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La destra unita fa quadrato e alza la voce contro il governo. Bisesti: "Esecutivo lontano dai territori". De Bertoldi: "Irridono la classe produttiva"

Come in altre decine di piazze italiane, anche a Trento si è tenuto in mattinata il comizio del centrodestra unito alla presenza di tutte le principali figure della politica locale. Diversi gli interventi dei parlamentari, tra critiche al governo sulla gestione dell'emergenza Coronavirus e inviti all'unità in occasione delle prossime elezioni amministrative

Di Davide Leveghi - 02 giugno 2020 - 13:53

TRENTO. Fa quadrato il centrodestra regionale. Si riunisce in un bar di piazza Cesare Battisti, i parlamentari in prima fila, i consiglieri nei tavolini dietro. La Giunta non è presente, a parte un intervento di Mirko Bisesti, poco prima che il tutto si concluda con una foto di rito, il contingente della politica locale schierato a distanza di sicurezza, diversi messaggi tutti indirizzati a Roma, dove sta un governo che non piace. Un governo che “non aiuta le imprese”, “debole con l'Europa”, “slegato dai territori”.

 

 

Sono questi i messaggi che riempiono la piazza, ribaditi negli interventi dei parlamentari. La platea comprende grosso modo solo politici, fuori dal plateatico non ci sono grandi assembramenti di pubblico, il periodo d'altronde non lo permette. In tutta Italia il centrodestra fa prove di unità, Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia si contano, si proclamano uniti, uniti contro il governo, “non eletto da nessuno” e pronto a essere mandato a casa alle prossime elezioni, comprese quelle amministrative posticipate a causa del virus, su cui a Trento si sta consumando una gran bagarre.

 

I volti sono coperti ma le teste lasciano intravedere l'importanza dei presenti. Uno dopo l'altro i parlamentari e alcuni pezzi grossi della politica locale si alternano in interventi non troppo ascoltati. Le casse non sembrano portare la voce forte e chiara nella piazza, gli assembramenti d'altronde, come detto, non sono permessi. Ci sono i politici che parlano ai politici, dunque, e il caldo non aiuta certo a mantenersi vigili di fronte ai mantra ormai triti e ritriti congelati per due mesi dall'emergenza.

 

 

Un'emergenza che però, appunto, costituisce la base da cui partire per tutti coloro che, mascherina su o giù, intervengono al microfono. Ci sono, tra gli altri, Diego Binelli (deputato della Lega per Rendena e Giudicarie), Vanessa Cattoi (deputata leghista roveretana), Martina Loss (deputata della Lega), la senatrice Elena Testor, fresca di passaggio da Forza Italia alla Lega, il senatore Andrea De Bertoldi, autore di uno degli interventi più animati ("Un governo vergognoso, che si sta rendendo protagonista dell'irrisione più completa della classe produttiva del Paese")

 

E ancora Gabriella Maffioletti (Forza Italia), Alessandro Urzì (coordinatore regionale di Fratelli d'Italia e consigliere provinciale a Bolzano), il segretario della Lega Mirko Bisesti e il presidente Alessandro Savoi. “Unità” è la parola che rimbalza continuamente. Il nome di Alessandro Baracetti, candidato sindaco per il centrodestra a Trento e al centro di ripensamenti e bagarre su un'eventuale sostituzione in corsa, non viene nominato, ma aleggia negli inviti fatti dai pezzi grossi leghisti. “Al di là delle legittime aspettative e ambizioni”, fa eco il presidente delle Lega Salvini-Trentino e consigliere provinciale Savoi.

 

 

A costituire l'ossatura degli interventi, come detto, è la gestione della crisi da parte del governo di Roma. Una gestione giudicata insufficiente, specie nei confronti delle imprese. “Il governo è sordo alle nostre richieste”, si ripete più volte. “Tutte le nostre proposte sono rimaste lettera morta”, si aggiunge. “Fiducia” e “speranza” sono parole che tornano spesso, in senso negativo laddove si indica nell'esecutivo una ragione del loro venir meno, specie per imprese e giovani.

 

“Comprate prodotti trentini”, ripete tra gli applausi Martina Loss, mentre la senatrice Testor attacca “un'Europa che non funziona”, invitando a spendere i propri soldi, questa estate, solo sul territorio nazionale. “In questa bellissima collezione di mascherine – esordisce invece Alessandro Urzì – c'è chi ha voluto metterla tricolore, vista anche la giornata, e chi ha voluto metterne una per testimoniare l'appartenenza al territorio (il riferimento va ai rappresentanti della Lega, che hanno vestito la mascherina bianco-rossa contenuta nel simbolo trentino del partito per evidenziare la richiesta di una gestione autonoma della Fase 2, ndA). Io l'ho messa chirurgica perché in questo momento ci vuole il bisturi”.

 

Daremo idea di cosa siamo capaci alle prossime elezioni, lanciano ora al governo nazionale una sfida”, ha poi concluso tra gli applausi. “Come in altre cento piazze italiane – lo ha seguito il segretario della Lega trentina Mirko Bisesti – diciamo che un governo che si distanzia dai territori merita di andare a casa e non fiducia. Basta dire che andrà tutto bene, ci vogliono misure per riportare l'Italia dove si merita e ripartire con fiducia. Il governo non può essere sordo a istanze provenienti da terre autonome come la nostra”.

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