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Mercatini di Natale, Dallapiccola: ''Un prodotto da istituzionalizzare in Trentino Marketing. Una sinergia per valorizzare unicità e innovare''

L'ex assessore e ora consigliere provinciale del Patt lancia un'ipotesi di possibile intervento per aumentare l'attrattività dei Mercatini di Natale: "Evento ripetitivo, c'è necessità di innovazione. Praticamente ormai in tutta Europa e nelle più belle piazze del vecchio continente vengono organizzate iniziative di questo genere: puntare sulle specificità"

Di Luca Andreazza - 06 gennaio 2020 - 21:08

TRENTO. "I Mercatini di Natale presenti in Trentino sono ormai un prodotto in grado di garantire importanti soddisfazioni economiche alle imprese. Non solo quelle turistiche, questo è un evento trasversale capace di coinvolgere tutti gli attori commerciali". Così l'ex assessore Michele Dallapiccola, che aggiunge: "E' evidente che però sia necessario riuscire a stabilire una rete tra le diverse realtà. Queste iniziative potrebbero essere aggiunte tra quegli asset territoriali che avevo individuato nel ddl depositato a inizio anno (Qui articolo), poi ripreso dall'assessore Roberto Failoni" (Qui articolo).

 

Le aree di intervento, Agenzie territoriali, in quel caso del ddl erano state individuate in "Economia e business", "Neve e inverno", "Terra e belle stagioni" e "Cultura e agro-alimentare". Un comparto, quello dei Mercatini, che necessiterebbe di essere rivitalizzato in quanto comunque sottoposto a diverse variabili. Perché se è vero che un report della Provincia del 2015 indicava che "La fidelizzazione è alta", "Otto intervistati su dieci proviene da fuori provincia. Di questi, la metà viene in Trentino esclusivamente per i Mercatini", altrettanto vero è che queste manifestazioni sono soggette a variabili più o meno prevedibili. 

 

Le casistiche tra prevedibilità (le festività) e imprevedibilità (la neve in quota e l'apertura anticipata delle stazioni o il meteo), possono incidere sull'andamento dei Mercatini. Un report che aveva alzato, più o meno, bandiera bianca sul tentativo di spiegare una così alta affluenza di visitatori e le dinamiche di questi eventi. "Resta di non facile comprensione capire in quale 'fase del ciclo della vita del prodotto' possano essere collocati. I Mercatini di Natale, stando alla loro frequentazione, e soprattutto alla conferma di un ritorno alle prossime edizioni da parte dei visitatori intervistati, sicuramente non si trovano ancora in fase di declino". 

 

Però quattro anni sono tanti e tutti i competitor si sono mossi per lanciare o migliorare il proprio Mercatino di Natale e le dinamiche a livello internazionale sono cambiate tra chiusure e aperture di mercati concorrenti al Trentino. A questo si aggiunge anche una maturità raggiunta da questo prodotto. "Già allora avevamo capito che un prodotto in grado di offrire grandi soddisfazioni, celava un male oscuro nascosto - aggiunge Dallapiccola - quello della ripetitività e dunque della necessità di innovazione. Abbiamo cercato di analizzare punti deboli e punti forti dei vari Mercatini di Natale presenti sul nostro territorio: la caratterizzazione architettonica, culturale e la proposta complessiva restano la ricetta più forte per opporsi a un format che ormai è sempre più diffusa. Praticamente ormai in tutta Europa e nelle più belle piazze del vecchio continente vengono organizzate iniziative di questo genere".

 

Un altro dato è quello relativo alle motivazioni per arrivare in Trentino. Se il 42% nel 2015 dichiarava come unica ragione il Mercatino, Trento e Rovereto possono anche mettere sul piatto dell'offerta i musei, mentre un 80% delle persone tendenzialmente visita più Mercatini nell'arco della giornata o della vacanza. La capacità di spesa è indicata in circa 40 euro.

 

"Colore e contenuti culturali - prosegue il consigliere provinciale del Patt - ma anche amministrazioni sempre pronte a fare la propria parte, forse però è arrivato il momento per gli organizzatori di sedersi intorno al tavolo per sviluppare in sinergia i Mercatini di Natale. Non tutti possono essere fortunati come quelli così caratteristici di Rango o di Canale con i loro borghi tra i belli d'Italia oppure Levico con il parco Asburgico e Ossana in val di Sole con i suoi mille presepi: il rischio per altre piazze è che tradizione e bellezza del Trentino non possano più bastare per risultare quindi una replica su scala mittleuropea".

 

Un interrogativo che si sono posti per esempio in quel di Pergine. "Ogni luogo e ogni località del Trentino - evidenzia Dallapiccola - ha una propria caratteristica che deve essere espressa con convinzione. A Pergine hanno portato avanti un progetto innovativo per valorizzare la val dei Mocheni e la tradizione legata alle razze ovicaprine autoctone e la storia mineraria. Contenuti e voglia di mettersi in gioco, un modo per resistere alla voglia di omologazione, che può talvolta essere la strada più semplice da seguire". 

 

Novità che però richiedono anche pazienza. "Magari non basterà a dare soddisfazione ai commercianti - continua il consigliere provinciale - ma ci vuole pazienza per valutare i numeri, l'affluenza e il successo. Ma questo tentativo di innovazione può provare a costruire un sistema di format strettamente legati ai territori per valorizzare la specificità. Oltre a piazza Fiera e Battisti, Trento potrebbe prevedere dei Mercatini al Castello del Buonconsiglio oppure più in quota a Sardagna abbinato a qualche spettacolo teatrale al Belvedere e l'utilizzo della funivia. A Rovereto è necessario trovare continuità, un'organizzazione necessita della possibilità di portare avanti un discorso per più anni, cambiare spesso e troppo può diventare deleterio".

 

Un'altra sfida è quella digitale. "Nel corso della mia esperienza da assessore abbiamo rivoluzionato questo approccio con Trentino Marketing. Un ottimo lavoro portato avanti poi dal Ceo, Maurizio Rossini, e il suo staff. Certo, sono passati cinque anni e sarebbe necessario un ulteriore step per attrarre un pubblico sempre più social. Oggi Visittrentino è un contenitore perfino troppo vasto, una vetrina che merita un restyling. Ma serve un impulso della politica in questo senso e le incertezze sulla sua riforma non aiutano in questo senso".

 

Sono anche cambiate le dinamiche, i ritorni sono sempre più difficili per le distanze sempre più corte che comportano più opportunità. "Anche il sistema di booking andrebbe ormai ottimizzato per facilitare l'esperienza e la prenotazione per il cliente finale, così come l'omologazione tra le varie Apt tra portali e layout: mantenere autonomia e marchi, però banalmente in Alto Adige i prodotti hanno più o meno la medesima veste. Serve però un coordinamento dell'assessore. E' anche un albergatore quindi dovrebbe riuscire a comprendere l'importanza di questi aspetti. Quest'anno la promozione poi del servizio Fly ski shuttle (navetta che collega i principali aeroporti del Nord Italia alle piste del Trentino) è sembrata sottotono. Un servizio che potrebbe promuovere anche i Mercatini per esempio oppure potrebbe essere replicato in via sperimentale per l'estate".  

 

Un'altra sfida può essere nella mobilità. "E' necessario collegare i diversi Mercatini - conclude Dallapiccola - per raggiungerli comodamente: un bus e un treno dedicato in grado di far spostare agevolmente i turisti sul territorio. Ma per fare questo serve un ragionamento ampio, che un tavolo di confronto come i board di Trentino Marketing possono ben rappresentare. Solo così si può sopravvivere all'omologazione, un'autonomia capace di trovare unità".

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