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Coronavirus, ufficiale: chiuse tutte le scuole e università d'Italia

Dopo ore di conferme e smentite ora è arrivata l'ufficialità. La ministra Azzolina ha confermato che fino al 15 marzo non si andrà a scuola

Pubblicato il - 04 marzo 2020 - 18:27

ROMA. Prima lo stop, poi il dietrofront e alla fine è arrivata la conferma. Il governo ha deciso e la conferma è arrivata in queste ore decretando la chiusura immediata di scuole e università in tutta Italia da oggi fino a metà marzo. In mattinata la riunione a Palazzo Chigi poi la richiesta di ''approfondimento al comitato tecnico-scientifico'', come ha spiegato la ministra Azzolina dopo che dall'Ansa era stata battuta l'ufficialità della notizia della chiusura (ripresa da tutte le testate nazionali e locali, dalle televisioni e dai diversi organi di informazione) e le conferme erano arrivate da ambienti di governo come spiega la Repubblica con un post chiarissimo, al riguardo.

 

 

 

Si attendeva un decreto ed alla fine è arrivato ed è molto impattante visto che, di fatto, blocca il Paese a casa per circa dieci giorni visto che agli studenti, agli insegnanti e al personale, si devono aggiungere le famiglie dei primi che dovranno organizzarsi per evitare di lasciarli da soli, specialmente i più piccoli. Ma la cosa ha senso visto che nei prossimi giorni, seguendo le curve di sviluppo del virus e i modelli di confronto (anche rispetto a quanto già accaduto in Cina), si teme possa esserci il picco di aumento dei casi e per contenerli questa sembra la strada migliore. 

 

"C’era una valutazione in corso, per il governo non è stata una decisione semplice – ha detto il ministro Azzolina in conferenza stampa insieme Conte – . Abbiamo aspettato anche il parere del comitato scientifico e abbiamo deciso prudenzialmente di sospendere le attività didattiche fino al 15 marzo al di fuori della zona rossa, a partire da domani".

 

Un provvedimento drastico ma legittimo come spiegato alla Camera dal ministro alle autonomie e affari regionali Boccia che ha spiegato come “la nostra Costituzione non prevede una clausola di supremazia e non sancisce in alcun modo la preminenza dello Stato sulle Regioni, però il complesso delle norme vigenti ci consente di dire con chiarezza che in caso di emergenza nazionale decide lo Stato, anzi se permettete, comanda lo Stato. Già da tempo la Corte Costituzionale ha chiarito che le ordinanze contingibili e urgenti hanno natura semplicemente di atti amministrativi, mentre la competenza si radica su livelli inferiori fino a quando questi sono considerati adeguati. È evidente che nel caso di Covid 19, trattandosi di una epidemia a carattere transnazionale, il livello adeguato per le misure di contrasto non può essere che quello statale”.

Intanto, è pronto il piano che aumenta del 50% i posti di terapia intensiva e del 100% nelle unità di pneumologia e malattie infettive mentre il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli è in auto-isolamento al Mise dopo l'incontro di martedì della scorsa settimana con l'assessore lombardo Alessandro Mattinzoli risultato positivo al Coronavirus. Il ministro non ha alcun sintomo, è stato sottoposto al tampone che è risultato negativo ma resta in autoisolamento fino a martedì della prossima settimana. 

 

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