Coronavirus, le palestre: ''Ci adeguiamo al Green pass ma abbiamo timori sull'impatto economico''
Sebbene gli imprenditori e professionisti dello sport in Trentino si siano fatti trovare pronti, data di inizio dell’obbligo del Green pass, restano molte incertezze sull’applicazione pratica della normativa, dalla logistica all’interno della struttura al sistema dei controlli

TRENTO. Gli imprenditori e i professionisti del settore sportivo si adeguano la normativa che prevede l'obbligo di Green pass ma non nascondono i timori legati all'impatto economico.
"Il gruppo imprenditori e professionisti del settore sportivo, aderente alle Attività di servizio del trentino, così come a Confcommercio Trentino ha colto l’introduzione del Green pass con la consapevolezza e la maturità imprenditoriale di chi conosce bene gli argomenti legati alla tutela della salute ma, allo stesso tempo, non nascondendo qualche preoccupazione sulle ricadute economiche che l’introduzione della certificazione potrà avere nel comparto sportivo".
Sebbene gli imprenditori e professionisti dello sport in Trentino si siano fatti trovare pronti, data di inizio dell’obbligo del Green pass, restano molte incertezze sull’applicazione pratica della normativa, dalla logistica all’interno della struttura al sistema dei controlli. "Questo fino agli aspetti legati alla privacy, elementi tutti per i quali si auspica, con la mediazione e il supporto della Provincia di Trento, l’emanazione di linee guida e di indirizzo che possano andare a ulteriormente specificare e ampliare le Faq del governo".
Un periodo particolarmente complicato per le categorie economiche a causa della crisi innescata dall'emergenza Covid. In questo contesto per le palestre era arrivato un altro stop in autunno. Un lockdown: tutto chiuso per rispettare le norme contro il contagio. Un settore economico di rilievo, con molte imprese e molti dipendenti, ma anche dai risvolti importanti per la salute e per la prevenzione. In Trentino si contano una trentina di aziende nel comparto, un settore che prima dell'epidemia arrivava a staccare circa 1.200 abbonamenti.
"Il comparto, già fortemente provato dalle restrizioni e dalle misure per fronteggiare Covid che hanno determinato lunghe chiusure, affronterà professionalmente anche questo nuovo adempimento imposto nella convinzione, unita alla speranza, che la misura possa rappresentare veramente uno strumento diretto a garantire il calo dei contagi e, di riflesso, la continuità lavorativa. La categoria sollecita quindi il governo provinciale affinché la supporti nell’affrontare questo nuovo momento determinato dagli adempimenti richiesti", si conclude la nota.









_0.jpg?itok=LQV0ecwD)




