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Musulmani in preghiera, la destra attacca ma le regole sono state rispettate: “Non credete alla propaganda di chi cerca facili consensi”

La manifestazione era stata autorizzata dalla questura, ma non è bastato per metterla al riparo delle polemiche sollevate dalla destra. La Comunità: “Se al consigliere fosse interessato a sapere se le norme di distanziamento sono state rispettate sarebbe venuto di persona a verificare”. Il sindaco Caramaschi: “Mi è stato assicurato che tutto si è svolto regolarmente”

Di Tiziano Grottolo - 25 maggio 2020 - 13:10

BOLZANO. Domenica 24 maggio si è svolta la preghiera per la festa di fine Ramadan che a Bolzano ha coinvolto centinaia di fedeli musulmani, che si sono dati appuntamento al campo da rugby di via Resia. Fin qui nulla di strano dal momento che la manifestazione era stata autorizzata dalla stessa questura, in ottemperanza al “Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo” sottoscritto dal Governo per consentire la ripresa di tali attività, valido per ogni religione.

 

Infatti nel documento, tra i suggerimenti, si legge: “Ove il luogo di culto non è idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, l’Ordinario del luogo può valutare la possibilità di celebrazioni all'aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della normativa sanitaria”. Disposizioni che dovrebbero essere sufficienti a fugare ogni dubbio, eppure c’è chi ha scelto di cavalcare l’onda delle polemiche, se non addirittura di crearla ad arte.

 

Ad esempio, il consigliere comunale Marco Galateo, di Fratelli d’Italia, sui social ha affermato: “Io sono per la libertà di culto, sempre e per tutti ma capisco le lamentele di chi vive lì. Visto il numero delle persone – proseguiva – mi chiedo anche perché il Comune abbia autorizzato questa manifestazione religiosa e chi sia responsabile del rispetto del distanziamento sociale imposto a tutti noi”. Dopo aver lasciato intendere che agli italiani, “noi”, siano state imposte regole più restrittive rispetto ad altri, “i musulmani”, il consigliere aggiungeva: “Mi chiedo anche perché i cattolici abbiano dovuto rinunciare a celebrare le messe e le principali festività cristiane (come la Pasqua) e oggi sia stata permessa invece questa islamica”.

 

A queste dichiarazioni facevano eco quelle del consigliere provinciale, sempre di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì: “Come è la regola per l’accesso in una qualunque chiesa? Quanti possono? Quanti purtroppo non possono se gli spazi sono troppo stretti per rispettare la distanza? E poi le mascherine, i guanti. Ecco come ovviare al problema. Per la fine del Ramadan grande folla, distanze mah, mascherine boh, ma all’aperto tutto diventa possibile o quasi. Ma va bene così?”. E ancora: “Mentre Bolzano assiste alla grande manifestazione da stadio per la fine del Ramadan in Alto Adige sarà vietato manifestare il prossimo due giugno contro il Governo se Kompatscher non lo vorrà”. Insomma la polemica è servita, il polverone assicurato, soprattutto quando la realtà è piegata alle esigenze della propaganda.

 

A replicare alle accuse a nome della comunità musulmana ci ha pensato Oumar Ka che ha spiegato: “Stamattina alcuni esponenti della destra bolzanina hanno messo dei video dove riprendevano alcuni fedeli musulmani in preghiera. Il video, per come è stato fatto, lascia intendere che non siano state rispettate le norme di sicurezza. Dicendo una verità, ma togliendo l’elemento fondamentale – sottolinea Ka – cioè che sono state rispettate tutte le norme di distanziamento, questi personaggi hanno semplicemente aizzato odio senza preoccuparsi dei danni incalcolabili che questo comporta, soprattutto nel lungo termine”.

 

Effettivamente i commenti sprezzanti non sono mancati, fra chi accusava i membri la comunità religiosa di non aver osservato le regole o di essere dei privilegiati: “I musulmani non pregano il venerdì da quasi 3 mesi, esattamente come per la messa domenicale per i cristiani, perché molte moschee prima del lockdown hanno deciso di loro iniziativa di sospendere le funzioni – ribadisce Ka – se al consigliere fosse veramente interessato a sapere se le norme di distanziamento sono state rispettate, si sarebbe informato da chi, di dovere, o sarebbe venuto di persona a verificare. Ma devo dedurre che ciò non gli interessasse fino in fondo semplicemente, ha voluto fare la solita propaganda vuota”. La parola fine alle polemiche l’ha messa il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi che ai microfoni di un’emittente locale ha confermato che il nulla osta per la manifestazione è arrivato direttamente dalla procura, specificando: “Il comandante della polizia municipale mi ha assicurato che tutto si è svolto regolarmente”.  

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