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L'equilibrismo del Patt, Demagri capogruppo in Provincia per guardare a sinistra e Ossanna in giunta regionale con la Lega

Il Patt sembra particolarmente impegnato su più tavoli, perno immobile per incastrare tutti i pezzi di un complesso puzzle politico e restare sempre centrali. Un domino autonomista in parte innescato dall'uscita di Ugo Rossi. Le Stelle alpine si professano block-frei ma intanto ammiccano un po' ovunque 

Di Luca Andreazza - 17 marzo 2021 - 21:11

TRENTO. Una strizzata d'occhio a destra e nel dubbio una pure a sinistra. L'importante è non chiuderli in contemporanea, altrimenti diventa poi difficile prendere una direzione. Ma per il Patt queste sono state giornate di decisioni, senza rinunciare all'animo equilibrista degli autonomisti. Le Stelle alpine sono riuscite a piazzare Lorenzo Ossanna nella maggioranza regionale con un ruolo di responsabilità, una triplice alleanza con Svp e Lega per assicurarsi una poltrona. Una sterzata a destra controbilanciata rapidamente con la nomina di Paola Demagri quale capogruppo autonomista in Provincia.  

 

Il Patt sembra particolarmente impegnato su più tavoli, perno immobile per incastrare tutti i pezzi di un complesso puzzle politico tra una casella vacante da assessore regionale e le alchimie per trovare la quadra su una presidenza del Consiglio provinciale traballante; il tutto in attesa del pianificato cambio di guida della Regione tra Bolzano e Trento. Un domino in parte innescato dall'uscita di Ugo Rossi dalle Stelle alpine che ora sono alla ricerca di un nuovo equilibrio.

 

Nel giro di pochi giorni le Stelle alpine sono riuscite a trovare diversi incastri. Si parte dal comunicato stampa di un paio di giorni fa per celebrare il rinnovato spirito di collaborazione tra Patt e Svp. "Si sono incontrati in via telematica l'Obmann della Svp, Philipp Achammer, e il Segretario politico del Patt, Simone Marchiori. Particolarmente proficuo - si legge nella nota - il dialogo che ha confermato da un lato la storica collaborazione fra i due partiti autonomisti e dall’altro ha rilanciato e rafforzato l’alleanza sul piano regionale. L’asse autonomista tra Trento e Bolzano deve essere un punto fermo che va sempre più rafforzato".

 

Un giro largo con la Lega sullo sfondo, preludio a quanto accaduto oggi in Consiglio regionale: l'apertura della porte a Ossanna in maggioranza come assessore a sostituire Claudio Cia a seguito del passaggio in Fratelli d'Italia (Qui articolo). Gli autonomisti di matrice altoatesina non hanno nascosto che è difficile accettare il partito della Meloni in Giunta regionale; da qui il passo indietro dell'ex leader di Agire e intanto è stata avviata una partita a scacchi per trovare una soluzione, concretizzata nelle scorse ore.  

 

"Tale nomina - il nuovo comunicato targato Stelle alpine trentine - rappresenta un riavvicinamento delle due Province autonome in un periodo di lontananza e di visioni diverse. In tal senso il Patt raccoglie la sfida di rinsaldare l’asse autonomista e, dopo una primo scorcio di legislatura in cui ha fatto parte della maggioranza senza alcun ruolo, entra in giunta con un forte accordo e una visione del futuro comune a quella della Svp". Vero e legittimo come punto di vista, peccato che la proposta in Aula non sia arrivata da Arno Kompatscher ma da Maurizio Fugatti e c'è già la prima mozione firmata Kaswalder-Guglielmi-Ossanna a livello regionale per chiedere "la riabilitazione sportiva dell'atleta Alex Schwazer".

 

Inizialmente si è ventilata l'ipotesi di spostare Walter Kaswalder nel ruolo di assessore, anche per superare alcune difficoltà legate a quella presidenza del Consiglio provinciale troppo spesso finita nel mirino. La "rinuncia" dell'esponente degli Autonomisti popolari sbloccherebbe anche la nomina del vice presidente del Consiglio dopo le dimissioni di Alessandro Olivi. Non solo, il centrodestra avrebbe la possibilità di pianificare alcune staffette.

 

A quel punto per la sostituzione del leader di Autonomisti popolari ci sarebbe stato (ma forse si può utilizzare anche il presente indicativo) Roberto Paccher in pole; la vice presidenza del Consiglio regionale diventerebbe vacante: si sarebbe pensato a Ivano Iob, che avrebbe potuto contare sul placet del centrosinistra. "Non mi risulta che ci siano accordi di questo tipo. Ascolto tutto quanto si dice sul mio conto - dice Iob - ma non ho assolutamente mai trovato intese di alcun genere. Pare che debba pure lasciare la Lega ma sono fedele al partito, ci tengo a precisare questo aspetto".

 

Nel frattempo Rossi ha lasciato il Patt e la "candidatura" di Kaswalder si è un po' sgonfiata, ulteriormente fiaccata dopo un'altra condanna nella vicenda Pruner. Non è poi un mistero che la Svp abbia un'intesa particolare con i cugini trentini. Da qui l'idea di trovare un accordo per l'assessorato o per la vice presidenza. 

 

Un'ipotesi che non è dispiaciuta nemmeno alla Lega che guida la Provincia. Archiviate le elezioni comunali con il Patt ritornato grossomodo nell'alveo del centrosinistra (con alcune eccezioni come a Riva del Garda o quelle in versione block-frei), si lavora in ottica elezioni provinciali 2023. Il "nemico numero uno" del carroccio (leggere Rossi) non rappresenta più le Stelle alpine e questo avrebbe aperto maggiori margini di trattativa. 

 

Intanto c'è stato il disco verde per Ossanna che passa dalla minoranza in piazza Dante alla maggioranza in Regione. Un avvicinamento a destra, compensato dalla nomina di Demagri, una consigliera non proprio filo-leghista, come capogruppo in Provincia ("Grande capacità di mediazione per un partito di raccolta. Inoltre - il comunicato del Patt - per la prima volta ci sia una donna. E’ il miglior segnale di come si voglia puntare sul coinvolgimento femminile in politica lasciando spazio a tutte quelle donne che con passione, entusiasmo e capacità vogliono impegnarsi per la nostra terra e la sua Autonomia”). 

 

A questo si aggiunge il distinguo di Michele Dallapiccola prima del voto regionale: "Ci sono confini difficili da varcare quale un'adesione politica alla maggioranza trentina: le scelte di questa Lega e di queste persone non sono condivisibili". Modi per equilibrare la barra e restare sempre centrali. Un colpo di qua e un colpo di là, ma resta l'evidenza che in casa Patt serva un po' di introspezione: l'equilibrismo non può essere la base sulla quale costruire un progetto politico. 

 

Anche nel centrodestra la scelta potrebbe mandare in fibrillazione qualche forza politica. Ci sono già state le puntualizzazioni di Fratelli d'Italia ("Siamo stati leali e ci saremmo aspettati un confronto"), un partito in forte crescita che ora anche in Trentino può vantare due consiglieri provinciali (Claudio Cia e Alessia Ambrosi) e che per questo si sarebbe aspettato un po' di coinvolgimento nella scelta. C'è già poi un ostacolo: i rapporto tra FdI e Patt non sono proprio ai massimi livelli (stesso discorso con altri gruppi politici). Pure altri cespugli non sarebbero usciti particolarmente felici da questa operazione leghista. 

 

Intanto queste decisioni accontentano quasi tutti nelle Stelle alpine e che consente di tenere varie opzioni aperte. Il 2023 è lontano ma alla fine non così distante come può sembrare. 

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