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Toni trionfalistici per la Provincia per la lotta alla droga ma Fugatti è smentito dai dati del Ministero. Coppola: “Colpevolizzare i consumatori non serve”

Fugatti parla di “un notevole incremento delle sostanze sequestrate”, ma non è vero, per il Ministero dell’interno, in Regione, i sequestri sono calati del 33,32%; mentre le sostanze recuperate rappresentano lo 0,66% del totale nazionale. Coppola: “Ciò non significa che si debba abbassare la guardia ma la ‘guerra alla droga’ annunciata dalla Giunta è un flop”

Di Tiziano Grottolo - 19 August 2020 - 05:01

TRENTO. Era il 17 giugno 2019 quando la giunta Fugatti annunciava con toni trionfalistici la creazione di un ufficio ad hoc per la lotta alla droga, in quello che veniva definito “un clima da vera e propria guerra”. Per svolgere questo delicato compito è stato scelto Federico Samaden già dirigente dell’Istituto Alberghiero di Rovereto-Levico Terme, che prometteva di fare pulizia “di tutti i messaggi distorti che arrivano ai ragazzi”. In primis la distinzione fra droghe leggere e pesanti (QUI articolo).

 

A cinque mesi dall’insediamento del nuovo ufficio i risultati non erano stati eclatanti (QUI articolo) e molto doveva ancora essere fatto. Recentemente, a più di un anno di distanza, è stata la consigliera provinciale di Futura Lucia Coppola a presentare un’interrogazione per conoscere una sintesi del lavoro prodotto dal presidio che si occupa di disagio giovanile legato all'uso delle droghe. “Volevo svegliare la Provincia da suo torpore – afferma Coppola – per conoscere lo stato dell’arte visto che finora mi è sembrato che da questa sorta di task force sia stata portata avanti più una battaglia di opinione, tesa a colpevolizzare le persone, piuttosto che affrontare il tema della prevenzione e della cura”.

 

È stato lo stesso presidente della Pat a fare il punto della situazione (la risposta integrale è in allegato). Se da un lato Samaden ha indubbiamente partecipato a un gran numero di riunioni (104 dal primo settembre 2019 ad oggi) mettendo sul tavolo innumerevoli proposte, Coppola non è convinta dei progressi ottenuti: “Al di là delle parole d’ordine non mi par siano stati fatti grandi passi in avanti”. In altre parole “un flop” che non è riuscito ad andare oltre agli slogan. “Senza contare – aggiunge la consigliera – che la Giunta in questi anni di governo ha sistematicamente indebolito il settore delle politiche sociali. Piuttosto si potrebbe prendere spunto dal Comune di Trento che ha fatto un lavoro importante sia con le scuole che con le politiche giovanili”. Effettivamente le parole più utilizzate nella risposta di Fugatti sono “progettare”, “sviluppare” e “promuovere”, non il miglior biglietto da visita per chi si presentava come “il partito del fare”.

 

 

Fra progetti e idee varie una colpisce particolarmente l’attenzione: “Nella prospettiva di creare un territorio educante – spiega Fugatti – tra le proposte significative vi sono la costituzione di una Redazione territoriale dei giovani che attraverso gli strumenti della televisione, del teatro, dei giornali online, della web Tv e Radio possa permettere ai giovani di ogni paese, vallata o cittadina del Trentino di raccontare e raccontarsi per fotografare la capacità educante del territorio da un lato e per esprimere la loro voce dall’altro”. Chiaro ma non chiarissimo dove si andrà a parare. Come si usa dire il “troppo stroppia” e quando sul tavolo ci sono troppi progetti il rischio è di non portarne a termine nemmeno uno, o peggio realizzarli male.

 

Se possibile Fugatti si spinge addirittura oltre ricordando come Samaden si sia messo “a disposizione delle forze dell’ordine, per unire le esperienze e attuare un più efficace piano di intervento mirato a salvaguardare la sicurezza dei cittadini e contrastare il traffico delle sostanze stupefacenti”. Non solo, secondo Fugatti si sarebbe potuto apprezzare “un notevole incremento delle sostanze sequestrate, che testimoniano quanto ogni azione di prevenzione ed educazione vada accompagnata da una altrettanto forte azione repressiva”. Quasi a voler sottolineare una connessione fra le riunioni (dove in realtà si è parlato degli incontri delle scuole) e l’aumento dei sequestri. In che modo ciò sarebbe avvenuto il presidente della Provincia non lo spiega.

 

In questo caso a smentire Fugatti sono gli stessi i numeri contenuti nella relazione annuale presentata dalla Direzione centrale per i servizi antidroga di concerto con il Ministero dell’interno. Nel corso del 2019, in Trentino-Alto Adige è stato registrato l’1,75% delle operazioni antidroga svolte sul territorio nazionale, con appena lo 0,66% delle sostanze sequestrate e il 2% delle persone segnalate all’autorità giudiziaria. Sempre nel 2019, sono state effettuate a livello regionale 452 operazioni antidroga, con un decremento del 10,32% rispetto all’anno precedente. Inoltre i sequestri sono diminuiti del 33,32%, passando da i 413,65 chilogrammi del 2018 ai 275,84 del 2019. Ad aumentare, purtroppo, sono stati i decessi per overdose: 9 nel 2019 (+1 rispetto l’anno precedente).

 

Non bisogna abbassare la guardia – avverte Coppola – i sequestri di eroina sono aumentati così come quelli legati alle compresse di droghe sintetiche”. La consigliera mette in guardia in particolare contro la facilità del reperire questo tipo di sostanze che si trovano a prezzi sempre più accessibili. “Detto questo non condivido che la Provincia non faccia una differenziazione fra droghe leggere e pesanti, farlo significa mettere nello stesso calderone problemi diversi. Pur non sostenendo il consumo di droghe leggere sono convinta che colpevolizzare i consumatori non sia una soluzione. La depenalizzazione – conclude – peraltro già avviata dal legislatore, significherebbe dare uno scossone alla malavita organizzata che tiene in ostaggio la vita di troppe persone”.

 

Da parte sua Samaden rimane fermo sulle sue posizioni: “Non bisogna raccontare balle sulla leggerezza delle droghe, farò di tutto per fare chiarezza su questo aspetto, per troppo tempo ai ragazzi è stata fatta confusione, fino ad arrivare a convincerne molti che alcune sostanze non sono pericolose”. Il responsabile dell’ufficio provinciale rivendica la creazione delle rete di scuole no drugs alla quale hanno aderito una trentina di istituti per circa 14mila studenti coinvolti. Samaden poi mette in guardia dalla lobby della marijuana light, cioè i produttori di cannabis legale, accusati di fare propaganda in favore del consumo delle droghe. “Questo non è un problema che si risolve dall’oggi al domani, con la mia collaboratrice abbiamo dovuto rallentare i lavori a causa del lockdown. Comunque – ribadisce – bisogna capire che questo progetto non rientra in una strategia politica di qualche tipo, non dobbiamo strumentalizzare certi argomenti. Quello della droga non è un problema politico di chi governa ma è un problema di tutti”.

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