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Coronavirus, Ffp2 in alcuni luoghi obbligatorie e Fratelli d'Italia chiede di calmierare i prezzi. Urzì: ''Ma Lega e Svp hanno bocciato la proposta''

Il consigliere provinciale Alessandro Urzì si è visto bocciare la proposta di calmierare i prezzi delle mascherine Ffp2, obbligatorie in alcuni luoghi pubblici. "Lega e Svp hanno detto no a un intervento simbolico ma che avrebbe aiutato le famiglie"

Di Davide Leveghi - 11 marzo 2021 - 12:13

BOLZANO. Lega ed Svp dicono no all'impegno della giunta altoatesina per calmierare il prezzo delle mascherine Ffp2. A denunciarlo è il consigliere provinciale di Fratelli d'Italia Alessandro Urzì, che in una nota pubblicata sui social attacca nuovamente la Provincia nella gestione dell'emergenza sanitaria.

 

Il rilevamento delle varianti sul territorio provinciale ha infatti portato all'introduzione dell'obbligo, almeno in alcuni luoghi pubblici, della mascherina Ffp2. A questo obbligo, però, non è seguito un adeguamento dei prezzi, in una fase dove molte famiglie si trovano in difficoltà economica. Da qui la richiesta del consigliere Urzì di impegnare la giunta “alla distribuzione di mascherine Ffp2 su tutto il territorio provinciale o a disporre modalità di intervento anche diretto sui rivenditori – con eventuale propria compartecipazione finanziaria attraverso bando diretto di acquisizione sul mercato dei lotti necessari – per la calmierazione del prezzo di Ffp2”.

 

 

No alle mascherine Ffp2 a prezzo calmierato in Alto Adige – ha scritto Urzì in un messaggio sui social – un intervento che avrebbe potuto essere considerato pressoché simbolico da parte della Provincia, benché il rapido ricambio per famiglie numerose invece abbia un suo effettivo e significativo costo. È stata bocciata in Consiglio provinciale la richiesta di Fratelli d'Italia di introdurre un metodo di compensazione dei costi o di intervento della Provincia per acquisti sul mercato a prezzi calmierati per poter sopperire alle esigenze del territorio, soprattutto dopo che sono stai introdotti gli obblighi di porto della Ffp2 per esempio nei negozi”.

 

Urzì non risparmia l'ironia. “Ma la Provincia che ancora ad oggi considera paradossalmente gli scaldacollo dei validi presidi sanitari all'opposto impone l'obbligo del porto della Ffp2 in alcuni ambiti. Sono certamente sicure e utili ma costano, e più delle chirurgiche. Un costo che va ad aggiungersi a tutti gli altri, un problema per i soggetti più deboli economicamente”.

 

A detta di Urzì, però, né il presidente della Provincia Arno Kompatscher, esponente della “stella alpina”, né la Lega hanno accolto positivamente la proposta, bocciandola. Non è la prima volta che il rappresentante di Fratelli d'Italia critica il Carroccio altoatesino, ritenuto colpevole di piegarsi con troppa facilità all'alleato tedesco nell'amministrazione provinciale.

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