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Coronavirus, piste ciclabili chiuse e divieto di sedersi sulle panchine nel veronese. E il sindaco di Terre d'Adige: "Evitare passeggiate e contatti non indispensabili"

Lungo l'Adige sono diverse le amministrazioni che hanno dovuto ricorrere a misure straordinarie per impedire l'afflusso lungo le ciclopedonali. A Verona le piste ciclabili sono state dichiarate chiuse, mentre è stato imposto il divieto di sedersi sulle panchine. Dal sindaco di Terre d'Adige Tasin arriva invece un accorato appello: "So quanto è importante il contatto tra noi, ma non possiamo permettercelo. Ogni sforzo sarà ricompensato da un abbraccio in più domani"

Di Davide Leveghi - 17 marzo 2020 - 10:26

TRENTO. Niente passeggiate e biciclette lasciate rigorosamente chiuse in garage. Da tutti i media l'imperativo che rimbalza è sempre lo stesso: restare a casa. Un messaggio che pare alcuni non abbiano ancora del tutto compreso, magari convinti che il virus sia qualcosa che non li riguarda.

 

Per questo sono diverse le autorità che non perdono occasione per ribadire il messaggio. Perfino il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, nelle quotidiane conferenze stampa, cedendo spesso al dialetto, ha ammonito chi, specie tra i più anziani, non è stato capace di rinunciare al "bianchetto" in compagnia.

 

Lungo la direttrice dell'Adige, i messaggi si sono poi ripetuti viste le belle giornate e la voglia di molti di mettersi le scarpe da ginnastica o gli scarpini da bici per passeggiare o pedalare lungo il grande fiume. Da Verona, ad esempio, le piste ciclopedonali sono state dichiarate chiuse, mentre il Comune ha pure vietato di sedersi sulle panchine - provvedimento comunque non nuovo nella città scaligera, anche se con finalità ben diverse.

 

Provvedimenti simili sono stati ripetuti da altre amministrazioni della provincia veronese, con il Servizio viabilità provinciale che ha disposto la temporanea chiusura al transito di biciclette e pedoni sulla ciclopedonale dell'Adige-Sole nel tratto di sua competenza dal Comune del capoluogo a quello di Brentino Belluno.

 

Il motivo è sempre lo stesso: evitare gli assembramenti e ridurre il rischio di incidenti che andrebbero a gravare su un sistema sanitario completamente dedito al contrasto dell'emergenza epidemiologica.

 

Discorso simile, ma senza chiusura delle piste lungo l'Adige, anche nel Comune di Terre d'Adige, nato nel gennaio 2019 dalla fusione dei Comuni di Zambana e Nave San Rocco. “Care cittadine, cari cittadini – ha scritto alla cittadinanza il sindaco Renato Tasin – in questo momento di grande preoccupazione voglio esservi vicino nel miglior modo che l'anomala emergenza che stiamo vivendo, mi permette. So quanto sia importante il contatto diretto fra noi cittadini; io in prima persone ho sempre dimostrato l'importanza della presenza, della stretta di mano, della pacca sulla spalla, ma in questo momento NON possiamo permettercelo. E così nemmeno per gli abbracci, gli incontri con due chiacchiere o le passeggiate”.

 

“Purtroppo non sono decisioni facili da prendere o da rispettare, ma non possiamo fare i 'capricci' – continua - il virus arriva attraverso le persone: solo interrompendo il contatto possiamo sperare di uscire da questa emergenza con meno perdite possibili. Questo perché ormai abbiamo capito che non si tratta di una situazione che coinvolge solo gli altri, ma che potrebbe riguardare, in un qualsiasi momento, anche ognuno di noi o uno dei nostri cari. Ogni vita salvata potrà dipendere dai nostri movimenti e dai nostri contatti. Le autorità sanitarie ci hanno dato l’unica strada ad oggi conosciuta: percorriamola insieme, tutti uniti, come noi trentini sappiamo fare”.

 

“La situazione è di reale emergenza: usciamo SOLO per lavoro o per estrema necessità. Ricordo che le autorità preposte hanno avuto disposizioni, come da D.P.C.M., di effettuare dei controlli e sono previste multe e segnalazioni penali per chi trasgredisce le regole. Raccomando, quindi, calorosamente a tutti i cittadini di stare a casa, evitare le passeggiate a piedi o in bici, limitare le uscite per la spesa all’indispensabile ed evitare qualsiasi contatto non necessario. Rispettiamo le regole. Facciamolo TUTTI! Seguiamo le istruzioni di lavarci le mani, teniamo le distanze, ma soprattutto RESTIAMO A CASA – conclude - ogni piccolo sforzo sarà ricompensato da un abbraccio in più domani”.

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