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Coronavirus, tre morti e 153 contagi ma Fugatti rassicura: ''Il Trentino sta meglio del resto del Paese. In terapia intensiva solo una persona''

Il presidente della Provincia di Trento è parso ancora ottimista anche se rispetto a qualche giorno fa ha ammesso che qualche preoccupazione c'è. Ma sui ''pochi'' contagi nelle scuole (che pure in pochi giorni hanno raddoppiato le classi in quarantena) la responsabilità ha spiegato che è delle attività extrascolastiche: ''Questo è un tema. Stiamo riflettendo con l'Apss''

Di Luca Pianesi - 22 ottobre 2020 - 18:32

TRENTO. Non si frena il contagio in Trentino che fa registrare ancora tre decessi e oltre 150 contagi con un rapporto contagi/tamponi altissimo ben superiore al 10% (12,5%). Questo a fronte di ben 18 decessi in un mese, diciassette in tredici giorni ma il presidente Fugatti ha voluto sottolineare, per l'ennesima volta, che ''le terapie intensive sono praticamente vuote. Oggi abbiamo solo una persona ricoverata in questo reparto''. Continua ad essere ottimista il presidente del Trentino, un po' meno di due giorni fa quando ribadiva che ''tutto va bene'' e spiegava che la scuola in Trentino resta in presenza nonostante il dpcm di Conte che ha chiesto ai territori di spostare l'ingresso in aula delle superiori a dopo le 9 e fare metà classi in presenza e metà con didattica online, ma è comunque ottimista. 

 

''Abbiamo 979 persone attualmente positive - ha spiegato il governatore - e tolte Valle d'Aosta e Molise siamo quelli messi meglio. In terapia intensiva abbiamo solo una persona e rispetto ad altri territori siamo su numeri molto più bassi. L'Rt che verrà dato in queste ore dice che il Trentino è a 1,25. Le realtà che hanno livello più basso sono due o tre in tutta Italia. Quindi siamo molto al di sotto della media oggi. Per questo chiediamo al Governo misure diverse per i territori salvaguardando l'economia. C'è molta attenzione sul tema delle scuole: oggi abbiamo 93 classi in quarantena che vuol dire che ce ne sono 18 in più''. Un livello quasi raddoppiato quando due giorni fa il presidente faceva il punto sulle scuole e i trasporti.

 

In particolare, poi, Fugatti ha spiegato che la colpa dei ''pochi'' (lo ha sottolineato) contagi che si contano nelle scuole è da ricercare comunque nelle attività extrascolastiche. ''I casi positivi su 1.000 abitanti fra 0 e 2 anni sono solo 2. Fino alle medie questo è il livello di contagio. Tra i 14-15 anni salgono a 6 casi. Quindi cresce alle superiori. Questo - ha detto - ci fa pensare che le attività extrascolastiche possano portare a un contagio che non riguarda la scuola. Dobbiamo intervenire se vogliamo garantire la continuità scolastica non in Dad. Su questi numeri dobbiamo riflettere. E' un tema che ci stiamo ponendo con l'Apss. Ma vedendo quanto accade in altre realtà lo dobbiamo affrontare con serietà''.

 

Poi un passaggio sui dati odierni: ''I dati di oggi sono pesanti - ha detto Fugatti salvo poi spiegare quanto scritto sopra - i tre deceduti sono una notizia molto negativa, i 153 casi positivi ci dicono che la situazione sta progressivamente peggiorando. Dobbiamo prendere le decisioni sulla base dei dati che ci sono e che ci possiamo aspettare''. Il trend, in realtà, pare proprio questo: il peggioramento è generalizzato a tutti i territori nazionali ed europei. Chi prima cercherà di gestire il fenomeno meglio ne uscirà nei prossimi mesi che non sono destinati a migliorare senza interventi e grandissima attenzione da parte di tutti. 

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