Zeni attacca la Giunta: ''Dove è finito il contraddittorio? Mai avuto occasione in 16 mesi di discutere con l'esecutivo in radio e televisione per l'assenza della controparte''
L'ex assessore: "E' un normale meccanismo democratico per consentire al cittadino di formarsi la più approfondita opinione circa i diversi punti di vista della politica, ma anche in relazione a determinati problemi di interesse comune. Sembra che gli esponenti della maggioranza evitino volontariamente il confronto soprattutto nei casi di dibattiti con ex assessori sulle specifiche materie di competenza"

TRENTO. "Dove sono finiti i contraddittori?". Così l'ex assessore Luca Zeni, che ritorna sull'assenza della possibilità di confrontarsi con la Giunta (Qui articolo). "In 16 mesi non ho mai avuto l'occasione di discutere con l'esecutivo, soprattutto in televisione o radio".
Sono diversi i casi nei quali le opposizioni lamentano il ricorso agli slogan a coprire una mancanza di confronto, gli ex assessori Michele Dallapiccola e Alessandro Olivi, rispettivamente sui grandi carnivori e sulla Valdastico, quindi Paolo Ghezzi (Futura) e Alex Marini (Movimento 5 stelle) per il massiccio ricorso ai funzionari durante le commissioni, un tema rilanciato anche da Giorgio Tonini, senza dimenticare il caso dell'approvazione senza le minoranze del ddl semplificazione (Qui articolo).
"Il confronto dibattimentale tra consiglieri e esponenti politici appartenenti a schieramenti avversari - prosegue il consigliere provinciale del Pd - è un normale meccanismo democratico per consentire al cittadino di formarsi la più approfondita opinione circa i diversi punti di vista della politica nella sua complessità, ma anche in relazione a determinati problemi di interesse comune".
Un contraddittorio che, però, non sembra svilupparsi. "Purtroppo - evidenzia Zeni - in questa legislatura sembra proprio che l’utilizzo di un simile strumento sia decisamente tramontato, tanto è vero che a tutt’oggi non risulta sia mai stato fatto un 'contraddittorio' sugli organi di informazione, soprattutto televisiva e radiofonica, tra esponenti della maggioranza e delle minoranze che compongono il Consiglio provinciale".
Anzi, alcuni incontri televisivi e radiofonici sarebbero saltati perché qualche assessore avrebbe preferito non partecipare all'appuntamento o avrebbe posto qualche veto. "Ho più volte sollecitato l’utilizzo di questo meccanismo su temi di interesse generale per la nostra popolazione - dice l'ex assessore - ma ho sempre ottenuto un diniego per mancanza di controparte. Sembra che gli esponenti della maggioranza evitino volontariamente il confronto soprattutto nei casi di dibattiti con ex assessori sulle specifiche materie di competenza: avere paura di un confronto denota debolezza di contenuti e codardia istituzionale".
E così il consigliere provinciale interroga la Giunta per conoscere i dati relativi all’uso del "contraddittorio" negli ultimi due anni da parte di tutte le testate televisive e radiofoniche locali nelle fasi pre-elettorali dominate dalla "par condicio" e nel normale svolgersi dell’attività politica.
"Chiedo anche - conclude Zeni - quali interventi devono essere eventualmente messi in campi per ottenere, attraverso gli organi preposti come il Co.Re.Com, il rispetto di una simile 'piazza' democratica e informativa, della quale i cittadini, desiderosi di formarsi solide e fondate opinioni politiche, hanno fatto e fanno richiesta costante. Interrogo inoltre il presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, quali iniziative intende adottare per favorire il ripristino dello spazio comunicativo legato ai 'contraddittori' televisivi e radiofonici".














