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Taglio del Parco della Lessinia, Zaia: ''Nuova proposta, aggiungerà ettari al parco''. Guarda: ''Iperbole tragicomica. Cacciatori soci occulti della maggioranza''

Quello che sembrava un ''ritiro della legge'' in realtà sarebbe solo un passo di lato. Il comitato che ha organizzato la Camminata per il Parco: ''L’annunciato stralcio dell’articolo 5 dalla proposta di legge non cambia la sostanza dell’operazione, ma se possibile la aggrava''

Di Luca Pianesi - 30 gennaio 2020 - 19:23

VERONA. Fiducia ma non troppo: sembra arrivare questo messaggio dal Veneto dopo che negli scorsi giorni il governatore Zaia sembrava aver fatto un passo indietro rispetto al taglio voluto da alcuni consiglieri leghisti del 18% del Parco della Lessinia. Un passo indietro motivato anche dal fatto che il governatore della regione era parso all'oscuro di tale operazione pensando quanto meno a un rinvio (con ripensamento rispetto agli ettari da tagliare) post elezioni. Addirittura la presidente della commissione giustizia della Camera dei deputati Francesca Businarolo aveva commentato così: ''Ritirata l'oscena proposta leghista. Grazie a tutti i cittadini che si sono mobilitati''.

 

Eppure la confusione regna sovrana. Zaia, infatti, ieri non ha parlato di un ritiro della legge, così come le associazioni che si stanno battendo per difendere il parco chiedono, ma ha precisato "che i nuovi rilievi geostazionari alla base della proposta di legge, non quelli originari fatti su carta, dimostrano che il nuovo perimetro del parco previsto dalla norma non sarà minore dell'attuale, ma potrebbe risultare più vasto di qualche decina di ettari". Per molti una sorta di supercazzola che lascia aperte tutte le ipotesi e riconsegna responsabilità e aspettative nelle mani del consiglio regionale.

 

"La logica e le parole del presidente Luca Zaia non vanno sempre di pari passo - commenta proprio la consigliera regionale Cristina Guarda -. E' già successo che il presidente abbia usato iperboli al limite del tragicomico come quando parlava di Pfas zero, che poi zero non sono, di fronte ad una delle peggiori emergenze ambientali della storia del Veneto. Ed ancora nel caso della Lessinia è illogico anche da un punto di vista geometrico, e direi anche offensivo nei confronti dell'intelligenza degli interlocutori, che Zaia dica che il parco resta com'è quando ci sono grosse fette che vengono sottratte alla protezione del parco istituito con lungimiranza all'inizio degli anni '90 e quindi prima della sciagurata era Galan - Zaia".

 

La consigliera regionale del coordinamento Veneto 2020, che domenica ha partecipato alla manifestazione dei diecimila veneti che hanno percorso a piedi tra neve e nebbia il tratto tra Prà dei Parpari e Malga San Giorgio prosegue: "Prima del Consiglio regionale durante cui daremo battaglia con ogni mezzo, andremo a documentare quali siano i luoghi che la Regione vuole sottrarre alla protezione del parco. Si tratta di Vajo Falconi e Anguilla: zone meritorie di una tutela che verrà meno a tutto vantaggio dei cacciatori, veri soci occulti di questa maggioranza. Le criticità sollevate dagli amministratori locali si possono superare grazie alla valutazione delle norme presenti nel Piano Ambientale, di responsabilità dell'Ente Parco da loro rappresentato. Noi continueremo a batterci per il rispetto dei territori ed anche dei cittadini che non meritano un presidente che li prende costantemente in giro".

 

''Le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia - proseguono i promotori della Camminata per il Parco della Lessinia - e il comunicato stampa dei consiglieri regionali Montagnoli, Valdegamberi e Corsi del 29 gennaio 2020 (che hanno proposto ''una modifica della proposta di legge che si limiti a precisare i confini corretti grazie alla georeferenziazione, demandando alla Comunità ogni decisione sulla pianificazione e gestione delle attività e degli interventi possibili''), gettano un’ombra inquietante sul futuro del Parco della Lessinia. In entrambi i casi si continua a fare rifermento alla planimetria georeferenziata della proposta di legge n. 451, ignorando che è proprio quella planimetria (inclusa la nuova zonizzazione), insieme con la proposta di legge, che ad oggi 138 associazioni italiane e migliaia di cittadini e cittadine che hanno partecipato alla Camminata per il Parco della Lessinia di domenica scorsa chiedono di ritirare''.

 

''Invece si afferma che non ci saranno tagli all’area protetta - proseguono dal comitato di difesa del parco - ma si vuole portare in Consiglio Regionale una planimetria che prevede la trasformazione di 1.770 ettari di area protetta in zone contigue che per la legge quadro nazionale 394/91 sono da considerarsi “esterne” al Parco . In tal senso l’annunciato stralcio dell’articolo 5 dalla proposta di legge non cambia la sostanza dell’operazione, ma se possibile la aggrava. Le 138 associazioni firmatarie della lettera spedita il 9 dicembre 2019, che ad oggi non ha ancora ricevuto risposta, e le migliaia di persone che hanno partecipato alla Camminata per il Parco continuano a chiedere la stessa cosa: ritirare la proposta di legge regionale n. 451 e aprire finalmente senza ambiguità un dibattito ampio e costruttivo che rappresenti tutte le istanze e tutte le sensibilità sul futuro del Parco Naturale Regionale della Lessinia. L’obiettivo del nuovo Ente appena riformato dovrebbe essere proprio una revisione seria del Piano Ambientale, come da normativa vigente. In tale contesto sarà certamente possibile acquisire una nuova perimetrazione georeferenziata, ma si potranno anche evitare le molte criticità che la n. 451 andrebbe a imporre con un voto in piena campagna elettorale. Il ritiro della proposta di legge n. 451 è l’unico regalo che il Parco vuole ricevere oggi, 30 gennaio 2020, nel giorno in cui compie trent’anni''.

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