Predata una manza, per gli allevatori è M49 e se in Veneto parte il controllo dei lupi con Gps in Trentino è ancora tutto fermo
In Veneto è partito un progetto che sfrutta la tecnologia Gps per contrastare le predazioni da lupo. Nel frattempo, in Trentino, nonostante M49-Papillon sia dotato di radiocollare gli allevatori di malga Cazorga lamentano una nuova predazione, sarebbe la seconda in meno di una settimana

TELVE. Gli allevatori non hanno dubbi: il responsabile è M49-Papillon. D’altra parte tutti gli indizi portano in un’unica direzione, il modus operandi, la zona e la preda. Questa volta infatti, nel mirino di un plantigrado è finita malga Cazorga dove in questi giorni è stata predata una manza. Si trattava di una femmina gravida, con un peso che può arrivare fino a 7 quintali, guarda caso le prede preferite da M49-Papillon, l’unico orso la cui presenza è segnalata in zona.
Tutt’ora la mappa interattiva della Pat certifica la presenza dell’orso più ricercato del Trentino in località lago delle Stellune, dove si trova anche malga Cazorga. Quindi i dubbi sulla responsabilità della predazione sono molti pochi. Ciò che non si capisce, e gli allevatori che si pongono domande in tal senso sono parecchi, è come mai non si riesca a scongiurare le predazioni nonostante l’orso sia munito di radiocollare.
Poco meno di una settimana fa M49-Papillon aveva colpito malga Agnelezza, sempre nella zona del Lagorai, uccidendo due pecore e due capre. Peraltro questa è lo stesso ambiente dove l’orso si era stato ripreso dopo la prima fuga dal Casteller. Se è vero che gli allevatori sono stati avvertiti della presenza di M49-Papillon, allo stesso tempo è difficile sapere esattamente quando il plantigrado si trova nelle vicinanze di una malga, considerando che questi animali possono percorrere anche molti chilometri in una sola notte.
A quanto pare, nonostante gli spostamenti dell’orso siano costantemente monitorati dai forestali, la Provincia non riesce a studiare una strategia efficace per contrastare le predazioni. Ad oggi, non si hanno notizie di azioni di dissuasione per scoraggiare l’avvicinamento alle malghe, né di altre soluzione messe in campo per tutelare gli allevatori che nel frattempo sono sempre più esasperati dall’immobilismo della Pat. Sembrerebbe quasi che non ci sia la volontà politica di intervenire.
Al contrario, in Veneto ha preso il via un progetto pilota, finanziato dalla Regione, per monitorare le predazioni dei lupi. Una femmina che fa parte di un branco del bellunese è stata recentemente radiocollarata con l’obiettivo di seguirne gli spostamenti e le predazioni per poi sviluppare (con test sul campo) innovativi sistemi di prevenzione che si basano sulla localizzazione Gps. Si tratta dei cosiddetti recinti virtuali (virtual fences) e allarmi che scattano quando un grande carnivoro si avvicina. Tutti strumenti che potrebbero essere applicati anche per la gestione di orsi e lupi trentini.
Insomma se in altre zone dove gli allevatori sono alle prese con i grandi carnivori si studiano delle possibili soluzioni in Trentino si preferisce stare a guardare. Eppure di suggerimenti all’assessora alla agricoltura, caccia e pesca Giulia Zanotelli ne sono arrivati. L’ex titolare dell'assessorato, oggi consigliere provinciale del Patt, Michele Dallapiccola ha proposto di dotare i malgari di un’applicazione da scaricare sul cellulare, attraverso la quale rimanere aggiornati sugli spostamenti di M49-Papillon. Una soluzione utile a limitare i danni, anche perché la cattura non sembra imminente, forse, ma questa è solo un’ipotesi, in considerazione del fatto che il Casteller pare non essere adatto a contenere M49-Papillon che per ben due volte è riuscito a mettere in ridicolo la Giunta con rocambolesche evasioni.














