Contenuto sponsorizzato

Tamponi, il Trentino festeggia il primato mentre l'Alto Adige è alla Fase-2: "Pochissimi contagi, ora test sierologici e degli anticorpi"

A differenza del Trentino sembra esserci stata una strategia molto più chiara nel fronteggiare l'emergenza. Nella fase acuta si è poi puntato sull'analisi dei tamponi. L'assessore Widmann: "Puntiamo a sorvegliare, isolare e reagire in caso di ritorno del coronavirus. In caso di nuovo positivo possiamo testare i paesi in pochissimi giorni"

Di Luca Andreazza - 15 maggio 2020 - 06:01

TRENTO. Tamponi, test sierologici e test degli anticorpi. Oltre Salorno i controlli continuano a essere serrati nella battaglia Covid-19. La strategia dell'Alto Adige è chiara e la curva epidemiologica è rassicurante. Nella giornata di martedì 12 maggio, i cugini hanno registrato per la prima volta da inizio epidemia coronavirus zero contagi e zero morti, mentre mercoledì 13 e giovedì 14 maggio, ci sono state in entrambe le occasioni 3 positivi ma non si sono verificati decessi negli ultimi 5 giorni. 

 

"Questi dati sono merito dei cittadini - commenta l'assessore Thomas Widmann - i quali sono molto attenti a seguire le regole. Alcune nostre disposizioni sono più restrittive rispetto a quelle nazionali, soprattutto in materia distanziamento sociale ma la disciplina della popolazione è alta. Siamo in fase 2, la ripartenza delle attività produttive può portare a qualche nuovo caso ma siamo preparati per circoscrivere eventuali focolai".

 

A differenza del Trentino sembra esserci stata una strategia molto più chiara nel fronteggiare l'emergenza. Alle prime avvisaglie, l'Alto Adige è intervenuto quasi subito per fermare il contagio.

Nella fase più acuta la Provincia di Trento aveva scelto di effettuare pochi tamponi, una strategia considerata sbagliata e culminata il 26 marzo nelle accuse pubbliche del presidente Maurizio Fugatti all'Ordine dei medici che avrebbero chiesto "solo" il 18 marzo di cambiare indirizzo: giovedì 19 marzo, per esempio, l'Alto Adige ha fatto 1.000 tamponi, di questi 750 erano stati verificati per 58 positivi; in Trentino sono stati comunicati 138 nuovi contagi, 70 persone con tampone e 68 senza tampone in quanto avevano avuto contatti con le persone risultate positive e presentavano dei sintomi compatibili al coronavirus. 

 

In quel periodo si è verificata la prima discrasia tra i dati comunicati sul territorio provinciale e quelli inviati a Roma (857 casi in Trentino: 533 con tampone, mentre altre 324 senza tampone; la Protezione civile riportava invece 523 casi). A Bolzano erano stati analizzati 3.568 tamponi, 2.203 quelli analizzati qui. E mercoledì 26 marzo, la serata dell'attacco all'ordine dei medici, in Trentino ci sono stati 121 contagi, 76 con tampone e 45 senza tampone per 2.122 casi complessivi (1.094 per Roma su 4.600 tamponi). In Alto Adige ci si è attestati a 791 casi e 7.774 tamponi analizzati

Poi fortunatamente la strategia è cambiata e si è iniziato a puntare sui tamponi. Strada giusta, anche per riaprire le attività dopo 2 mesi di lockdown. Ok la quantità ma non si comprende la qualità. Non sembra, infatti, ancora chiaro il criterio, mentre c'è stato un nuovo cambio nella comunicazione dei dati al Ministero, che però già ha evidenziato un fraintendimento del provvedimento (Qui articolo).


(Trend dei tamponi in Trentino)

Sintomo di una gestione forse incerta, una catena di comando confusa, un cercare di rimpallarsi le responsabilità. Il tutto unito a dati spesso nebulosi, come quelli forniti (solo dopo molte insistenze e ancora parziali) sulla reale situazione nelle Rsa e un approccio pressoché sconosciuto sulla ricerca degli asintomatici. Linee guida a tratti contraddittori tra protocolli e ordinanze provinciali per le riaperture. E' tempo di ripartire, una uscita dal lockdown necessaria per dare respiro alle libertà personale e quelle delle imprese ma le premesse di questa conduzione all'apparenza claudicante portano tante incertezze. Anche la scelta di comunicare i "5 giorni" si presta a effetti boomerang: paradossalmente in caso di "impennata" di questo dato a fronte di un abbassamento dell'altro indicatore, a parità di "numero totale" si rischia di far suonare campanelli d'allarme a causa di una comunicazione in questo momento parziale.    

 

Una strategia altoatesina che in definitiva sembra aver pagato in termini di contenimento, anche nelle località a vocazione turistica, le più colpite anche in Provincia di Bolzano. "Avremmo voluto arginare più velocemente la diffusione dell'epidemia - prosegue l'assessore - ma nella fase iniziale a fronte di casi positivi segnalati dalla Germania non avevamo ancora evidenze di concittadini contagiati. Inoltre non avevamo questa conoscenza del coronavirus, però ci siamo organizzati per intervenire in modo deciso".


Il bilancio complessivo da inizio epidemia è di  2.578 casi e 290 vittime oltre Salorno contro 5.233 i casi e 451 i morti in Trentino. Fin da subito l'Alto Adige ha, come si è visto, puntato sull'analisi dei tamponi. I laboratori altoatesini si sono mantenuti su numeri costanti, in leggero calo solo negli ultimi giorni. "Certamente la situazione appare sotto controllo e abbiamo avviato ulteriori azioni per monitorare l'evoluzione dell'epidemia. Dobbiamo considerare - evidenzia Widmann - che siamo sempre indietro di due settimane, la fotografia incoraggiante di questi giorni in realtà è quella di almeno 15 giorni fa. Oltre ai test sierologici statali, abbiamo un nostro programma per cercare di anticipare le analisi. In caso di un nuovo focolaio, che non si può escludere a priori, possiamo intervenire in modo tempestivo e effettuare i test a tappeto: in pochi giorni possiamo analizzare interi paesi per ricostruire l'indagine epidemiologica. L'obiettivo è quello di sorvegliare, isolare e reagire subito".

 

Questo mentre in Trentino c'è voluto un mese per far partire la sperimentazione dei test sierologici nei cinque Comuni selezionati a inizio aprile. I risultati, però, arriveranno dopo circa 30 giorni da inizio sperimentazione. Altra attesa per avere informazioni utili sulla diffusione di coronavirus, mentre se si presentano già dei sintomi compatibili a Covid-19 viene effettuato il tampone. Insomma, sembra la conferma di voler solo "vidimare" la diagnosi, spiegare quanto successo, piuttosto che anticipare i processi.   

In Alto Adige, il numero dei decessi legati a Covid-19 negli ospedali è di 173 persone, mentre è di 117 quello nelle case di riposo. "Siamo intervenuti in modo sistematico fin da subito. In caso di contagio all'interno delle Rsa oppure in presenza di un dubbio - dice Widmann - siamo intervenuti per effettuare tamponi a tutto il personale sanitario e agli ospiti. Prevediamo dei cicli di controllo". 

 

Anche il numero del personale in prima linea risultato positivo non è mai stato chiaro e il Trentino si è trovato improvvisamente a piangere un medico morto, nonostante le rassicurazioni di poche ore prima sulle condizioni sanitarie di tutti i contagiati. Questo mentre il vicino Alto Adige ha sempre fornito i dettagli. A oggi sono risultati positivi al test del coronavirus 235 operatori dell’Azienda sanitaria, 203 di questi sono guariti. A questi si aggiungono 12 medici di medicina generale e 2 pediatri di libera scelta (tutti guariti).

 

"Ora - conclude Widmann - abbiamo compiuto un ulteriore step e utilizziamo tutte le tecnologie a nostra disposizione per monitorare l'epidemia con le riaperture. I cittadini sono molto responsabili e abbiamo un R0 molto basso, ma i controlli devono continuare per prevenire un eventuale ritorno di coronavirus. Un'eventualità che non si può escludere a priori. Continuano i test sierologici sul personale sanitario, medici di base, pazienti e ospiti delle Rsa, ma da fine aprile li effettuiamo per ogni nuovo ricovero in ospedale e per gli accessi al pronto soccorso. Sono partiti i test degli anticorpi sui 2.000 operatori della Croce bianca e croce rossa. Dobbiamo sorvegliare, isolare e reagire a Covid-19". 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 aprile 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
19 aprile - 16:55
L'A22 è stata riaperta da poco, le operazioni si sono rivelate lunghe per la necessità di pulire la sede dai numerosi detriti e rimuovere il [...]
Cronaca
19 aprile - 16:22
Sono stati analizzati 636 tamponi tra molecolari e antigenici. Oggi 5 casi tra over 60 e 3 contagi tra giovani e ragazzi in età scolare, ci sono [...]
Cronaca
19 aprile - 16:08
L'incidente è avvenuto tra l'uscita 6 per Trento Centro e la 7 per Campotrentino proprio sopra il ponte sull'Adige
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato