Dalla torretta Sky alla curva Gunther Mair, dalla videosorveglianza alle tribune, il Briamasco deve cambiare volto per il Trento in serie C: ''Valutiamo la collocazione''
Il Trento calcio ritorna a calcare i campi professionistici della serie C a 18 anni di distanza dall'ultima apparizione. Numerosi gli investimenti attesi per adeguare il Briamasco alle regole del professionismo. E il futuro? Il sindaco Ianeselli: "Area San Vincenzo ma non escludiamo uno stadio urbano"

TRENTO. Una torretta Sky e un sistema di videosorveglianza, la curva Gunther Mair e nuovi ingressi per i tifosi. Il lifting per la LegaPro del Briamasco sarà importante.
Sono ore di festa per la città, la prossima stagione il Trento calcio ritornerà a calcare i campi professionistici della serie C, a 18 anni di distanza dall'ultima apparizione. Archiviata l'aritmetica certezza del successo in serie D, i gialloblù si apprestano a giocare gli ultimi 270 minuti di quest'anno caratterizzato dall'emergenza Covid-19 (salta invece la poule che assegna lo scudetto di categoria causa epidemia).
In parallelo ora si muove con maggior forza anche la parte extra-calcistica. Se la terza serie impone un calciomercato orientato a mantenere la tanto attesa LegaPro, si rendono necessari investimenti anche sul fronte delle infrastrutture.
Lo stadio Briamasco richiede un restyiling e la serie C riporta in auge riflessioni sulla sua collocazione. Sono diversi gli interventi da pianificare per conformare l'impianto a quanto previsto dalle normative della Federazione: "Un adeguamento per una buona gestione e per rispetto della comunità e dei tifosi trentini", dice Mauro Giacca, numero uno del sodalizio di via Sanseverino, che solo per rifare un po' di look e risolvere alcune criticità ha investito oltre 200 mila euro. Un totale che sale a circa 8 milioni e 450 mila euro solo per il settore giovanile.
Le novità saranno la realizzazione della curva Gunther Mair e della tribuna che accoglie i tifosi trentini. Ma i lavori non si concludono qui. La società è decisa a intervenire sui pannelli led a bordo campo per ospitare gli sponsor, così come è orientata all'ampliamento della disponibilità di poltroncine Vip.
La pubblica amministrazione tra Comune e Pat (il Briamasco è comunale e la gestione affidata alla società Asis) è chiamata a fare la propria parte perché le infiltrazioni di acqua non mancano, l'illuminazione deve essere raddoppiata, le panchine vanno allungate di 4 posti e serve un bar in grado di servire le tribune Nord e Sud.
Si aggiungono le necessità di far spazio alla sala stampa, alla curva da 500 posti con ingresso separato per il settore ospiti, installare una cancellata per gestire l'afflusso delle tifoserie alle tribune e sistemare un accesso per i calciatori e per la squadra arbitrale. E ancora un impianto di telecamere a circuito chiuso e una torretta per la diretta Sky con idoneo parcheggio per il mezzo della regia.
Una profonda riqualificazione per rispettare i vincoli del professionismo, senza poi dimenticare le varie rifiniture e l'incremento dei parcheggi nell'area circostante.
"Abbiamo deliberato - commenta Franco Ianeselli, sindaco di Trento - di stanziare mezzo milione di euro per adeguare lo stadio. I lavori partono a giugno per avere il Briamasco pronto per l'avvio della prossima stagione tra i professionisti. Alla luce di questa situazione di partenza, come amministrazione è stato richiesto anche l'aiuto e il sostegno della Protezione civile per accelerare gli interventi".
Ciclicamente emerge il nodo stadio, accentuato dalle difficoltà di conciliare lo skyline Briamasco, Palazzo delle Albere e Muse, così come la necessità di liberare spazio per terminare gli sviluppi previsti per il quartiere Le Albere. Un'ipotesi targata Campomarzio, messa però nel cassetto, era quella di spostare l'impianto in zona ex Italcementi.
Un'altra strada è quella di traslocare nell'area San Vincenzo. Nel 2017 c'è stata la firma dell'accordo tra Stato e Provincia che nei fatti ha definitivamente accantonato il progetto delle caserme a Mattarello e, tramite permute di proprietà, si potrebbe arrivare a costruire il nuovo terreno di gioco e la nuova casa del Trento con vari servizi.
Delocalizzare o mantenere la sede attuale? "Una via tradizionale - spiega Ianeselli - è quella di uscire dal centro città. In questo senso c'è interesse per l'area si San Vincenzo e ci sarebbe anche il supporto dei privati. C'è comunque da portare avanti un ragionamento per valutare le soluzioni migliori. Molte realtà avvicinano gli stadi ai contesti cittadini, molti urbanisti e manager in questa epoca pensano di riportare gli stadi nei centri: un nuovo modo di pensare i volti delle città".
Una filosofia diversa, cioè uno stadio che possa integrarsi nella vita della città. "Non ci si può rassegnare a pensare che un eventuale progetto di questo tipo possa portare degrado. E' un approfondimento da portare avanti - aggiunge il primo cittadino - come una completa riqualificazione dell'attuale infrastruttura. L'amministrazione comunale è pronta e aperta trovare le idee migliori e l'assetto più idoneo".
Un approccio che non si limita al Briamasco. "La città di Trento è sportiva. Interveniamo sulla Blm Group Arena per migliorare la funzionalità e c'è molta attesa per il nuovo polo natatorio in zona Ghiaie. Ma non ci sono solo le eccellenze nazionali e internazionali: tutti i settori devono poter avere i propri spazi e c'è grande rispetto per tutte le attività che vengono praticate sul territorio", conclude Ianeselli.













