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Divieto di consumare cibi e bevande, revocata l'ordinanza. La sindaca di Riva: “I contagi migliorano e le regole vanno allentate”

In un comunicato congiunto i sindaci dell'Alto Garda hanno comunicato la revoca da lunedì 29 marzo dell'ordinanza sul divieto di consumo di cibo e bevande in pubblico. Dopo le polemiche, la regola viene quindi tolta a 10 giorni dalla sua introduzione. Santi: “Situazione migliora, ci sono le condizioni per un allentamento di alcune restrizioni”

Di Davide Leveghi - 27 marzo 2021 - 10:11

RIVA DEL GARDA. Revocata l'ordinanza delle polemiche. Nei Comuni dell'Alto Garda, Riva su tutti, che avevano imposto il divieto di consumare cibi e bevande nei luoghi pubblici o aperti al pubblico (QUI e QUI gli articoli), da lunedì 29 marzo verrà revocata l'ordinanza. A comunicarlo è la sindaca Cristina Santi.

 

“Buongiorno e buon fine settimana con una buona notizia – ha annunciato sulla pagina facebook – anche se per il momento il Trentino rimane zona rossa, i casi di contagi a Riva del Garda continuano costantemente a diminuire, grazie alla severità delle misure messe in campo. Il trend è ormai costante e confermato. Finalmente, nella situazione attuale Riva del Garda e le amministrazioni dell'Alto Garda si trovano perciò nelle condizioni di poter cominciare a pianificare un graduale allentamento di alcune restrizioni precedentemente assunte”.

 

“Vi comunico quindi che, a partire da lunedì, il primo passo sarà la cancellazione degli inasprimenti sui divieti di consumare cibi e bevande nei luoghi pubblici e sull'obbligo della vendita solo in contenitori monouso chiusi o incartati – continua – possiamo, in sostanza, tornare alla situazione precedente l'ultima ordinanza. Colgo l'occasione per ringraziare la cittadinanza la cui disciplina nel rispetto delle regole ha reso possibile questo passo, che mi auguro sia il primo di una lunga serie”.

 

La decisione, spiegano in un comunicato i sindaci di Arco, Dro, Nago-Torbole, Tenno, Drena e Riva, è avvenuta dopo la consultazione del Corpo intercomunale di polizia locale. L'ordinanza era entrata in vigore lo scorso 16 marzo, provocando la reazione di alcuni ristoratori (QUI l'articolo) e il brutto episodio delle minacce alla sindaca Santi (QUI e QUI gli articoli).

 

“Si ricorda tuttavia che il Trentino rimane in zona rossa e che il consumo di cibi e bevande d'asporto, come previsto comunque dalle norme nazionali, va effettuato all'esterno dei locali e mai nelle vicinanze, evitando nel modo più assoluto assembramenti – si legge nella nota congiunta – inoltre, si ricorda ai conduttori degli esercizi che vanno utilizzati contenitori monouso chiusi o incartati, e che è di fondamentale importanza la loro collaborazione nel cercare di evitare che si creino situazioni di assembramento. Di converso, la polizia locale intensificherà i controlli”.

 

L'invito finale da parte dei sindaci a rispettare le regole. “E' necessario che ognuno faccia la propria parte, con responsabilità e attenzione, dato che la pandemia si trova ancora in una fase critica che non va sottovalutata”, concludono.

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