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| 25 set 2020 | 16:54

Sicor, l’azienda rescinde dal contratto nazionale, i Sindacati: “Bloccare questa deriva”

Alla Sicor sta andando in scena una battaglia senza esclusione di colpi che vede contrapposti i vertici dell’azienda (che hanno scelto di rescindere dal contratto collettivo) e i sindacati che accusano: “Scelta grave e senza precedenti in Trentino. Ci aspettiamo che Confindustria e Provincia si uniscano al nostro appello e facciano tutto il possibile per arginare questa pericolosa deriva”

Sicor, l’azienda rescinde dal contratto nazionale, i Sindacati: “Bloccare questa deriva”
di Tiziano Grottolo

ROVERETO. “Questa Azienda cesserà definitivamente di utilizzare il contratto collettivo nazionale di lavoro”, così i vertici Sicor hanno annunciato agli oltre 170 metalmeccanici la decisione di rescindere dal contratto dopo un braccio di ferro che va avanti da metà luglio (articoli QUI e QUI). Aura Caraba delegata della Fiom non intende retrocedere di un millimetro e parla di un linguaggio provocatorio e intimidatorio posto in essere dai vertici aziendali. All’origine delle proteste la preoccupazione dei metalmeccanici di veder calare drasticamente le retribuzioni in seguito al mancato rinnovo del premio di risultato e dell’assorbimento del superminimo collettivo, oltre all’accordo saltato sulla contrattazione integrativa. In alte parole l’azienda ha deciso d’un tratto di cancellare decenni di contrattazioni, benché i conti della Sicor di Rovereto siano in salute visto che nel 2019 l’utile ammontava a circa 1,2 milioni di euro.

 

Anche Cgil. Cisl e Uil sono sul piede di guerra sottolineando la “gravità di una scelta senza precedenti in Trentino”. Così – spiegano i segretari Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti – si alza solo il livello dello scontro sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici. È inaccettabile. Chiediamo a Sicor di tornare sui propri passi. Ci aspettiamo che Confindustria e Provincia si uniscano al nostro appello e facciano tutto il possibile per arginare questa pericolosa deriva”. Infatti, la cancellazione del contratto nazionale, comporterebbe retribuzioni peggiori, minori tutele su malattia, infortunio, permessi e lavoro straordinario.

Ora la vicenda è arrivata anche negli uffici di Piazza Dante con l’assessore allo sviluppo economico e al lavoro Achille Spinelli che ha preso contatti con i vertici della Sicor, le rappresentanze sindacali e Confindustria Trento, per esplorare i margini di una possibile ricomposizione della vertenza. Come evidenziato dall’assessore, anche a fronte della disponibilità manifestata dall’azienda ad effettuare nuovi investimenti, deve essere chiaro l'obiettivo finale a cui tendere, una crescita che vada a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti e non da ultimo del territorio. Anche perché, è stato ricordato, la legislazione provinciale “premia”, con una riduzione Irap, le aziende che operano in Trentino, a condizione che dal 2020 non disapplichino contratti collettivi nazionali o non li applichino con condizioni peggiorative.

 

Dal canto sua la consigliera del Pd Sara Ferrari si schiera con gli scioperanti: “La scelta della Sicor di recedere unilateralmente dal contratto collettivo del settore metalmeccanico è un atto grave e sbagliato, che priverà le lavoratrici e i lavoratori di diritti importantissimi e consolidati”. Dopo aver interrogato nei giorni scorsi la Giunta e l’assessore competente il gruppo consiliare del Pd, ha promosso la richiesta di un’informativa e convocazione straordinaria del Consiglio provinciale, affinché la Giunta possa relazionare in Aula rispetto a quanto sta accadendo e alle sue potenziali ricadute. “Dopo anni di investimenti pubblici – dice Ferrari – il Trentino corre il rischio di trovarsi senza una guida politica capace di immaginare e farsi garante di un futuro per il settore industriale locale. Con la crisi economica e sanitaria in corso ad aggravare la situazione, la Giunta provinciale non può limitarsi a dire che non può farci nulla”.

 

Di diverso avviso Filippo Degasperi, di Onda Civica: “Da Destra, dal Centro e da Sinistra per i lavoratori solo beffe. Abbiamo seguito e partecipato alla vicenda Sicor fin dai suoi esordi, cercando di sostenere e stare vicini ai lavoratori, vittime di un’arroganza sfrontata, frutto dei tempi. Lo abbiamo fatto quasi sempre da soli e quasi sempre senza grandi proclami. Mandare a casa una Giunta di inadeguati, che fa pagare la propria inadeguatezza ai più deboli, è il nostro primo obiettivo. Il secondo, quello di evitare che i lavoratori tornino a fidarsi di chi, dalla finta Sinistra o dall’indefinito Centro, li ha sempre presi in giro”.

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