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Spettacoli, dietrofront di Fugatti che dopo la lettera di oltre 50 Comuni contro la sua ordinanza torna alle regole nazionali

Una ritirata di piazza Dante dopo che oltre 50 amministrazioni comunali in queste ore hanno inviato una lettera al governatore per rivedere il provvedimento. Una decisione dopo anche le prese di posizione di operatori e Confesercenti per la revisione dell'ordinanza

Di Luca Andreazza - 06 luglio 2021 - 17:03

TRENTO. Dietrofront del presidente della Provincia di Trento in materia spettacoli: il requisito della certificazione verde o del green pass praticamente sparisce dall'ordinanza. Una ritirata di piazza Dante dopo che oltre 50 amministrazioni comunali in queste ore hanno inviato una lettera al governatore per rivedere il provvedimento, una misura "Discriminante e pesantemente restrittiva che scoraggia a riprendere l'attività'' (Qui articolo).

 

Ma le critiche non sono mancate anche dai banchi dell'opposizione che della stessa maggioranza. Oltre naturalmente agli operatori del comparto con la protesta in particolare dei cinema (Qui articolo). Il mondo dello spettacolo è uscito allo scoperto per rivedere un'ordinanza che avrebbe potuto creare ulteriori danni a un settore già messo fortemente a dura prova dal lockdown e dalle limitazioni per fronteggiare l'emergenza Covid.

 

Anche Confesercenti ha preso posizione per chiedere una revisione dell'ordinanza, altrimenti "si rischia il colpo di grazia. Stupiti anche dall'assessore che non interviene'' (Qui articolo). Un provvedimento arrivato di venerdì con gli uffici comunali chiusi e impossibilitati a visionare il documento in forma analitica sulle conseguenze. Tutti si sono bloccati in attesa del cambio di direzione.

 

E il passo indietro è arrivato. L'ordinanza numero 78 firmata dal governatore prevede un sostanziale adeguamento alle norme e alle disposizioni nazionali. La criticità principale del provvedimento numero 77, contraddittorio in varie parti (Qui articolo), aveva messo in linea generale in guardia gli operatori del settore e gli organizzatori a causa dell'obbligo per gli spettatori di essere in possesso delle certificazioni verdi Covid-19 per poter partecipare a eventi culturali e sportivi al chiuso o all'aperto, se all'interno di impianti e strutture.

 

Ora la marcia indietro. "Il green pass non è obbligatorio - dice la Pat - ma può essere richiesto da gestori e organizzatori qualora intendano consentire un maggiore afflusso di pubblico rispetto ai limiti stabiliti a livello nazionale". La regola (speciale) del Trentino praticamente si volatilizza per lasciare spazio alle norme nazionali. E anche in questo caso un cattivo utilizzo dell'autonomia trentina è servito. Una Giunta che continua a navigare a vista, già in occasione dell'apertura di bar e ristoranti la Provincia era ritornata precipitosamente indietro per adeguarsi al Dpcm del governo (Qui articolo), ancor prima sulle linee guida delle Rsa c'erano state frizioni con Upipa e Spes. Tutto senza dimenticare le "non decisioni", come quelle prese in occasione dei Mercatini di Natale o della stagione invernale (Qui articolo).

 

 

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