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''Per M49 sedativi e castrazione chimica? Perché la Pat non prende in considerazione la proposta di Sagron Mis o del ministro Costa?'', Coppola interroga l'Aula

La consigliera provinciale vuole vederci chiaro sul destino di quello che il ministro aveva ribattezzato Papillon ''oggi costretto a vivere in uno spazio di neanche un ettaro, condiviso con un orsa che purtroppo lì vive da 9 anni''. Ecco la sua interrogazione

Di Luca Pianesi - 02 luglio 2020 - 16:03

TRENTO. Sono tre gli orsi nel mirino della Giunta di Fugatti in queste settimane: quello che ha aggredito sul Monte Peller due uomini del quale, al momento, non si sa praticamente nulla ma sul quale pende già una condanna a morte del governatore del Trentino; quello che è diventato famoso in tutto il mondo per essere comparso da cespugli e alberi ed essersi avvicinato, sempre senza fare niente, a un bambino e a un ciclista che è ''ricercato'' tra Spormaggiore, Sporminore e Cavedago per essere radiocollarato e poi monitorato; M49-Papillon che dopo essere scappato dal Casteller un anno fa ed aver fatto il giro del Trentino (passando per Alto Adige e Veneto) diventando simbolo di libertà e resistenza (tanto da essere ribattezzato dal ministro Papillon) ora che è stato di nuovo catturato rischia la castrazione. 

 

E allora è la consigliera Lucia Coppola a chiedere lumi al riguardo. ''Nell’aprile scorso M49 è stato catturato e ora vive in uno spazio ristretto al Casteller - spiega - un recinto della grandezza pari ad un campo di calcio, in coabitazione, senza peraltro mai entrare in contatto, con DJ3, un’orsa lì rinchiusa da nove anni, già sterilizzata. Ricordiamoci che l’orso è nato per vivere in zone che si estendono dai 200 ai 400 chilometri quadrati, hanno bisogno di corsi d’acqua di ampie dimensioni per la loro predisposizione a fare il bagno e necessitano di boschi e cespugli per nascondersi. L’orso è in grado di percorrere decine di chilometri al giorno e corre alla velocità di 45 chilometri all’ora. Come si può pensare che due orsi possano vivere dignitosamente la loro natura di animali selvatici in un territorio così ristretto?''.

 

''Tutto ciò è indegno - prosegue Coppola - e denota insensibilità e ignoranza circa la natura e le necessità di questi animali. Non mi stancherò mai di ripetere che è necessario lavorare affinché chi frequenta i boschi e le montagne sappia come affrontare gli habitat condivisi con altri esseri viventi. Posto che la nostra specie è in assoluto la più impattante, distruttiva, aggressiva in un Creato che, con tutte le sue creature e le bellezze naturali, ci è stato dato in prestito dalle generazioni passate per custodirle e lasciarle il più possibile integre alle generazioni future. Ricordo inoltre che la Provincia di Trento ha precisi obblighi di rendicontazione del proprio operato nella gestione del progetto Life Ursus, per il quale ha ricevuto finanziamenti nazionali ed europei''.

 

Coppola, poi, spiega che da un’intervista rilasciata dal dirigente del Servizio foreste e fauna della Provincia di Trento M49 sarebbe stato condannato alla castrazione come riportato in questi virgolettati: “Abbiamo un protocollo interno sul processo di reintroduzione dell'animale: un processo graduale. La sterilizzazione della femmina e la castrazione dei maschi, comunque, sono scontati quando gli animali vengono messi nei recinti”. E ancora: “M49 deve imparare a stare nel luogo in cui si trova. Deve conoscerlo, abituarsi a esso. Deve conoscere i limiti della recinzione... i fili elettrificati... Non si possono mettere gli animali interi in un recinto di questo tipo''.

 

''Stiamo parlando di una specie animale protetta da norme nazionali e internazionali - continua Coppola -, per ragioni di tutela della biodiversità. Un animale a cui si sta togliendo la dignità. Si è rinunciato a creare una cultura sulla convivenza tra orsi e la popolazione, a costruire un percorso di lunga prospettiva, con una formazione nelle scuole, informazione ai cittadini e alle associazioni di categoria (allevatori e coltivatori) percorsi di condivisione, di approfondimento e di accettazione della biodiversità. Cosa ha fatto sino ad ora la Provincia di Trento per mettere in atto corretti metodi dissuasori e preventivi, progettare strumenti idonei a divulgare la conoscenza di questo animale e poter migliorare, come avviene in realtà italiane e straniere, la convivenza con questa specie? Nulla''.

 

Per la consigliera provinciale di minoranza è tempo di dire ''basta''. ''Basta orsi rinchiusi a San Romedio, a Spormaggiore, tolti da una vita da reclusi presso parchi zoologici per essere inseriti in un’ altra prigione, facendoli diventare mero oggetto di svago turistico. Evitiamo loro inutili sofferenze. Gli orsi non sono oggetti da esposizione, ricordiamocelo. E non si possono privare della libertà per essere inseriti in spazi inaccettabili e poi essere addirittura castrati. Il Ministro Costa si era detto disponibile a trovare una nuova casa a M49, sondando la disponibilità di parchi europei e nazionali. Il Sindaco di Sagron Mis aveva offerto un esteso spazio verde nei boschi del Primiero per ospitare l'orso. La Provincia di Trento sta lavorando per permettere che questo accada? Evidentemente no''.

 

E allora ecco l'interrogazione depositata in Aula per sapere se davvero, come preannunciato dal Dirigente del Servizio Foreste e Fauna della Provincia di Trento, ''la pena inflitta a M49 sia la castrazione e la detenzione a vita al Casteller, uno spazio di neanche un ettaro, condivisa con un orsa che purtroppo lì vive da 9 anni; se a M49 vengono somministrati sedativi per mantenerlo tranquillo; se ritenga compatibile la necessità della tutela della biodiversità e della dignità di un animale, protetto da leggi nazionali e internazionali, con la vita all’interno di un recinto di minime dimensioni; in base a quali parametri scientifici si è stabilito che il comportamento di M49 possa essere definito aggressivo e pericoloso per l’incolumità pubblica e quindi l'animale debba essere rinchiuso; perché si è rinunciato a ricercare delle soluzioni al fine di arrivare alla necessaria pacifica convivenza fra orsi, altri animali selvatici e le attività umane; perché non si è provveduto ad una attenta educazione della popolazione alla convivenza con l’orso; la motivazione per la quale non è stato preso in considerazione l'invito del Sindaco di Sagron Mis che aveva offerto un esteso spazio verde nei boschi del Primiero per ospitare l'orso;
se ci si è attivati per ricercare, sollecitando anche in tal senso il Ministro Costa, un posto più idoneo dove far vivere M49 e le motivazioni del fallimento di questo eventuale tentativo''.

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