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I 350 milioni sul Fondo di riserva, Manzana: ''Ok aspettare ma poi spostarli a bilancio''. La maggioranza alle opposizioni: ''Non siamo soldatini che alzano la mano a comando''

I capigruppo di Agire, Forza Italia e Lega, La Civica, Fassa e Progetto Trentino, replicano alle minoranze: "C'è un tema tecnico e un altro politico, che in questo caso viaggiano paralleli. Riteniamo doveroso rispedire al mittente etichette e narrazione"

Di Luca Andreazza - 03 agosto 2020 - 05:01

TRENTO. "Piuttosto che rimpinguare capitoli senza un progetto, meglio inserirli nel Fondo di riserva e poi appena possibile spostare le risorse per portare avanti i necessari investimenti". Così Fausto Manzana, presidente di Confindustria, sui soldi in arrivo da Roma e che il presidente Maurizio Fugatti ha inserito in una voce di bilancio a disposizione della Giunta leghista senza dover passare dal via libera del Consiglio provinciale. 

 

Le opposizioni chiedevano di inserire queste risorse nella manovra di assestamento per rispondere velocemente alla grave crisi economica e sociale causata dall'emergenza Covid-19. Non solo, le opposizioni sostengono che in questo modo il governatore ha sottratto l’investimento di questi finanziamenti alla primaria funzione di indirizzo e controllo dell’assemblea legislativa (Qui articolo).

 

E in queste ultime 48 ore la maggioranza si è trovata a votare gli emendamenti, in gran parte ostruzionistici, lasciati sul tavolo. Una situazione che poi si è sbloccata quando Filippo Degasperi (Onda Civica) ha ritirato i suoi 7 mila documenti (Qui articolo). Ma si è verificato uno strappo a palazzo e anche i sindacati si sono mostrati critici rispetto a questo modus operandi della Provincia: "Il dubbio è che si preferisca impiegarli a settembre in piena campagna elettorale per le comunali" (Qui articolo).

 

E' leggermente contro corrente il pensiero del numero uno degli industriali. "La manovra di assestamento è da 450 milioni, quasi la metà proviene dall'avanzo del 2019. E' una cifra importante e questi 350 milioni avrebbero certamente cambiato radicalmente la spesa - aggiunge Manzana - ma si deve fare un ragionamento su come investire queste risorse: sono necessarie linee progettuali, interventi sulle politiche attive del lavoro e altri aspetti. Meglio aspettare un po' che utilizzare male i finanziamenti. Sono più preoccupato per il fatto che si sia riusciti a utilizzare solo il 30% della spesa prevista per i cantieri".

 

La crisi innescata dall'epidemia coronavirus va affrontata, ma senza compiere passi più lunghi della gamba. "Se si aspetta qualche settimana non è un problema, se ci sono progetti, visioni e programmazione. Certo - dice Manzana - queste risorse devono essere poi spostate a bilancio: si tratterebbe di un'amarezza e di una metodologia singolare se questi soldi venissero utilizzati senza una discussione e un confronto con le opposizioni politiche, i sindacati e le associazioni datoriali".

 

Nel frattempo anche i capigruppo di Agire, Forza Italia e Lega, La Civica, Fassa e Progetto Trentino, replicano alle minoranze. Rispedita al mittente l'etichetta affibbiata da Luca Zeni (Pd) che aveva definito i consiglieri della maggioranza dei "soldatini che alzano la mano a comando".

 

"Riteniamo - spiega una nota de La Civica a nome di tutte le forze politiche di maggioranza - che in questa circostanza l’atto istituzionalmente molto grave, che delegittima l’Aula, sia piuttosto l’abbandono dei lavori da parte dell'opposizione. A valle di un dialogo costruttivo del presidente Fugatti con tutte le forze di minoranza, singolarmente e cumulativamente, l’estemporaneità dell’esplosione del caso sui 217 milioni deve far riflettere".

 

La maggioranza ripercorre questi ultimi giorni. "C'è un tema tecnico e un altro politico, che in questo caso viaggiano paralleli. Nel testo depositato dell’assestamento - continua la nota - le entrate (in termini di competenza) per il 2020 erano 135 milioni. Alla vigilia della discussione in Aula è stato siglato l’accordo in Conferenza Stato – Regioni, che attribuiva alla Provincia di Trento altri 217 milioni rispetto ai 136 già concessi. Ma a differenza di questi ultimi per cui esisteva già una copertura finanziaria da parte dello Stato, i 217 a oggi non trovano copertura sul bilancio nazionale: il governo, infatti, si è impegnato ad autorizzarli con il primo provvedimento legislativo utile".

 

Queste risorse non sarebbero quindi utilizzabili dalla Provincia. "Questa decisione - evidenzia La Civica - ha uno storico alle spalle e risale ai tempi di Dellai con una cifra di poco inferiore. Inserire queste risorse in entrata e accantonarle in uscita su un Fondo indisponibile fino a quando lo Stato non provvederà alle coperture. Bolzano ha compiuto la medesima operazione per collocare le risorse (circa 300 milioni di euro) su uno specifico Fondo di riserva. L'avanzo è di 500 milioni a fronte del nostro di 200 milioni e forse a qualcuno può far comodo confondere i 300 milioni che arrivano da Roma con quelli dell’avanzo, senza accennare alle cause storiche che determinano differenze così importanti tra il bilancio dell'Alto Adige e quello del Trentino".

 

Questo è l'intervento sul versante tecnico, c'è poi quello politico. "Il subemendamento risale a lunedì 27 luglio e dei 217 milioni si è parlato più volte. Anche da parte del presidente Fugatti, durante la discussione generale, mentre già il 25 aveva dichiarato alla stampa che sarebbero stati inseriti in un Fondo. Il tema però non è stato minimamente sfiorato durante le due giornate di successive trattative che il governatore ha avuto con i gruppi di opposizione: tra le varie questioni poste legittimamente sul banco, questa non è stata accennata da alcun rappresentante della minoranza fino a venerdì mattina. A quel punto, quei 217 milioni che fino al giorno prima il consigliere Rossi riteneva fosse opportuno si valutasse come spendere perché non ci fosse 'l’assalto alla diligenza', sono diventati un casus belli. O piuttosto, una utile via verso destinazioni altre rispetto al dovere dell’Aula. Riteniamo doveroso rispedire al mittente le etichette e la narrazione di questo episodio", conclude la nota de La Civica.

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