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Scuola, Mazzacca (Cgil) contro la Pat: "Linee guida decise senza confronto. Sembrano un'operazione per far quadrare i conti"

La Pat ha emesso le prime linee guida per la ripartenza della scuola senza confrontarsi con gli istituti, i dirigenti scolastici o i sindacati. La segretaria generale della Flc Cgil, Cinzia Mazzacca: "Sono settimane che sollecitiamo dialogo. E' invece arrivata una soluzione definita in solitaria. Ricordiamo che la comunità scolastica è un mondo complesso che chiama in causa insegnanti, personale amministrativo, tecnico e assistenti educatori, studenti e genitori e anche fornitori di servizi"

Di Lucia Brunello - 21 maggio 2020 - 12:05

TRENTO. Sono arrivate le prime indicazioni della Pat per la ripartenza della didattica in presenza a scuola (articolo qui). Linee guida che, essendo state decise in totale autonomia e silenzio da parte del dipartimento istruzione e ricerca della Provincia, non sono state accolte ben accolte e che anzi hanno sollevato molte critiche. Hanno già preso parola insegnanti e genitori degli alunni e ora anche i sindacati alzano la voce stigmatizzando la totale assenza di ricerca di confronto da parte della Provincia sul tema.

 

"Più che un progetto per far ripartire la scuola trentina dopo l’emergenza Covid 19, le linee guida presentate dal Dipartimento della Conoscenza, che immaginiamo siano condivise con l’assessore Bisesti, sembrano un’operazione per far quadrare i conti”, dice Cinzia Mazzacca, segretaria generale della Flc Cgil.

 

“Sono settimane che sollecitiamo un confronto di merito - prosegue- e che chiediamo un progetto e partecipiamo ad incontri solo interlocutori. Oggi arriva una soluzione definita in solitaria. Per di più non si può pensare che per la scuola possano funzionare linee guida rigide. Quindi è giusto e opportuno definire linee guida, ma non da soli. La comunità scolastica è un mondo complesso che chiama in causa insegnanti, personale amministrativo, tecnico e assistenti educatori, studenti e genitori e anche fornitori di servizi”.

 

Per il sindacato il confronto sulla riapertura dovrà necessariamente essere molto ampio e dovrà chiamare in causa le questioni connesse all’organizzazione del lavoro, ai tempi scuola, al fabbisogno di personale. “Tutti temi che devono essere affrontati in un confronto schietto con le organizzazioni sindacali – insiste Mazzacca – facendo anche chiarezza sulle risorse che la Provincia è pronta ad investire”. Un confronto che per la Flc dovrà partire subito in vista della ripartenza di settembre. “C’è il tempo necessario per affrontare le molte questioni aperte e trovare soluzioni percorribili che mettano al centro l’interesse di bambini e ragazzi”, continua.

 

Alcuni dei punti contenuti in un documento firmato dal dirigente del Dipartimento istruzione e ricerca, Roberto Ceccato, e inviato ai dirigenti scolastici delle scuole primarie e secondarie di primo grado del Trentino, prevedono l'assicurare uno spazio minimo di tre metri quadrati per ogni persona presente in ogni singola aula, spalmare l'orario scolastico su sei giorni (e quindi andare a scuola anche il sabato). 

 

"Il rientro a scuola va fatto in presenza ed è chiaro che ci sarà bisogno di flessibilità per organizzare il servizio per rispondere alle esigenze di tutela della salute sia del personale sia dei bambini e degli studenti", prosegue la segretaria. Occorre dare una cornice generale entro cui le scuole possono muoversi e questo lo può fare solo la provincia definendo nei regolamenti dei piani di studio gli obiettivi di apprendimento minimi da garantire. In un secondo momento e sulla base di queste norme le scuole possono organizzare la didattica e l'offerta formativa. Occorre prima di tutto ragionare su un approccio didattico innovativo e formativo degli insegnanti per affermare la cultura dell’inclusione e della promozione della cittadinanza. Da qui si deve partire per arrivare poi all'organizzazione". 

 

Quello della scuola è uno dei fronti più delicati su cui si gioca la partita della ripartenza per questa ragione Flc incalza la Giunta. ”Il Protocollo della Giunta sulla scuola dell’infanzia ci appare riduttivo perché riguarda solo questo segmento del comparto e per di più ridisegna un servizio che risponde alle esigenze di assistenza in fase di emergenza delle famiglie che non è quello educativo che la scuola dell'infanzia deve dare. La risposta alle famiglie che necessitano di un aiuto per l'assistenza ai propri bambini deve essere data dalla Provincia distinguendola molto bene dal servizio educativo della scuola dell'infanzia”, conclude Mazzacca.

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