SAN MARTINO DI CASTROZZA. La vicenda del camping Sass Maor a Primero San Martino di Castrozza approda in Provincia. "Le domande sono puntuali ma le risposte particolarmente elusive", questo il commento del consigliere provinciale Filippo Degasperi, che ha presentato una interrogazione per fare piena luce sulla situazione e chiedere un intervento di piazza Dante per risolvere la querelle.

 

La materia è complessa. Il Comune di Primiero San Martino di Castrozza è proprietario del campeggio e nei mesi scorsi ha deciso di permutare l'area perché non più interessato a gestire il camping. L'intenzione è quella di trovare un imprenditore per rendere più attrattiva la zona e mettere definitivamente a norma l'intera struttura, quindi vuole procedere a liberare l'area (Qui articolo). Un ingresso al campeggio in questo momento, però, sbarrato con le strutture all'interno e circa 80 campeggiatori stanziali sfrattati.

 

Una vicenda arrivata anche a livello nazionale, tanto che la rivista di riferimento per settore Plein Air ha pubblicato una lettera che racconta la situazione delle famiglie che sono state allontanate dalla struttura. "L’area camping - commenta Degasperi - era in origine di proprietà della Provincia di Trento, poi è stata trasferita a titolo gratuito all’ex comune di Siror nel 2005. Negli anni successivi il Comune di Siror e la nuova amministrazione di Primiero San Martino di Castrozza erano intervenuti finanziariamente per adeguare la struttura. Un investimento complessivo di quasi 400 mila euro. Sembra che nella fase di passaggio del compendio la Provincia avesse posto una serie di vincoli sulla destinazione o l’utilizzo dello stesso".

Nello scorso mese di agosto il Consiglio comunale di Primiero San Martino di Castrozza approvava, con voto compatto della maggioranza, l’avvio del procedimento per l’alienazione, tramite permuta, dell’area Camping “Sass Maor”. "Potrebbe trasparire - aggiunge il consigliere provinciale - l’esistenza di un’intesa con un soggetto privato. Nella definizione della permuta con altro cespite di proprietà privata, non ancora individuato, era stato fissato un termine molto stretto di soli 15 giorni per manifestare l’interesse all’operazione: il valore doveva corrispondere a quello del camping, stimato dagli uffici del Comune in 1.709.000 euro".

 

Un'operazione, però, che non si è ancora conclusa. "Nel frattempo - dice Degasperi - è stata scartata anche una gestione temporanea per la stagione invernale. C'è un verbale del Consiglio comunale di Primiero San Martino di Castrozza che riporterebbe un dossier di 25 pagine destinato a potenziali investitori. In questo studio ci sono i dettagli di una conversione in area edificabile di circa 34 mila metri quadri di prato e ci sono i riferimenti di due incontri con i vertici dell'amministrazione, così come di un pre-accordo verbale per cessione di una area di parcheggio in zona Colverde a scorporo degli oneri di urbanizzazione derivanti dalla realizzazione immobiliare".

 

Non solo, i campeggiatori si sono rivolti anche agli avvocati per cercare di fare chiarezza sulla vicenda (Qui articolo). "Non arrivano risposte puntuali ma solo evasive". E da qui l'interrogazione al presidente della Provincia. "Chiedo - spiega il consigliere provinciale - se l'amministrazione provinciale abbia effettuato le verifiche sui vincoli, così come l'esito delle indagini di mercato sulle manifestazioni di interesse alla permuta dell'area camping e le ragioni di pubblico interesse sull'operazione".

 

Il consigliere provinciale chiede se ci siano stati incontri e quale è lo stato dell'arte della vicenda. "Una altra questione è se negli incontri eventualmente intercorsi con le persone di cui sopra sia stato affrontata l’ipotesi di una permuta dell’area camping Sass Maor con altri sedimi di proprietà privata in zona Colverde o Fontanelle o località Osne", conclude Degasperi.

 

Nel frattempo prosegue la battaglia legale dei campeggiatori. "Abbiamo depositato ulteriori documenti. L'amministrazione comunale è sempre stata al corrente dell'impossibilità di rimuovere i beni dal camping nel periodo indicato dal sindaco a causa del maltempo di quel periodo. Confidiamo che la Provincia ci possa rispondere ma siamo ancora in attesa ormai da mesi".

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