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Coronavirus, il Veneto sta preparando una nuova ordinanza contro gli assembramenti, Zaia: ''La sto facendo con i colleghi delle regioni confinanti. Servono nuovi sacrifici''

Il governatore Veneto sta scrivendo in queste ore, sentendo anche con i colleghi delle regioni confinanti in "zona gialla", per nuove misure contro gli assembramenti. Nuova appello ai cittadini: "Dobbiamo tirare tutti un po' il freno e rispettare le regole''. 

Di G.Fin - 10 novembre 2020 - 17:01

VENEZIA. “Faccio un appello ai cittadini, devo chiedere un nuovo sacrificio, nei prossimi giorni tiriamo un po' tutti il freno. Non rinunciando alle libertà personali ma evitiamo gli assembramenti. Dateci una mano perché oltre un certo limite con gli ospedali non possiamo andare”. Le parole sono quelle di Luca Zaia che oggi nell'ormai quotidiana conferenza stampa sul coronavirus ha chiesto a tutti i cittadini di rispettare le regole. L'uso della mascherina, l'igiene personale e il distanziamento. Sono queste le regole d'oro da seguire e ovviamente evitare gli assembramenti. Dopo le segnalazioni arrivate nei giorni scorsi il governatore veneto ha deciso che nelle prossime ore sarà firmata una nuova ordinanza che ha come obiettivo proprio quello evitare la formazione di assembramenti

 

Mi sto coordinando con i colleghi delle regioni gialle che confinano con la nostra – ha spiegato Zaia - per redigere un'ordinanza che possa creare linee e misure restrittive omogenee per fare in modo che il lavoro fatto fino a qui non vada perso e allo stesso tempo per aiutare gli operatori sanitari”.

 

Il bollettino di oggi per il Veneto non è per nulla positivo. Nelle ultime 24 ore si registrano 2763 positivi e ci sono da ieri a oggi 923 persone che sono finite in isolamento. Salgono anche i ricoveri ospedalieri di 116 unità arrivando a 1700 pazienti seguiti nelle strutture e 210 terapie intensive. Pesante anche il numero di morti: quest'oggi sono 48.

 

“Stiamo colonizzando i posti non covid a favore dei covid. I cittadini devono capire che purtroppo un paziente di questi tipo ha bisogno non solo di un letto ospedaliero ma anche di una specifica assistenza intensiva. Per noi resta la preoccupazione dell'avere il personale necessario. Al momento siamo in grado di curare i cittadini ma non mancano le difficoltà. Su Treviso stiamo valutando di riaprire uno degli ospedali dismessi che potrebbe diventare una valvola di sfogo per tutte quelle persone che stanno guarendo ma anche hanno bisogno ancora di qualche giorno”.

 

Un'altra preoccupazione forte è quella, come detto, degli assembramenti. “L'area gialla – ha continuano Zaia - non è un gioco a premi e non abbiamo vinto nulla. Non è una classifica tra migliori e peggiori. Dobbiamo cercare di guadagnarcela fino in fondo perché non è scolpita sulla pietra e non c'è nulla di certo. La mia inquietudine è che qualcuno non interpreti questo lavoro fatto come occasione per dire che siccome siamo gialli vuol dire che possiamo fare festa. Le raccomandazioni sono sempre forti. Purtroppo siamo passati da un modello del noi ad un modello dell'Io, sembra essere stato abbandonato quel senso di comunità che avevamo nella prima fase verso uno stile di rilassamento e questo non va bene”.

 

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