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La giunta leghista taglia il 18% del Parco della Lessinia ma inizia la protesta: arrivano la camminata ''per dire No'' e le azioni di contrasto

Tante le associazioni e i cittadini che si stanno organizzando dopo che la scorsa settimana in commissione ambiente con un ''blitz'' rapidissimo è stato votato il via libera a convertire oltre 1.700 ettari di area protetta. Tra le ragioni la possibilità di cacciare il cinghiale in maniera più incisiva. Guarda (Civica per il Veneto): ''Fumo negli occhi. Sui Monti Berici da anni è applicato il Piano di Eradicazione del Cinghiale, con addirittura più di 250 cacciatori formati ma non è cambiato nulla''

Di Luca Pianesi - 20 gennaio 2020 - 17:49

VERONA. Si chiama ''camminata per il Parco della Lessinia'' e sarà organizzata per domenica 26 gennaio a partire dalle 10 con partenza da Conca dei Pàrpari (Roveré Veronese). La manifestazione sta rimbalzando su varie pagine Facebook, dall'associazione Monastero del Bene Comune (che si occupa di promuovere la cultura della convivenza tra le persone con un'attenzione particolare ai beni comuni) al Wwf Verona ma potrebbe allargarsi a molte altre realtà e coinvolgere tantissimi cittadini non solo veronesi visto, per esempio, che ad oggi sono 122 le associazioni (compresa la Sat in Trentino) che hanno firmato una lettera per dire ''no''. E moltissime, infatti, sono le persone che hanno reagito negativamente all'iniziativa intrapresa dal governo leghista della Regione Veneto e anche a livello politico le opposizioni si stanno dimostrando fortemente contrarie.

 

 

 

 

Il progetto, votato con un vero e proprio ''blitz'' in commissione ambiente già giovedì, al termine delle audizioni delle associazioni ambientaliste, allevatori e dei cacciatori (mentre le opposizioni chiedevano di riflettere su quanto ascoltato e andare al voto questa settimana) prevede di togliere al Parco della Lessinia oltre 1.700 ettari (dei circa 10.000 che lo compongono oggi) permettendo in queste aree di praticare la caccia e, secondo i detrattori, anche di costruire (si parla soprattutto della possibilità di realizzare camping ed edifici).

 

Quel che è certo è che la richiesta arriva direttamente dalle comunità dei territori dove incidono le aree, al momento protette: quei comuni limitrofi al parco che si trovano ad avere problemi legati soprattutto alla massiccia presenza di cinghiali. Ma quella di dare il via libera alla caccia per potersi ''liberare'' della presenza dei cinghiali appare un'idea poco efficace e lo sottolinea anche la consigliera regionale di Civica per il Veneto Cristina Guarda che commenta: ''Io vivo in una zona, quella Berica, che al contrario dei Lessini non è protetta, nonostante la preziosità della sua biodiversità naturale. Sui Monti Berici da anni è applicato il Piano di Eradicazione del Cinghiale, con addirittura più di 250 cacciatori formati. Nonostante ciò, sui Monti Berici la situazione non è affatto cambiata e continuiamo a osservare, specialmente noi agricoltori, campi arati e devastazioni da migliaia di cinghiali. Insomma, un vero fallimento che si ripete in tutto il Veneto''.

 

 

Per la consigliera civica si tratta, insomma, di ''fumo degli occhi dei cittadini'' e, come sosteneva anche il consigliere del Partito democratico Andrea Zanoni, alla fine l'operazione si tradurrebbe, semplicemente, in una sorta di grande regalo alla lobby dei cacciatori, fortissima in Veneto e ben rappresentata anche politicamente. Contrarissime all'iniziativa leghista anche Wwf e Italia Nostra. Quest'ultima ha scritto una lettera ai rappresentanti regionali e al ministro Costa dove si chiede di bloccare questa legge ricordando che ''nei boschi dei vaj trovano rifugio svariate specie di animali selvatici. Consentire la caccia per intervenire sulla popolazione del cinghiale, comporterebbe il rischio di danneggiare anche le altre popolazioni faunistiche. Il contenimento del cinghiale attraverso l’apertura della caccia pare inoltre tutt’altro che dimostrato: gli animali potrebbero cercare rifugio in altre zone dell’area protetta con il rischio di aumentare, e non di diminuire, i disagi alle attività agro-pastorali''. 

 

Insomma in un'epoca dove ci si ingegna per realizzare nuove aree protette, estendere le tutele ambientali, cambiare stili di vita e mentalità delle persone (sapendo, tra l'altro, che non c'è più tempo da perdere) l'operazione della Regione Veneto di togliere superfici soggette a ''protezione'' invece che aggiungerle rischia di creare un pericolosissimo precedente.

 

 

Qui i dettagli per la giornata del 26 e le azioni che si stanno mettendo in campo

 

DOMENICA 26 GENNAIO 2020
CAMMINATA PER IL PARCO DELLA LESSINIA

Per dire NO alla riduzione dei suoi confini
Ore 10.00: partenza da Conca dei Pàrpari (Roveré Veronese)
Ore 12.00 (circa): arrivo a San Giorgio (Bosco Chiesanuova)

Il percorso è facile, adatto a tutti e si snoda su strade pubbliche (attraverso le malghe Parparo Veccchio, Pàrparo di Sopra, Pigarol, Grolla, Malera di Sotto). Chi non potesse camminare, potrà raggiungere il gruppo a San Giorgio alle ore 12.00.

 

 

Vi informiamo che sono state aperte le pagine:

Facebook: @Lessinia Futura
Instagram: @lessina_futura

 

sulle quali verranno pubblicate le informazioni ufficiali della Camminata e sulle altre iniziative contro la riduzione dei confini del Parco della Lessinia.

 

Sulle stesse pagine è stata lanciata la campagna fotografica che vi invitiamo a condividere sui social, utilizzare come foto profilo Whatsapp o Twitter e caricare sulle “storie" WhatApp (le immagini e i testi sono liberi da diritti). In particolare vi invitiamo a taggare con queste foto la pagina Luca Zaia (@zaiaufficiale). È importante investire direttamente il presidente della Regione Veneto con il maggior numero di messaggi possibili contro la riduzione da parte della sua maggioranza del Parco della Lessinia.

 

Hashtag: #notaglioparcolessinia

 

Stiamo lavorando, e vi chiediamo collaborazione, per far diventare questa notizia un caso nazionale, diffondendo con ogni mezzo alla stampa. Per fare definitiva chiarezza su quali saranno le aree tagliate dal Parco, vi alleghiamo un pdf riassuntivo che vi invitiamo a diffondere. Vi ricordiamo infine che la sottoscrizione della lettera è ancora aperta. Siamo arrivati ad oggi a 122 associazioni firmatarie. Vi aspettiamo tutti e tutte alla Camminata per il Parco, domenica 26 gennaio 2020.

 

I promotori
Barbara Crea
Francesco Sauro
Alessandro Anderloni

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