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Brumotti e lo spaccio in piazza Dante, Fugatti: ''Da quando abbiamo vinto le elezioni la situazione è migliorata ma non è risolta. Competenza di Stato e Comune''

Nel 2018 la Giunta Rossi aveva approvato e finanziato un presidio fisso in piazza Dante, ma la Provincia leghista aveva bloccato tutto per approfondimenti. Rossi: "Forse dopo quasi 2 anni hanno terminato le verifiche.  Il problema è ben più ampio e difficile da affrontare, ma forse una postazione può aiutare e rassicurare i cittadini"

Di Luca Andreazza - 10 novembre 2020 - 16:37

TRENTO. "Non è competenza provinciale quanto di Stato e Comune. Un tema molto sensibile per i cittadini". Così il presidente Maurizio Fugatti che ribadisce l'intenzione di voler convocare un tavolo per l'ordine pubblico e la sicurezza. "Un vertice è già in agenda e aggiungiamo anche questo tema di discussione".

 

I riflettori si sono accesi sulla situazione di piazza Dante dopo il servizio di Striscia la Notizia. Il "degrado" e lo spaccio dell'area sono stati pure cavalcati dal centrodestra nella campagna elettorale per le provinciale 2018. E il governatore in un punto stampa si prende meriti e scarica le responsabilità. "Da quando siamo entrati in carica la situazione è migliorata, ma non risolta. La competenza non è provinciale quanto di Stato e Comune. L'intenzione è quella di chiedere un ulteriore sforzo alle forze dell'ordine che già sono molto impegnate e che ringrazio".

 

Il presidente lancia anche un j'accuse. "Le forze di polizia hanno poi le mani legate. Le leggi nazionali sono stringenti tra consumo e dosi minime, tutte norme che il centrosinistra ha a cuore. Leggi - dice il presidente - che non permettono di arrestare e mandare in galera gli spacciatori. All'epoca ero sottosegretario nel governo e volevamo cancellare queste disposizioni, però il Movimento 5 stelle era contrario: l'attuale maggioranza parlamentare non mi sembra che abbia un'impostazione diversa".

 

Intanto è intervenuto anche il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, che intende promuovere tre iniziative per migliorare la situazione: intensificare la sorveglianza grazie all'azione coordinata del nucleo civico della polizia locale e delle forze dell'ordinelavoro in rete tra le istituzioni, dunque Comune e Commissariato di Governo, ma anche Provincia e Regione, e agire subito sui consumatori di sostanze (Qui articolo).

 

Un'ipotesi è quella di proporre nuovamente un presidio in piazza Dante. "E' un'iniziativa che riguarda il Comune e non la Provincia", chiude Fugatti. Una postazione fissa già approvata dalla Giunta Rossi e accolta non senza qualche titubanza dall'allora Giunta Andreatta a palazzo Thun, un progetto che sarebbe stato finanziato attraverso il fondo per lo sviluppo locale per un importo di 237 mila euro, ma poi è finito in soffitta (Qui articolo).

 

La ragione? A febbraio 2019 la Provincia a trazione Lega aveva sospeso la concessione per "approfondire il tema della sicurezza - si spiegava nella nota - acquisendo tutti gli elementi necessari per proporre nuove politiche e individuare priorità e linee di lavoro" (Qui articolo). Da lì più nulla, salvo ora ricordare che anche la sicurezza è un "tema". 

 

"Oggi giustamente Fugatti si indigna e ha ragione - commenta l'ex governatore Ugo Rossi - non si possono tollerare queste cose. Nel febbraio 2019 ha sospeso il finanziamento per un presidio di polizia che era stato deliberato dalla Provincia nel 2018, dopo che si era ottenuta l’istituzione di questo progetto in sede di Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza al Commissariato del governo. Magari gli approfondimenti sono stati conclusi nel frattempo. Si tratta di una postazione fissa con dotazioni tecnologiche per monitoraggio fisico e con telecamere per migliorare il lavoro di vigili e forze dell’ordine. Il problema è ben più ampio e difficile da affrontare, ma forse un presidio fisso può comunque aiutare e rassicurare i cittadini".

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