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Riforma sul turismo, Ledro e val di Non restano autonome e festeggiano: ''Premiato il lavoro portato avanti. Ora dobbiamo dimostrare il nostro valore''

La richiesta delle Apt, formalizzata qualche settimana fa in due lettere, era infatti quella di riconoscere all’ambito della val di Non e Ledro la possibilità di restare indipendenti. Intanto la Provincia assegna alle Aziende per il turismo quasi 23 milioni

A sinistra Andrea Widdmann e Lorenzo Paoli (vice presidente e presidente dell'Apt val di Non), a destra le palafitte in val di Ledro
Di Luca Andreazza - 07 agosto 2020 - 16:39

TRENTO. C'è soddisfazione in quel di Ledro e val di Non per aver portato a casa l'autonomia delle rispettive Aziende per il turismo dopo l'approvazione della riforma sul turismo avvenuta nelle scorse ore (Qui articolo). Ci sono alcuni requisiti da portare a casa per mettere l'indipendenza in sicurezza ma tanto lavoro è già stato compiuto negli ultimi anni.

 

"L'obiettivo è quello di unire subito le forze economiche e sociali del territorio per un nuovo impulso di sviluppo turistico", commenta Lorenzo Paoli, presidente dell'Azienda per il turismo val di Non, mentre il sindaco di Ledro, Renato Girardi, aggiunge: "Questo risultato è strategico per il nostro territorio e concretizza un lavoro di contatti, rapporti e mediazione svolto in queste settimane con le varie forze politiche in Consiglio provinciale, evitando contestualmente quelle sterili polemiche pubbliche che quasi sempre non portano a nulla di concreto".

 

La richiesta delle Apt, formalizzata qualche settimana fa in due lettere, era infatti quella di riconoscere all’ambito della val di Non e Ledro la possibilità di restare indipendenti (Qui articolo). La modifica permette alle Aziende per il turismo di rimanere enti autonomi fino a dicembre 2022, un tempo utile per cercare di realizzare un progetto di fusione con un'altra realtà a patto che al 31 dicembre 2020 le risorse in entrata nel bilancio dell’Azienda siano almeno al 51% di natura privata.

 

Il progetto di fusione più avanzato è quello tra Pinè, Cembra e Fiemme (Qui articolo), che potrebbe concretizzarsi già per il prossimo anno, mentre la Valsugana si è fatta avanti con Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi ma i tempi appaiono più lunghi per arrivare a conclusione dell'iter (Qui articolo).

 

"Adesso dobbiamo dimostrare il nostro valore - aggiunge Paoli -  chiudere gli accordi presi con le due Casse rurali di valle e con il Consorzio Melinda, che si sono dimostrate disponibili a sostenere l'aziende. L'apporto di queste risorse private ci permette di raggiungere l'obiettivo del 51%. Non solo, rappresenta anche un enorme passo in avanti nella collaborazione tra le varie realtà del territorio".

 

La val di Non guarda avanti. "E' una valle ampia e frammentata, ma siamo riusciti a unire le forze. Dobbiamo dare atto all’assessore Failoni - aggiunge il vice presidente dell’Apt, Andrea Widdmann - di essere sempre stato disponibile ad ascoltarci. Da oggi parte un nuovo corso per l’Apt: abbiamo un progetto chiaro di coinvolgimento dell’intero territorio sullo sviluppo del turismo con la volontà di integrazione del tessuto economico e sociale, considerando che il nostro è un ambito con delle caratteristiche e peculiarità tali da renderlo sperimentale all’interno del panorama provinciale".

 

Non si esclude nel futuro una fusione con la val di Sole. "E’ il partner più naturale per un'ipotesi di questo tipo. Non siamo contrari per preconcetto agli accorpamenti - dice Paoli - ma questi devono nascere da un percorso di conoscenza reciproca. Dobbiamo iniziare a dialogare sui progetti e sulle possibili sinergie tra le due valli. Pensiamo al circuito dei castelli, alla valorizzazione del fiume Noce e del Lago di S. Giustina. Dovremo cercare di valorizzare le nostre affinità e di arricchirci a vicenda con le rispettive esperienze, sicuramente diverse ma potenzialmente complementari".

 

La val di Ledro si vede garantita anche la presenza di un rappresentante dell'ambito nell'Agenzia di territorio del Garda. "Ora dobbiamo dimostrare di meritarci quanto abbiamo chiesto – aggiunge Ezio Tarolli che rappresenta l'amministrazione comunale nel Cda dell'Azienda per il turismo - raccogliere la quota finanziaria necessaria tra le realtà private. Nel frattempo il dialogo con Riva del Garda deve proseguire perché, come abbiamo sempre detto, il rapporto commerciale-promozionale e la condivisione di obiettivi operativi con il Garda è tra gli asset strategici del turismo ledrense”.

 

Si è quindi centrato l’obiettivo sollecitato da un lato dal Comune come parte politica-amministrativa e dall’altro dall’Apt che rappresenta imprenditori e tessuto sociale di Ledro, di avere la possibilità di rafforzare l’operatività nella neonata Azienda per il turismo. "Il lavoro basato sul dialogo e sulla professionalità porta decisamente frutti più costruttivi, più efficaci e certamente più duratori nel tempo", conclude Maria Demadonna, presidente dell'Azienda per il turismo.

 

Intanto la Provincia ha stanziato 22,8 milioni di euro alle Aziende per il turismo. Un aumento delle risorse mentre piazza Dante si tiene circa 2 milioni nelle disponibilità a bilancio. La decisione provinciale era stata inizialmente quella di garantire una certa potenza di fuoco alle Apt attraverso una misura flat da 19 milioni per il 2020 e il 2021, dato che si traduce però in un -30% dei finanziamenti a disposizione degli enti (Qui articolo). Ora un'ulteriore boccata d'ossigeno per il comparto. 

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