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Mozione contro il linguaggio ostile, il Patt: “Violenza verbale crescente e inaccettabile, è ora di dire basta. Speriamo che tutti i consiglieri aderiscano”

Gli autonomisti presentano una mozione per aderire al Manifesto della comunicazione non ostile: “In questo periodo di forte conflittualità è tempo di arginare la dilagante violenza verbale che coinvolge anche alcuni esponenti della politica, speriamo che la nostra proposta venga condiviso anche dalla Giunta”

Di Tiziano Grottolo - 27 febbraio 2020 - 12:19

TRENTO. “Dico al mio avversario: io combatto la tua idea che è contraria alla mia, ma sono pronto a battermi al prezzo della mia vita perché tu la tua idea la possa esprimere sempre liberamente” si apre così, citando le parole dell’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini, la mozione depositata dagli autonomisti Ugo Rossi, Michele Dallapiccola, Paola Demagri per l’adesione “Manifesto della comunicazione non ostile”​, progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza verbale. “In un periodo di forte conflittualità politica – spiegano dal Patt – dove sempre più assistiamo ad una deriva culturale sui social, abbiamo pensato di proporre l'adozione di un Manifesto che speriamo venga condiviso anche dalla nostra Provincia”.

 

Per gli autonomisti è arrivato il momento di ribadire alcuni concetti fondamentali come rispetto delle opinioni e delle parole altrui, il vero “sale della democrazia”, a distanza di 40 anni dal discorso del socialista Pertini, in un mondo sempre più dominato dalla comunicazione e in cui ogni parola viene ripresa e amplificata dai media tradizionali e dai social, con i fenomeni dilaganti dell’hating, delle gogne mediatiche e delle fake news, per il Patt è importante che  il linguaggio politico conservi “oggi più di allora” il compito di proporsi come esempio, promuovendo un dibattito incentrato sui contenuti e non sulla squalifica dell’avversario.

 

 

Effettivamente alcuni esponenti del consiglio provinciale avrebbero qualcosa da imparare (QUI, QUI e QUI alcuni esempi): “Assistiamo tutt’ora, a un clima allarmante di ostilità verbale, in un crescendo di aggressività diffusa e inaccettabile violenza di termini e concetti espressi, senza distinzione di colore o partito. Un’aggressività tanto trasversalmente agita – sottolineano le stelle alpine – quanto universalmente percepita dai cittadini di qualsiasi età e provenienza, che rischiano di abituarsi a questo clima ostile accettandolo come stile di un fare politica moderno”.

 

È proprio su queste considerazioni che il gruppo autonomista vorrebbe sposare l’iniziativa del “Manifesto della comunicazione non ostile”, nata nel 2017 e promossa dall’Associazione Parole Ostili in partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Alla campagna, presentata in Senato nei mesi scorsi, hanno già aderito oltre 200 parlamentari di tutti gli schieramenti politici e vari ministri, ma anche consigli comunali, provinciali e regionali.

 

“Spetta alla politica prendere posizione – afferma il capogruppo Ugo Rossi, che poi aggiunge – l’importanza di sviluppare una spiccata sensibilità in favore della libertà dell’individuo e della salvaguardia della democrazia, promuovendo un dibattito politico sano, civile e corretto è evidente”. Così il Patt ha recentemente depositato una mozione per impegnare la Giunta a sottoscrivere il manifesto e a incentivare l’adesione alla campagna “cambiostile”, ma anche a promuovere iniziative specifiche volte a sensibilizzare politici ed elettori a un uso corretto della comunicazione e a un’ampia responsabilizzazione rispetto a quanto si dice o si scrive, e pure a quanto si condivide online. Di questi tempi, vale la pena ribadirlo, questa mozione potrebbe rappresentare una vera ventata d’arai fresca.

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