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Coronavirus, la ministra: “L’anno scolastico sarà valido” per la maturità non si escludono esami differenziati a seconda dell’effettivo programma svolto

Il governo ha stanziato 85 milioni di euro per la didattica online, Azzolina: “I fondi saranno distribuiti sulla base di chi ha più bisogno per arrivare anche a chi non può contare su un dispositivo”. E sulla maturità 2020: “Vogliamo che l’esame di stato sia serio e giusto ma al contempo vogliamo tranquillizzare gli studenti garantendo che le prove avvengano sul programma reale”

Di Tiziano Grottolo - 23 marzo 2020 - 14:27

ROMA. Le scuole sono blindate ormai da un mese e ormai è chiaro a tutti che questo non sarà un anno scolastico come tutti gli altri. La chiusura per il pericolo di contagi ha messo a dura prova gli istituti scolastici italiani che si sono trovati alle prese con didattica online e lezioni a distanza.

 

A tal proposito il Sole 24 Ore ha pubblicato in anteprima i dati che il ministero dell’Istruzione sta raccogliendo per monitore la situazione, da questi è emerso che l’82% delle scuole intervistate (alle domande del Ministero ha risposto circa il 90% degli istituti) hanno attivato le lezioni online. L’elemento che preoccupa però è che solo il 17% delle scuole si erano già cimentate in precedenza con questi strumenti e pertanto in pochi hanno saputo farsi trovare preparati ad affrontare l’emergenza. In trentino va ricordato che fra i primi a muoversi c’è stato l’istituto Martino Martini di Mezzolombardo (QUI articolo).

 

“Noi ci siamo attivati immediatamente con la didattica a distanza – ha spiegato la ministra all’istruzione Lucia Azzolina ai microfoni di Rai Radio 1 – alcune realtà, approfittando dei fondi messi a disposizione dal governo, si erano già attivate, ne esistono però di più deboli ed è proprio a queste che ci siamo rivolti attivando anche dei gemellaggi con le scuole più avanzate”.

 

Le criticità colpiscono trasversalmente le scuole del paese in una situazione che è stata definita dalla ministra “a macchia di leopardo” e dunque non si muove lungo l’asse Nord-Sud, ad esempio un ragazzo su quattro non può contare su un dispositivo dove seguire le lezioni. Su quest’ultimo punto ha specificato Azzolina: “Nel decreto abbiamo stanziato 85 milioni proprio per arrivare anche a chi non può contare su un dispositivo, sono consapevole del fatto che in alcune famiglie il pc debba essere diviso fra i genitori che fanno lo smart-working e i figli. Dopodiché – riprende – i fondi saranno distribuiti sulla base di chi ha più bisogno, in questi giorni arriverà un apposito decreto”.

 

La ministra è intervenuta anche per quanto riguarda la questione delle valutazioni: “Innanzitutto è chiaro che l'anno scolastico sarà valido, gli insegnati hanno la piena libertà di valutare gli studenti anche sulle piattaforme – la ministra ha poi aggiunto – il problema della didattica non è la valutazione ma il fatto di dover stare vicini a dei ragazzi che hanno perso i loro punti di riferimento, che non hanno più la loro routine”. In questo senso per il ministero confida sul ruolo svolto dagli stessi insegnati: “I docenti – ha detto Azzolina – sono fondamentali anche da punto di vista emotivo in quelle zone come la Lombardia che stanno attraversando un momento drammatico”. L’isolamento e la tristezza si combattono anche con la scuola “gli insegnanti regalano momenti sani della giornata, anche in momenti difficilissimi quando ci sono delle morti”.

 

Al netto dei tantissimi insegnati che si sono impegnati ce ne sono alcuni che hanno incrociato le braccia, rifiutandosi di adeguarsi alle richieste del ministero, “a queste persone voglio rivolgermi da docente e a docente – ha affermato la ministra – stiamo vivendo un’emergenza planetaria, io non lascerei mai i miei studenti per ragioni di contratto, come si fa a dire non mi compete?”. La ministra si è comunque detta certa che questi docenti siano solo una minima parte se paragonati ai tantissimi insegnanti “anche di 60 anni” che invece si stanno rimboccano le maniche.

 

Infine si è parlato anche della maturità 2020: “Stiamo lavorando a possibili soluzioni relative al momento in cui si ritornerà a scuola, se si ritornerà a scuola chiaramente”, ha sottolineato Azzolina. Queste soluzioni per il ministero dovranno tener conto del programma effettivamente svolto: “Vogliamo che l’esame sia serio e giusto – ha concluso – ma al contempo vogliamo tranquillizzare gli studenti garantendo che l’esame di stato avvenga sul programma reale”. Tra le possibili soluzioni ci potrebbe essere quella di esami diversi a seconda degli istituti.

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