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Coronavirus, lo Stato impugna la legge provinciale sugli appalti di Fugatti. Lui replica: ''Abbiamo competenza piena in materia. Atto contraddittorio del Governo Conte''

Il consiglio dei ministri ha impugnato gli articoli che riguardano gli appalti della legge provinciale del 23 marzo intitolata “Misure urgenti di sostegno per le famiglie, i lavoratori e i settori economici connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e altre disposizioni” perché ritenute contraria alle regole comunitarie che disciplinano la libera concorrenza

Di Luca Pianesi - 22 maggio 2020 - 17:29

TRENTO. ''Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha esaminato nove leggi delle Regioni e delle Province autonome e ha quindi deliberato: di impugnare la legge della Provincia di Trento n. 2 del 23 marzo 2020, recante “Misure urgenti di sostegno per le famiglie, i lavoratori e i settori economici connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e altre disposizioni”, in quanto alcune disposizioni in materia di contratti pubblici contrastano con la normativa statale di riferimento in materia di appalti, violando l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione''. Così recita il bollettino ufficiale del consiglio dei ministri del governo italiano. La norma impugnata è quella che riguarda, in particolar modo, gli appalti e per la Provincia e il presidente Fugatti si tratterebbe di ''un atto contraddittorio'' perché ''abbiamo competenza piena in materia''.

 

Una considerazione più che giusta del presidente della Pat che però non basta se la norma è, in qualche modo, contraria alle regole che disciplinano la libera concorrenza. E il rischio che, soprattutto in momenti di emergenza, pur di far ripartire le cose ci si affidi a una sorta di ''liberi tutti'' è molto alto. Fugatti, però, è sicuro e spiega che per lui è ''un atto contraddittorio rispetto alle enunciazioni del premier Giuseppe Conte in tema di sussidiarietà e di flessibilità riguardo gli appalti.

 

La Provincia resisterà in giudizio, considerata l’urgenza di sostenere l’economia. In un momento in cui bisogna accelerare sul fronte degli appalti, è paradossale che il Governo assuma posizioni contrarie per il semplice fatto che a farlo non è lo stesso esecutivo nazionale, bensì una Provincia autonoma''. Ovviamente non è per questo che il Governo ha impugnato la legge provinciale ma ormai il presidente Fugatti, nelle difficoltà del momento, sta cercando di scaricare sul Governo colpe e responsabilità e sui social ha aperto uno scontro molto poco istituzionale e mai visto prima in Trentino (QUI APPROFONDIMENTO). 
 

La Giunta provinciale evidenzia che il Codice dei contratti dispone che le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano possano adeguare la propria legislazione secondo le disposizioni contenute negli statuti e nelle relative norme di attuazione. Ma ancora una volta va ricordato che questa autonomia si deve comunque muovere in ambiti di legalità nazionale e comunitaria ed è questo che verrà verificato dopo il ricorso dello Stato.

 

La Pat, comunque, sottolinea che ''anche la Commissione europea, in una Comunicazione dello scorso primo aprile, evidenziava come la crisi sanitaria causata da Covid-19 richieda soluzioni rapide e intelligenti, come pure agilità nella gestione dell’enorme aumento della domanda di beni e servizi simili, che si verifica proprio nel momento in cui determinate catene di approvvigionamento sono interrotte. 'Gli acquirenti pubblici – scrive la Commissione europea – dovrebbero inoltre prendere in considerazione la ricerca di soluzioni alternative e interagire con il mercato'''.''Riteniamo quindi di aver operato in modo corretto – spiega ancora Fugatti – avendo piena competenza in materia di appalti e in linea con le indicazioni provenienti dall'Europa''.

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