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Coronavirus, la Pat manda le prime indicazioni alle scuole: distanziamento di 3 metri, pranzi in classe e a scuola il sabato. Ma servono spazi

Si guarda avanti, al prossimo anno scolastico. Ecco le prime indicazioni contenute in un documento che è stato inviato ai dirigenti scolastici dal Dipartimento istruzione e ricerca. I punti riguardano le scuole primarie e scuole secondarie di primo grado

Foto da internet
Di G.Fin - 20 maggio 2020 - 11:21

TRENTO. Assicurare uno spazio minimo di tre metri quadrati per ogni persona presente in ogni singola aula ma anche spalmare l'orario scolastico su sei giorni e quindi a scuola anche il sabato. Sono questi alcuni dei punti contenuti in un documento firmato dal dirigente del Dipartimento istruzione e ricerca, Roberto Ceccato, e inviato ai dirigenti scolastici delle scuole primarie e secondarie di primo grado del Trentino.

 

Nessuna indicazione sulla data di riapertura ma si attendono le direttive nazionali per la ripresa dell'attività didattica. Intanto, però, si è deciso di dare le prime linee per la predisposizione, a livello organizzativo e didattico, del prossimo anno scolastico.

 

Si parte dalla scuola primaria. L'attenzione riguarda soprattutto alla necessità di nuovi spazi. Ecco allora che il dipartimento, come già fatto qualche tempo fa, chiede di “attivare ogni forma di contatto con le amministrazioni comunali, al fine di acquisire la disponibilità di spazi ulteriori da adibire all'attività didattica in presenza”. Tra le ipotesi anche quella di utilizzare strutture scolastiche dismesse negli anni passati che possono essere ancora utilizzate.

 

Per quanto riguarda l'organizzazione delle scuole primarie, a livello organizzativo da parte del dipartimento arrivano delle direttive ben precise. La prima è che il tempo di scuola sarà articolato su sei giorni settimanali, quindi a scuola anche il sabato. Ci saranno poi 24 ore settimanali, 4 al giorno, da destinare all'attività didattica, con flessibilità ad arrivare fino a 26 ore settimanali (4 ore e 20 minuti al giorno). Fondamentale mantenere il distanziamento di sicurezza. Occorre assicurare uno spazio minimo di tre metri quadrati per ogni persone presente in ogni singola aula.

 

Particolare attenzione deve essere fatta alle classi prime e seconde e per tutti gli studenti certificati ai sensi della legge 104 o più in generale Bes.

 

Stop, invece, alle mense. Da questo punto di vista, infatti, nei casi in cui è prevista la consumazione dei pasti,  questo sarà somministrato come sempre da un soggetto incaricato ma la consumazione dovrà avvenire in aula con la vigilanza di personale docente o educativo. Via libera all'intervallo che dovrà comunque essere fatto nel rispetto delle regole di distanziamento, salve le necessità di singoli alunni con particolari condizioni.

 

Per le scuole che non potranno garantire la didattica in presenza, occorrerà elaborare una didattica alternativa.

 

Il secondo capitolo è quello che riguarda le scuole secondarie di primo grado. Anche in questo caso ci deve essere l'impegno a trovare ulteriori spazi aprendo un dialogo con le amministrazioni comunali. L'attività sempre su sei giorni per un totale di  30 ore settimanali e quindi 5 ore al giorno di lezione.

 

Viene ripetuta la regola di assicurare uno spazio minimo di tre metri quadrati per ogni persona. Dal punto di vista della didattica occorre differenziare l'offerta in presenza a seconda dell'anno di corso, garantendo particolare attenzione alle classi prime, ma anche per gli studenti certificati ai sensi della legge 104. Nelle classi terze l'impianto didattico potrà avvalersi in misura maggiore di una didattica a distanza, con un gruppo classe impegnato nel medesimo tempo, in parte in aula e in parte da remoto, nella medesima unità didattica. Sempre nel documento si sottolinea l'attenzione che si deve avere per le categorie di studenti, in condizione di fragilità, sia personale che familiare.

 

Questi punti organizzativi o didattici sono arrivati dal dipartimento istruzione e ricerca a tutti i dirigenti. Si attendono ora le linee guida che saranno emanate dalla Giunta provinciale, all’esito del confronto che sarà svolto con il Governo nazionale.

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