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Mauro Corazza, lancia la corsa di Agire: ''La funivia Trento-Bondone? Si costruisca in zona Muse. E il piano Destra Adige deve avere una visione più globale''

Da 4 anni in Agire e da circa 24 mesi coordinatore del capoluogo per il movimento, Corazza ha 44 anni, risiede a Roncafort, sposato con 2 bimbi di 4 e 6 anni. E' occupato in un'azienda privata nel settore del commercio e ricopre il ruolo di consulente e vendita di arredamento tessile per strutture ricettive in tutta la provincia: "Contenti di aver appoggiato Carli, soprattutto dopo che la coalizione ha trattato in quel modo Baracetti"

Di Luca Andreazza - 25 agosto 2020 - 17:00

TRENTO. L'avvicinamento alle prossime elezioni comunali a Trento non è stato tra i più banali per Agire. Il percorso è iniziato con la coalizione di destra a trazione Lega, quindi l'ormai ex candidato sindaco Alessandro Baracetti ha messo la formazione fondata da Claudio Cia alla porta. In pochi giorni la forza politica è virata verso il centro per appoggiare Marcello Carli.

 

La cronaca è abbastanza conosciuta. "Una scelta - spiega Mauro Corazza, candidato e coordinatore per il capoluogo in Agire - che andava ponderata meglio a monte, i tempi e i modi ci hanno lasciato perplessi, ma ci siamo comunque messi a disposizione. L'emergenza Covid-19 ha modificato la situazione e abbiamo chiesto una riflessione alla coalizione, che presentava tanti partiti alla prima esperienza a livello di elezioni comunali: non volevamo assolutamente un cambio di guida quanto un ritmo diverso in campagna elettorale".

 

L'alleanza tra la Lega e Agire in ottica comunali è finita, poi c'è stata la seguente rottura a destra con Baracetti e l'indicazione della coalizione di Andrea Merler quale candidato sindaco. Una scelta per provare a ricompattare la compagine, però la missione non è riuscita in quanto il movimento di Cia è rimasto sulla posizione ormai assunta. "Non c'erano margini di discussione - aggiunge Corazza - la coerenza è importante e siamo stati contenti di non essere presenti a quel tavolo: si è andati oltre l'ideale politico e sono andati a colpire anche l'uomo. Il candidato Carli, che già avevamo proposto alla coalizione, è molto valido e rappresenta i nostri valori: siamo convinti del progetto".

 

Da 4 anni in Agire e da circa 24 mesi coordinatore del capoluogo per il movimento, Corazza ha 44 anni, risiede a Roncafort, sposato con 2 bimbi di 4 e 6 anni, si prepara alla prima candidatura per le amministrative. E' occupato in un'azienda privata nel settore del commercio e ricopre il ruolo di consulente e vendita di arredamento tessile per strutture ricettive in tutta la provincia. 

 

Perché ha scelto di candidarsi e come è nata la sua passione per la politica?

Ho sempre seguito in particolare la politica locale ma ho deciso di mettermi in gioco per portare un contributo e costruire un percorso per migliorare la città. La decisione di scendere in campo in prima persona è maturata per la mia famiglia, soprattutto per i miei figli e lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni. 

 

La politica in questo momento sembra particolarmente polarizzata, c’è ancora spazio per il centro?

Sono fermamente convinto di sì. Le attuali coalizioni di centrosinistra e centrodestra risultano abbastanza sbilanciate agli estremi: creano queste liste civiche ad hoc legate ai candidati sindaci per sembrare più moderate e catalizzare i voti del centro. Crediamo che l'area di centro sia predominante in città e le nostre forze politiche non hanno bisogno di mostrarsi diverse dai valori che rappresentano perché siamo un'alternativa equilibrata, coerente e credibile. L'obiettivo è vincere le elezioni o almeno giocarci le nostre carte al ballottaggio.

 

Un tema caldo è stato il nuovo Prg approvato alla fine della consiliatura della Giunta Andreatta. 

Non abbiamo nostri esponenti in Consiglio comunale, mentre abbiamo un rappresentante in quello circoscrizionale di Gardolo, Camillo Pisetta. Le discussioni sono state ampie e sfaccettate, ma la circoscrizione ha votato in modo compatto e unanime per il "No" alla lottizzazione di Melta. E' parte del gioco delle parti le discussioni tra maggioranza e opposizione per evitare 2 mila emendamenti ostruzionistici, però bisognava soppesare meglio determinate decisioni a fronte dell'unità bipartisan di un ente locale. E' da settembre 2019 che ci confrontiamo regolarmente con le circoscrizioni per valutare e conoscere le tante situazioni. La partecipazione dei cittadini è un valore che non si deve esaurire come slogan di una campagna elettorale: i territori devono essere coinvolti nel comune interesse.

 

Quale è la vostra proposta per il capoluogo?

La Giunta uscente ha lavorato bene ma si poteva fare certamente di più e meglio, ci sono enormi spazi per migliorare. Ci sono i grandi progetti, ma anche i piccoli interventi devono avere la stessa importanza: penso alla possibilità di implementare la mobilità leggera e sistemare gli attraversamenti ciclo-pedonali, così come a parchi e piazze da valorizzare tramite eventi costanti e diffusi nel corso dell'anno. Si deve poi lavorare in funzione delle politiche sociali: si investono giustamente molte risorse per abbattere le barriere architettoniche, ma quella legge è del 1989: evidentemente in questi anni alcune opere non sono state portate a regola d'arte se già è necessario intervenire in tanti casi per rettificare qualcosa. Questi interventi sono a 360 gradi perché migliorano la qualità della vita dei portatori di disabilità, così come di mamme con passeggini e anziani. C'è il centro storico che è il salotto del capoluogo, ma le pavimentazione devono essere sistemate, così come l'illuminazione dei palazzi e quella pubblica: questo si lega anche al tema della sicurezza. E poi lo sport: i giovani e gli adolescenti devono ritornare a praticare le attività, quelli più fragili possono così restare lontani dalle zone più pericolose. 

 

E le grandi opere?

Un esempio delle idee che si possono decisamente migliorare è quello relativo al piano della Destra Adige che è limitato e che manca di filo logico. Troppi interventi pur di riempire un'area da 90 mila metri quadrati. Serve una visione complessiva e il piano dovrebbe riguardare tutto l'Adige, compreso il parcheggio ex Sit e piazzale Sanseverino e Briamasco. C'è un intero pezzo di città da riscoprire. Far partire i lavori e poi dopo 5 anni dover rivedere tutto perché intanto si sposta lo stadio significa perdere tempo prezioso e risorse. E' necessario un piano articolato e preciso per rilanciare Trento. 

 

La funivia Trento-Bondone?

E' un'ipotesi importante di sviluppo per la città e per la sua montagna. Da un anno il masterplan è fermo e la cabina di regia non è stata ancora attivata. E' un pezzo fondamentale che però deve rientrare in un progetto globale. Immaginiamo questa opera in zona Muse: un miglior collegamento e una possibilità di valorizzare meglio tutta l'area a fronte di qualche costo in più. E si devono avere idee per sviluppare anche l'Alpe di Trento. La visione deve essere veramente ampia e non ci si deve limitare a valutare un piano che riguarda solo la Destra Adige. 

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