M49 ha il radiocollare ma la Pat non se ne serve e arrivano le predazioni. Dallapiccola: ''Serve un sistema di allert per gli allevatori. Così si mitigano danni e conflitti''
E' incredibile che nonostante sia iper controllato Papillon è stato ugualmente fatto avvicinare a Malga Agnellezza dove ha compiuto delle predazioni. Ma se la Provincia volesse abbassare il livello di ''scontro'' con le attività zootecniche potrebbe farlo.- Ecco la proposta dell'ex assessore competente: ''Si crei un'applicazione per i malgari come esiste per gli agricoltori con Meteotrentino. Servono poi, informazioni, strumenti (radiocollari e trappole tubo) e mitigare il rischio. Purtroppo non si sta facendo niente di niente''

TRENTO. La predazione di due pecore e due capre avvenuta a Passo Manghen, a malga Agnelezza, domenica scorsa ad opera di M49 (stando almeno ai primi rilievi) è l'ennesima sconfitta della maggioranza leghista in consiglio provinciale. L'orso ha un radiocollare eppure, evidentemente, la Pat non è nemmeno in grado di avvisare chi si trova ''sulla strada'' di Papillon tempestivamente invitandolo a prepararsi in caso di passaggio. E' stata resa pubblica una mappa che, di fatto, non serve a nulla se non ad attirare i curiosi nelle zone battute dal plantigrado più famoso del Paese ma che, evidentemente, non viene utilizzata per informare le attività che potrebbero entrare in potenziale ''conflitto'' con l'animale.
''La nostra proposta è che si attivi al più presto un servizio simile a quello di Meteotrentino che era stato lanciato qualche anno fa per gli agricoltori - spiega l'ex assessore provinciale competente Michele Dallapiccola -. Si tratterebbe di un servizio di messaggistica o di chiamata diretta dei malgari mano a mano che l'orso si avvicina alle loro produzioni. Oggi i forestali avvertono spesso gli allevatori e agricoltori che si trovano sulla strada dei grandi carnivori collarati, ma ciò non avviene sistematicamente come invece potrebbe avvenire grazie alla tecnologia. I nostri forestali lavorano assiduamente e se possono fanno visita alle attività che si trovano sulla strada di questi animali, ma un'applicazione cambierebbe sicuramente le cose''.
A livello tecnologico non sarebbe richiesto un grande sforzo, visto che almeno nel caso di M49, l'animale è già dotato di radiocollare e il suo percorso è costantemente mappato, quindi se ne conoscono gli spostamenti e se ne possono, almeno a grandi linee, prevedere i movimenti, e sistemi simili di messaggistica in tempo reale esistono già per avvertire gli agricoltori sui cambiamenti delle condizioni climatiche, affinché siano in grado di attrezzarsi in tempo per ridurre al minimo i danni. ''Anche qui stiamo parlando di cercare di ridurre al minimo i conflitti tra uomo e animale - prosegue Dallapiccola - perché se avvertito in tempo il pastore potrebbe magari riparare al chiuso i propri animali o aumentare il voltaggio nei recinti elettrificati. E nel caso ciò non potesse avvenire l'allevatore potrebbe chiedere aiuto ai forestali che potrebbero intervenire con sistemi di dissuasione (petardi, proiettili di gomma etc a seconda del grado di rischio)''.
Un'azione, questa, da mettere in pista immediatamente con M49, per ridurre al minimo il conflitto con l'uomo (''stiamo parlando di 1.500 allevatori professionisti in tutta la provincia e di altri 1.000 amatoriali - completa il consigliere provinciale del Patt - quindi non tante persone da coprire con questa rete di messaggi'') ma che poi potrebbe diventare uno strumento di gestione degli orsi, in particolare, in tutto il Trentino. ''Per questo chiediamo anche all'assessorato provinciale di dotarsi il prima possibile di radiocollari e trappole tubo - prosegue Dallapiccola che ha depositato una mozione che riguarda sia la app che quest'ultimo argomento - perché da quel che ci risulta in tutta il Trentino avremmo tre trappole tubo e altrettanti radiocollari. Se nel secondo caso l'acquisto è semplice e la spesa minima, le trappole dovrebbero essere presenti almeno in ogni distretto forestale e la loro realizzazione può anche essere affidata a fabbri e artigiani locali''.
''Dobbiamo partire assolutamente dalla mitigazione dei danni in zootecnia per poter pensare a come gestire i grandi carnivori della nostra provincia - completa Dallapiccola - perché anche i provvedimenti più estremi, come la cattura e l'abbattimento, devono sempre arrivare dopo che si sono messe in atto le azioni previste anche a livello normativo. L'informazione, prima di tutto, ma anche la mitigazione del rischio. Purtroppo non si sta facendo niente di niente in questo momento. Si collezionano figuracce internazionali, si fanno provvedimenti affrettati e inappropriati, si abbandonano gli allevatori a sé stessi senza nemmeno dar loro assistenza e aiuto e si stanno lasciando soli anche i forestali gli unici a metterci la faccia in ogni contesto. Peggio di così non si potrebbe fare, eppure l'autonomia che ci siamo conquistati in anni di impegno e di risultati consentirebbe di fare molto di più e molto meglio, per gli uomini e per gli animali''.












