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Zeni attacca la giunta: ''Non accettano il confronto: debolezza di contenuti e codardia istituzionale''

Sono diversi i casi nei quali le opposizioni lamentano il ricorso agli slogan a coprire una mancanza di confronto, come nel caso di grandi carnivori e Valdastico, ma anche i cambi di posizione tra sanità e grandi eventi. Zeni: "Provano a rispondere alle singole istanze di chi urla di più. Il rischio è quello della confusione e dell'assenza di una visione di sistema complessiva"

Di Luca Andreazza - 17 giugno 2019 - 20:35

TRENTO. "La giunta evita il confronto, non c'è contraddittorio e non entrano nel merito della discussione", così l'ex assessore Luca Zeni, dopo che alcuni incontri televisivi e radiofonici sarebbero saltati perché qualche assessore avrebbe preferito non partecipare all'appuntamento o porre qualche veto.

 

"Non mi sono mai sognato di porre veti oppure di subordinare la mia partecipazione a un confronto televisivo a seconda degli ospiti. Ho partecipato negli anni - prosegue il consigliere provinciale del Pd - a moltissime trasmissioni insieme a Cia e Civettini, Fugatti e Borga, Viola, Degasperi e Savoi: mai mi sarei permesso di sindacare su chi sarebbe stato presente. Un'altra volta mi hanno proposto di registrare una battuta da mandare in onda, giusto per garantire la par condicio, ma mi sono rifiutato. Avere paura di un confronto denota debolezza di contenuti e codardia istituzionale".

 

Sono diversi i casi nei quali le opposizioni lamentano il ricorso agli slogan a coprire una mancanza di confronto, gli ex assessori Michele Dallapiccola e Alessandro Olivi, rispettivamente sui grandi carnivori (Qui articolo) e sulla Valdastico (Qui articolo), quindi Paolo Ghezzi (Futura) e Alex Marini (Movimento 5 stelle) per il massiccio ricorso ai funzionari durante le commissioni (Qui articolo), un tema rilanciato anche da Giorgio Tonini (Qui articolo) oppure l'approvazione senza le minoranze del ddl semplificazione (Qui articolo).

 

E ancora i cambi di direzione e le giravolte in materia punti nascite (Qui articolo) e vaccini (Qui articolo), Festival dello sport (Qui articolo) e Festival dell'Economia (Qui articolo). A questo si aggiungono la sanità in generale (Qui articolo) e protonterapia (Qui articolo), il mercato del lavoro (Qui articolo) e i ritiri calcistici (Qui articolo). Cambi di prospettive legittimi e, se si vuole, il lato positivo è quello di mantenere e conservare quello che funziona, ma che lascia le opposizioni interdette.

 

"Sono contraddittori - evidenzia Zeni - seguono la logica e la politica di quello che urla di più, senza progettualità. Ho chiesto quali siano stati i criteri presi in considerazione sulla decisione di aprire in via sperimentale Pieve Tesino e Ledro, invece degli altri 15 punti aggregati: la riposta si potrebbe riassumere nell'inseguimento di voler portare a termine le singole istanze particolari. Cercare di accontentare quelli che urlano di più: capisco che possa aumentare il consenso nel breve periodo, ma non è il lavoro dell'istituzione: il rischio è quello della confusione e dell'assenza di una visione di sistema complessiva".

 

Un altro tema è quello delle interrogazioni (Qui articolo). "La giunta non risponde - dice l'ex assessore - risponde in ritardo e quando arrivano le risposte sono evasive e vaghe. Perfino in quelle immediate, che trattano di temi urgenti, faticano a fornire informazioni utili, anche quando si tratta di dire se 'Sì' o 'No'. La qualità del dibattito è veramente bassa".

 

Una giunta reduce dagli Stati generali della montagna (Qui articolo), dove sembra aver scoperto l'acqua calda tra il problema della natalità al ''meno burocrazia''. "Un'operazione ascolto - conclude Zeni - che in realtà c'è sempre stata, vogliono farla passare per una novità. E' semplicemente un modo per prendere tempo. Ma anche in questo caso si rischia il frazionamento sulle singole richieste, senza entrare veramente nel merito e senza un approccio di sistema e la capacità di programmare i lavori: i risultati di medio e lungo periodo saranno negativi".

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