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Il "Manifesto contro il linguaggio ostile" in Comune a Trento c'è già. Maule: "A dividere non sono le opinioni ma come decidiamo di esprimerle"

L'assessora Chiara Maule: “I nostri politici hanno la grande responsabilità di dare prima di tutto il buon esempio. Spesso questo non accade, così i cittadini, per spirito di emulazione, si sentono titolati a poter esprimere in maniera eccessiva e volgare un'opinione che potrebbe essere presentata senza denigrare la posizione dell'altro, offendere o andare oltre il dibattito civile”.

Di Lucia Brunello - 27 febbraio 2020 - 20:37

TRENTO. Mentre il Patt ha depositato una mozione per l'adesione al “Manifesto della comunicazione non ostile”, progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza verbale, nata nel 2017 e promossa dall’Associazione Parole Ostili in partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, in Comune invece questo era già stato approvato e sarà ufficialmente sottoscritto il prossimo 13 marzo, in occasione di un incontro organizzato con le scuole per presentare il decalogo e riflettere sull'importante tema del linguaggio online e non solo.

 

Questa una tematica che, forte dell'avvento dei social, sta dimostrando sempre più necessario essere portata in primo piano, consapevoli di come il dialogare in maniera civile debba essere un solido obiettivo sociale.

 

“Quando abbiamo organizzato la Smart City 2019 - inizia l'assessora Chiara Maule all'innovazione e alla Smart City - abbiamo voluto presentare ai cittadini alcuni protagonisti digitali che potessero raccontare il loro punto di vista, da dentro l'ambito dell'innovazione, sulla tematica del linguaggio online. Siccome avevamo percepito questo essere un tema richiesto e sentito, avevamo deciso di portarlo al centro dell'evento e così abbiamo contattato Parole Ostili. Per motivi logistici abbiamo poi dovuto rimandare l'incontro con l'associazione alla primavera successiva, ed ora eccoci qua”.

 

“Sappiamo che nelle discussioni di piazza, nei bar così come all'interno dei consigli comunali o sui giornali, varie volte con le parole si vada oltre il buon senso e il buon costume. E' importante fermarsi a riflettere", continua l'assessora. "Non vorrei puntare il dito solo verso il mondo politico, ma è anche vero che i nostri politici hanno la grande responsabilità di dare prima di tutto il buon esempio. Spesso questo non accade, così i cittadini, per spirito di emulazione, si sentono titolati a poter esprimere in maniere eccessiva e volgare quella che può essere un'opinione che potrebbe essere presentata senza denigrare la posizione dell'altro, offendere o andare oltre il dibattito civile”.

 

Alla Smart City di settembre scorso, un importantissimo ospite è stato Paolo Picchio, il papà di Carolina, giovane ragazza che si era suicidata vittima del cyber-bullismo. “Questo signore ha creato una fondazione e da due anni sta girando tutta l'Italia per sensibilizzare i ragazzi sul delicatissimo tema del bullismo online”.

 

Una storia ingiusta e struggente, ma che, grazie alle ultime righe lasciate alla ragazza ai suoi genitori prima di togliersi la vita, hanno dato modo a molti di riflettere su questo tipo di violenza fino a quel momento ignorato: “Le parole fanno più male delle botte”.

 

Quello in programma per il 13 marzo sarà un incontro aperto al pubblico rivolto a tutta la cittadinanza ma, in particolare, ai giovani, a cui parteciperà la presidente di Parole Ostili, Rosy Russo.“Speriamo che possa essere un momento in cui cittadini, giovani e politica si soffermino sul fare una riflessione su come, soprattutto chi è più esposto dal punto di vista mediatico, abbia il dovere di portare una testimonianza positiva nel modo di esporsi. Ognuno di noi può sostenere tesi diverse, ma la modalità con cui queste vengono espresse deve avere un decoro. A dividere non sono necessariamente le diverse opinioni, ma come decidiamo di esprimerle”, conclude Chiara Maule.

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