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| 04 giu 2019 | 06:01

Festival dell'Economia, Fugatti: ''Al popolo piace. Complimenti per il titolo azzeccato". Rossi: ''Grazie l'abbiamo scelto noi. Un'altra giravolta della Lega''

L'ex presidente Rossi non si sbilancia nel dare giudizi sulla kermesse dello scoiattolo appena conclusa: "Decisa e indirizzata nella scorsa legislatura. Mi rendo conto anche delle difficoltà a subentrare in corsa, successo anche a me nel 2013. Ora aspettiamo la 'sua' edizione per vedere come va"

TRENTO. "Questa edizione è stata pensata e indirizzata nella scorsa legislatura - commenta l'ex presidente Ugo Rossi - ci abbiamo studiato molto per trovare una tematica che si potesse ritenere attuale. Non mi sento di dare giudizi sull'andamento perché mi rendo conto della difficoltà di subentrare a giochi già quasi fatti. E' successo anche a me nel 2013 di dover gestire la kermesse in corso. E sono molto contento per l'ennesimo cambio di giudizio della giunta".

 

Arriva così già una prima risposta a Maurizio Fugatti che dal palco del teatro Sociale aveva detto: "Il popolo apprezza il Festival, anche se le tematiche ogni tanto possono sembrare difficili. Ma Trento, la città e il Trentino riconoscono l'importanza di questa manifestazione per un'immagine nazionale e internazionale: il territorio al centro del dibattito", queste le parole del presidente per abbassare il sipario sull'edizione numero 14 del Festival dell'Economia e avviare i lavori per quello del 2020, la prima a totale trazione centrodestra.

 

E nel discorso di chiusura ci sono tutti i cliché della Lega trentina degli ultimi tempi: il popolo e quindi la giravolta sulla kermesse, messa in dubbio all'indomani dell'insediamento in piazza Dante e quindi rilanciata nella sua importanza. "Il territorio - aveva aggiunto il presidente - è orgoglioso di questo evento e quest'anno è stato proprio colto il tema, indovinato nella sua essenzialità economica e politica, non sarà facile azzeccarlo anche il prossimo anno".

Si cerca anche di mostrare risultati migliori degli anni scorsi, anche se i maxi schermi nelle piazze non sono riusciti a raccogliere gli stessi numeri delle passate edizioni e alcuni appuntamenti non sono proprio andati sold-out. "Questa rassegna - ha detto Fugatti - ha dimostrato con numeri ancora più importanti degli anni scorsi, che deve crescere il dibattito nell’ambito del pluralismo su tematiche da sciogliere e da capire".

 

Si aspetta il titolo per sapere di più l'idea e il futuro sul Festival, compreso se Tito Boeri sarà ancora il presidente del comitato scientifico. "Negli anni si cerca sempre di migliorare - continua Rossi - un'edizione avevo chiesto al comitato scientifico un taglio più europeo e legato al mondo tedesco, quindi un'altra volta è stata più incentrata sull'autonomia per radicare ulteriormente il territorio. Insomma, per giudicare è necessario aspettare la 'sua' edizione".

 

Resta comunque un dato, un altro passo di valzer nei cambi di direzione di questi mesi. L'ultimo in materia punti nascite (Qui articolo), ma anche l'incertezza nel futuro post-contratto triennale tra Trentino e Rcs a lunga vita al Festival dello sport in quel di Trento (Qui articolo). A questo si aggiungono la sanità (Qui articolo) e protonterapia (Qui articolo), il mercato del lavoro (Qui articolo) e i ritiri calcistici (Qui articolo). Cambi di prospettive legittimi e, se si vuole, il lato positivo è quello di mantenere e conservare quello che funziona.

 

"E' positivo - prosegue l'ex presidente - che il Festival dell'Economia possa andare avanti. Un momento di confronto: il reddito di garanzia trentino si è sviluppato nel corso di questa manifestazione attraverso il dialogo e le esperienze con personaggi di rilievo nei diversi settori. Si possono sempre ricavare spunti per migliorare l'azione di governo a livello provinciale. Rispetto alle edizioni passate si sono visti molti politici all'inaugurazione, un aspetto certamente importante".

 

Non si sono visti però diversi big annunciati (Qui articolo), forse qualche assenza in più rispetto agli anni precedenti. "Ma in questo - conclude Rossi - forse è il format del Festival che non è più adatto a determinate figure. Alcuni personaggi e invitati prediligono diversi palcoscenici e altri modelli di comunicazione, oltre alle fisiologiche defezioni del momento per impegni di causa maggiore. Aspettiamo comunque il primo Festival dell'Economia leghista". 

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