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Concerto Primo maggio e censura Rai, Sgarbi contro Fedez: “Utilizza il servizio pubblico per propagandare le proprie idee politiche”

Dopo il discorso a favore del Ddl Zan, Fedez denuncia la censura della Rai: “Sono stato esortato ad adeguarmi a un sistema”. Sgarbi: “Se decidi di partecipare al concerto del Primo Maggio parli di lavoro, non fai un comizio per attaccare i tuoi avversari”

Di Tiziano Grottolo - 02 maggio 2021 - 11:37

ROMA. “Sono stato esortato ad adeguarmi a un sistema”, è con queste parole che il cantante Fedez ha aperto un caso all’interno della Rai, una vicenda che nel frattempo è diventata anche politica. Per capire però è necessario fare un passo indietro: Fedez, durante un momento del concerto del Primo maggio ha preso posizione in favore del Ddl Zan e ha stigmatizzato alcuni commenti fatti da esponenti dell’area leghista (fra cui la candidata di Lavis Stella Khorosheva).

 

Un discorso che ad alcuni non è piaciuto e a quanto pare nemmeno i vertici Rai (la rete che ha trasmesso l’evento) lo hanno condiviso. Da qui è nato un battibecco culminato con la pubblicazione da parte di Fedez dell’audio di una telefonata durante la quale alcuni dirigenti Rai lo invitano a evitare le polemiche. Il cantante ha pubblicato la telefonata dopo che l’emittente aveva diffuso un comunicato sostenendo di non aver mai tentato di operare forme di censura. L’audio però sembra dimostrare il contrario.

 

 

La vicenda è destinata senz’altro a far discutere e diversi leader politici hanno già preso posizione. “Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge”, ha scritto il leader della Lega Matteo Salvini salvo poi tirare in ballo utero in affitto, la fantomatica teoria gender e altri luoghi comuni sul Ddl Zan. “Conosco Fedez da tempo, oltre ad essere un cantante di grande talento è una persona che in tutto quello che fa ci mette sempre il cuore. Ogni artista deve avere la possibilità di esibirsi liberamente, esprimendo le proprie idee e mostrando la propria arte. Penso che il rispetto sia la cosa più importante e stia alla base di tutto, significa saper accettare le critiche e le idee diverse dalle nostre. E un Paese democratico non può accettare alcuna forma di censura”, la replica del ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

 

 

In Trentino invece spicca la presa di posizione di Vittorio Sgarbi, presidente del Mart di Rovereto: “Se decidi di partecipare al concerto del Primo Maggio parli di lavoro, non fai un comizio per attaccare i tuoi avversari. Diversamente il tuo ruolo non è quello dell’artista, ma di un militante che utilizza il servizio pubblico per propagandare le proprie idee politiche”.

 



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