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M49-Papillon, De Godenz: “Non abbiamo bisogno di vedere l’orso al passo Lavazé bisogna catturarlo”. La replica: “Basta propaganda, certe affermazioni generano paura e danneggiano l’economia turistica delle valli di Fiemme e Fassa”

Mentre gli impianti restano aperti, nonostante il coronavirus, la politica prova a puntare il dito contro M49-Papillon, ma così, spiega l’appassionato di gradi carnivori: “Si rischia di perdere anche l’altra metà dei turisti, ovvero tutti coloro che di quest’orso ne hanno fatto un emblema”

Di Tiziano Grottolo - 06 marzo 2020 - 16:57

TRENTO. M49-Papillon, ovvero l’orso più ricercato del Trentino, si è risvegliato dal letargo e con lui le polemiche e le strumentalizzazioni politiche circa la sua cattura. Fra i primi a cogliere la palla al balzo c’è stato il consigliere provinciale Pietro De Godenz dell’Upt che ha dichiarato: “Ormai svegliatosi dal letargo, l’orso M49 ha ripreso i suoi spostamenti e ha già colpito in alcune occasioni – articoli QUI e QUI – facendo danni, spaventando e disturbando animali e persone, soprattutto quelle che hanno attività economiche in zona”.

 

Il consigliere provinciale ha poi aggiunto: “Ricordo come, sia la Valle di Fiemme che il Trentino, stiano attraversando un periodo complesso e certamente negativo. Mi riferisco – ha precisato –agli ingentissimi danni economici causati dall’allarme Coronavirus che vede, ad esempio, la chiusura anticipata di ben 10 alberghi in Fiemme e un calo delle prenotazioni nell’ordine dell’80%. Siamo già in emergenza e di certo non abbiamo bisogno di vedere l’orso al passo Lavazé che cerca di prendere lezioni di sci di fondo. Sarebbe davvero troppo per il nostro sistema economico e turistico”.

 

Affermazioni però che hanno fatto arrabbiare l’appassionato di gradi carnivori Paolo Scarian, fondatore del gruppo Fiemme e Fassa il ritorno del lupo, che da molto tempo segue le tracce di M49-Papillon: “Se l’intento di De Godenz fosse quello di creare il panico sicuramente lo sta facendo bene – fa notare Scarian – le sue battute rischiano di fare più male che bene”.

 

Effettivamente andrebbe precisato che fino ad ora, con i dovuti scongiuri, M49-Papillon non ha mai attaccato l’uomo: “Sicuramente – sottolinea l’appassionato – si tratta di un orso problematico e che pertanto potrebbe anche diventare pericoloso, soprattutto se dovesse sentirsi messo alle strette, ma la politica dovrebbe avere il compito di trovare delle soluzioni anziché fomentare paure”. Di certo associare la figura del plantigrado alle piste da sci non è una gran mossa, considerando il fatto che M49-Papillon non ne ha mai attraversata una, a maggior ragione se si vuole evitare che i turisti si spaventino.

 

“Va bene che si sta avvicinando la campagna elettorale del 3 maggio – ricorda Scarian – ma francamente trovo alcune dichiarazioni fuori luogo. Sono stato sulle tracce di M49-Papillon per verificare se aveva scollinato ma non ho trovato prove, per quel che ne sappiamo il plantigrado si trova ancora nella zona di ville di Varena, bassa val di Fiemme”.

 

Inutile dunque creare allarmismo: “Se si vuole tutelare la salute dei cittadini forse si dovrebbe pensare di chiudere gli impianti dove il esiste il rischio di contagio da coronavirus, bisogna mettere in condizione le persone di stare al sicuro, d’altra parte il pericolo è il virus non serve a nulla spostare l’attenzione sull’orso dimenticandosi delle centinaia di turisti che arrivano ogni giorno”. Insomma per l’appassionato l’orso andrebbe preso per ciò che è, un animale selvatico appunto che si comporta come tale: “Se lo vogliono catturare che lo facciano subito, se poi succederanno degli incedenti se ne assumeranno la responsabilità com’è toccato all’ex presidente Rossi”.

 

Anche se i risultati per catturare il plantigrado, dopo la sua evasione dal Casteller, fin qui sono stati deludenti, come confermava la stessa Pat infatti: “Nel mese di ottobre M49-Papillon è entrato più volte nella trappola tubo posizionata per la sua cattura nell'alta valle del Vanoi. L'animale non ha però fatto scattare il meccanismo che innesca la chiusura della porta”. Spiegazione però che non ha convinto il consigliere provinciale Filippo Degasperi arrivato a chiedere le dimissioni dell’assessora competente e invocando l’intervento del ministero (QUI articolo).

 

Nel frattempo gli impianti restano aperti e come fa notare Scarian: “Allevatori e apicoltori uniti ai sindaci ne chiedono la cattura immediata, o l’abbattimento, per questioni di sicurezza, in una valle turistica che ha dimezzato le presenze per via del coronavirus, e che lascia comunque entrare turisti da tutta Europa. Il rischio però – mette in guardia – è di perdere anche l’altra metà dei turisti, ovvero tutti coloro che di quest’orso ne hanno fatto un emblema”.

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