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Coronavirus, i sindacati: “Regolarizzazione dei migranti risposta alla carenza di manodopera”. Scontro nel governo, Bellanova: “Non faccio tappezzeria, l'esecutivo deve avere coraggio”

I sindacati danno il via libera ai contratti di rete e alla regolarizzazione, ma avvertono: “Reintrodurre i voucher e non regolarizzare i migranti significa non comprendere che si lasciano strumenti formidabili nelle mani della malavita”. La ministra all’agricoltura: “Chi si oppone alle regolarizzazioni è complice esattamente di questa situazione”

Di Tiziano Grottolo - 08 maggio 2020 - 11:13

TRENTO. In queste settimane fra le questioni che stanno tenendo banco c’è quella della carenza di manodopera nei campi, dovuta alle restrizioni imposte dal coronavirus. È stato calcolato che in Italia mancano tra i 270 e i 350 braccianti, mentre in Trentino servirebbero almeno 12mila lavoratori, per sopperire all’assenza di lavoratori stranieri. La situazione è così grave che il presidente di Coldiretti Trentino Gianluca Barbacovi ha affermato che “Tra poche settimane la situazione sarà drammatica” (QUI articolo).

 

La soluzione ipotizzata dal ministero all'agricoltura, la più immediata, sta nella regolarizzazione dei migranti, circa 600mila persone che si trovano nel paese senza documenti e in una situazione di irregolarità che spesso e volentieri li spinge per sopravvivere nelle mani della criminalità organizzata. In questi giorni, su questo punto, si è aperta anche una frattura all’interno del governo tanto che la ministra all’agricoltura Teresa Bellanova, principale sponsor di questa iniziativa, ha minacciato le dimissioni: “Non faccio tappezzeria, l'esecutivo deve avere coraggio – aggiungendo – regolarizzare i migranti è motivo della mia permanenza nel governo”.

 

Nel frattempo la proposta è stata accolta favorevolmente dai sindacati trentini di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, con i rispettivi segretari Maurizio Zabbeni, Fulvio Bastiani e Fulvio Giaimo che sottolineano: “La regolarizzazione serve anche ai lavoratori trentini che oggi subiscono il dumping della manodopera disposta a lavorare in qualsiasi condizione”.

 

Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil sono intervenuti anche sull’ipotesi, attualmente allo studio dell’Agenzia del Lavoro che riguarda i cosiddetti contratti di rete, che possono essere “una risposta efficace al bisogno di manodopera del comparto agricolo trentino” nonché “una valida alternativa ai voucher, che non garantiscono tutele adeguate ai lavoratori e ad altre forme di flessibilità selvaggia”. In tal senso le sigle sindacali hanno già palesato la loro posizione all’assessora Zanotelli, dicendosi pronti a collaborare. Questa tipologia contrattuale garantirebbe inoltre maggiore regolarità e trasparenza nell’applicazione di regole e contratti.

 

In quest’ottica, secondo i sindacati, appare fuori dal tempo la richiesta di riattivare i vecchi voucher: “Sono logiche che non guardano al futuro, ma solo ad alimentare il consenso in modo strumentale sull’oggi senza risolvere alcun problema, né per le imprese oneste che hanno bisogno di manodopera, né per i lavoratori che hanno bisogno di contratti regolari e tutele. Reintrodurre i voucher e non regolarizzare i migranti significa non comprendere che si lasciano strumenti formidabili nelle mani della malavita e dei caporali, a scapito peraltro delle imprese regolari”, insistono i sindacati.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda Bellanova: “Il regalo più grande alla destra populista lo facciamo se non affrontiamo la questione una volta per tutte, consentendogli di utilizzare politicamente un’emergenza che non ha mai fine. Parliamo di persone, non nemici, che vivono e lavorano nel nostro Paese, anche se invisibili ai più. Lo fanno senza alcuna tutela, inchiodati alle baraccopoli e a tutte le informalità più insidiose. Sono state la riserva di lavoro nero a cui molti hanno attinto, e che in un paese civile non è consentita. La verità è che chi si oppone alle regolarizzazioni è complice esattamente di questa situazione”, la dura accusa della ministra all’agricoltura.

 

“I dati dicono che già oltre 4000 persone hanno dato la loro disponibilità sul sito dell’Agenzia del Lavoro per partecipare alle campagne di raccolta in Trentino – concludono i segretari Zabbeni, Bastiani e Giaimo – quindi la risposta c’è e il contratto di rete, assieme ai corridoi verdi per favorire il ritorno dei raccoglitori storici e la regolarizzazione degli stranieri già presenti sul territorio possono essere grande parte della soluzione al fabbisogno di manodopera del settore”.  

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