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Passa il ddl sulle centrali idroelettriche ma la maggioranza va sotto sull'odg di Futura: ''Si devono privilegiare i criteri di ecosostenibilità e di rispetto ambientale''

Il Consiglio provinciale ha approvato il ddl per aggiornare l’ordinamento provinciale in materia di utilizzo dell’energia idroelettrica con 22 voti favorevoli e 7 di astensione espressi da Pd, Futura, Onda Civica e Movimento 5 stelle. Ugo Rossi: ''Il Patt vota a favore ma non si capisce quale sia la direzione della Provincia". Inserito in extremis un emendamento di Zanotelli che riguarda l'agricoltura

Di Luca Andreazza - 07 ottobre 2020 - 22:25

TRENTO. E' stato aggiornato l'ordinamento provinciale in materia di utilizzo dell'energia elettrica. Il provvedimento è passato ma la maggioranza è andata sotto nella votazione dell'ordine del giorno di Paolo Ghezzi e Lucia Coppola (Futura) per "tutelare l'acqua del Trentino come bene comune da valorizzare in modo sostenibile". Nonostante il parere contrario del vice presidente Mario Tonina su questo punto, sono state le opposizioni a spuntarla per un voto: 12 a 13. 

 

"E' passato il principio che, in occasione dell'indizioni delle gare per il rinnovo delle concessioni delle grandi derivazioni, vengano privilegiati i criteri di ecosostenibilità e rispetto ambientale, per il bene della comunità provinciale e delle comunità locali, e non criteri di mera redditività economico-finanziaria. Faremo valere questo voto - commenta Ghezzi - per difendere l'acqua bene comune del Trentino. Questo non toglie che al ddl mancano quelle componenti che Futura aveva cercato di introdurre per migliorare la norma".

 

In generale poi il Consiglio provinciale ha approvato il ddl per aggiornare l’ordinamento provinciale in materia di utilizzo dell’energia idroelettrica con 22 voti favorevoli e 7 di astensione espressi da Pd, Futura, Onda Civica e Movimento 5 stelle.

 

Durante l’esame del provvedimento, Alessio Manica (Pd) ha stigmatizzato le assenze nelle fila della maggioranza, tanto che sono le minoranze ad assicurare il numero legale necessario per votare il ddl. Sono arrivate le repliche della maggioranza: Claudio Cia (Agire) ha chiesto al centrosinistra di non mettersi sempre in cattedra mentre Luca Guglielmi (Fassa) ha ricordato che la capogruppo della Lega è assente perché in isolamento volontario a causa del comportamento di un collega della minoranza.

 

Esaurita la discussione degli ordini del giorno collegati al disegno di legge il Consiglio ha votato i 27 articoli del provvedimento con i relativi emendamenti. In apertura Manica ha annunciato il ritiro di alcuni suoi emendamenti, mentre quelli condivisi da Tonina sono stati approvati. Il consigliere provinciale dem ha apprezzato l’accoglimento delle modifiche proposte per prevedere in legge il passaggio preventivo dalla Commissione consiliare competente delle delibere di Giunta riguardanti il rinnovo delle concessioni, ma ha anche evidenziato invece in termini negativi la bocciatura di altri documenti che miravano ad evitare il privilegio accordato al criterio del prezzo nell’assegnazione delle concessioni.

L’assessora Giulia Zanotelli ha spiegato un suo emendamento all’articolo 26, presentato fuori tempo grazie alla firma tecnica di alcuni capigruppo della minoranza e poi approvato dall’aula, con l’esigenza di consentire al consorzio di difesa Codipra di recuperare i dati pubblici necessari all’attivazione delle procedure necessarie per poter accedere agli aiuti. In questo caso Sara Ferrari del Pd ha chiesto che la prossima volta sia la capigruppo per chiarire le ragioni di urgenza che motivano l’inserimento di un emendamento come questo, legato all’agricoltura, in un ddl che tratta invece di tutt’altra materia.

 

Positivo il parere sul ddl di Guglielmi ("Se l’acqua va considerata bene pubblico non è grazie a Futura ma a quella maggioranza da lei sostenuta che aveva regalato quel bene pubblico a delle lobby che stanno facendo un sacco di soldi"), ma anche del Patt, anche se ancora non si capisce quale sia la direzione di piazza Dante in questo settore: "Il gruppo da me guidato - spiega Ugo Rossi - voterà a favore di questa legge, ma ora la Giunta deve dire quale sia il suo disegno sul settore dell’energia".

 

Scambio di battute tra Cia e Manica. Il nodo del contendere è papa Francesco. L'esponente di Agire ha concordato sull’esigenza di valorizzare l’acqua come bene comune in modo sostenibile, "ma non occorreva scomodare per questo l’enciclica del 4 ottobre scorso. Se noi in Trentino non facessimo questo da sempre, oggi non potremmo vantare la ricchezza del nostro territorio. Ben venga quindi per la 'svista' con cui la maggioranza ha approvato il punto dell’odg di Ghezzi in cui si afferma una cosa ovvia. Tanto più che la risorsa idroelettrica è già riconosciuta come patrimonio storico del Trentino". 

 

Da parte sua Manica ha negato di aver citato papa Francesco nella discussione del ddl. Ma ha aggiunto di non trovare nulla di strano nel richiamarne l’insegnamento. Quanto all’odg approvato per sbaglio. "Non è così irrilevante perché impegna la Giunta a privilegiare criteri di sostenibilità ambientale e non di mera redditività. Non è un impegno insignificante. Il vicepresidente avrà quindi qualche problema a gestire l’attuazione di questo odg".

 

Il Pd ha motivato l’astensione sul ddl con due ragioni. La prima: "Approviamo una norma-quadro che lascia alla Giunta il compito di decidere quale strada imboccare, senza sapere quale sarà né quali strategie verranno adottate”. La seconda ragione. "Nel dibattito avevamo proposto alcuni emendamenti che non sono stati accolti che chiedevamo di considerare nel rinnovo delle concessioni".

 

Contrario Alex Marini (Movimento 5 stelle) che ha ricordato che le modifiche proposte ma respinte per prevedere il rilevamento e la valutazione dei dati. Questo a suo avviso impedirà alla Pat di tener adeguatamente conto delle caratteristiche ambientali nell’assegnazione delle concessioni, un'occasione persa per il pentastellato. 

 

"Non si affronta il tema dell’acqua pubblica - commenta Degasperi - ma ci si limita a regolare le modalità di utilizzo di questa risorsa, fin’ora affidata alle concessioni, vero snodo del provvedimento, che ci hanno portato all’attribuzione di rendite importanti a soggetti privati, quasi privati, pubblici o quasi pubblici, comunque misti, tra i quali il privato ha sempre una parte rilevante".  Il percorso del ddl per il consigliere provinciale di Onda Civica è stato positivo permettendo di migliorare la versione iniziale. "Restano le criticità non solo sul tema del prezzo ma anche sul tema del lavoro".

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