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Marini: ''Con la rivalutazione 650 euro in più al mese d'indennità per i consiglieri. La maggioranza si vergogna ma sembra voler mantenere l'aumento''

Secondo la legge regionale 6/2012, le indennità mensili dei consiglieri vanno “rivalutate annualmente sulla base dell'indice Istat”, meccanismo che però, dice Marini, non è mai stato attuato finora: “Alcuni gruppi di minoranza hanno chiesto in maniera chiara l'eliminazione della rivalutazione automatica, ma la maggioranza sembra volerla mantenere”

Di Filippo Schwachtje - 13 giugno 2021 - 06:01

TRENTO. “La maggioranza regionale cerca un modo per far passare la rivalutazione d'indennità dei consiglieri provinciali, ma non vuole dirlo apertamente e allora gioca a 'rimpiattino' con le istituzioni pubbliche. In base alle mie stime, l'indennità mensile dei consiglieri provinciali dal 2012 ad oggi si rivaluterebbe di circa 650 euro, passando dunque dai 9.800 ai 10.450 euro lordi mensili”. Queste le parole del consigliere dei 5Stelle Alex Marini dopo la seduta della Prima commissione del Consiglio regionale dello scorso 27 maggio. “All'ordine del giorno c'era il disegno di legge n.16/XVI, in materia di trattamento economico e previdenziale dei consiglieri regionali – spiega Marini – ma la mattinata è trascorsa senza che si potesse concludere nulla”.

 

In maggioranza, dice infatti il consigliere pentastellato: “Non sono riusciti a trovare un accordo sull'emendamento sottoscritto dai consiglieri di alcuni gruppi di minoranza, che proponeva in maniera chiara l'eliminazione della rivalutazione automatica dell'indennità consiliare secondo gli indici annuali calcolati dall'Istat, così come previsto dalla legge regionale 6/2012”. Nonostante la normativa però, negli scorsi nove anni l'adeguamento basato sull'indice Istat non sarebbe mai stato attuato. Nel documento presentato dalle minoranze infatti, si ribadisce come la rivalutazione delle indennità sia stata “annualmente determinata dall'Ufficio di presidenza, pur non essendo poi stata concretamente applicata”. Essendo la norma di riferimento ancora in vigore però, al di là della rivalutazione, si legge nell'emendamento, spetterebbe anchel'eventuale compensazione retroattiva per gli ultimi anni”.

 

I consiglieri di maggioranza però, dice Marini: “Vista la mala parata e non potendo sospendere la trattazione e l'esame del solo disegno di legge, hanno pensato bene di interrompere i lavori dell'intera seduta mandando a casa tutti i commissari senza votare nemmeno un articolo. Da questi comportamenti appare chiaro come la maggioranza voglia da un lato aumentare le indennità dei consiglieri (quindi respinge gli emendamenti che impedirebbero gli adeguamenti al rialzo) ma dall'altro non sa come fare per far digerire quegli stessi aumenti all'elettorato, tanto più in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo”.

 

Per poter ragionare su “dati concreti, invece di lavorare di fantasia”, il consigliere dei 5Stelle dice di aver chiesto “in più occasioni di poter avere una tabella con i calcoli relativi all'attualizzazione delle indennità in considerazione degli indici di rivalutazione determinati annualmente dall'Istat”. Le sue richieste non avrebbero però portato a nulla. “Ho deciso di arrangiarmi procedendo in autonomia – ha quindi sottolineato Marini - ho recuperato gli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Ho predisposto due tabelle di calcolo: la prima con un sistema di rivalutazione semplice prendendo come base di calcolo fissa l’indennità di 9.800 euro mensili definita dalla legge del 2012; la seconda utilizzando una rivalutazione composta partendo dall’indennità rivalutata all’anno precedente. La differenza tra i due sistemi di calcolo è poco significativa e dunque ci può dare un’idea nell’ammontare indicativo di quale costo si sostanzierebbe per le casse pubbliche qualora l’ufficio di presidenza decidesse di emanare una delibera per attuare la legge regionale n.6 del 2012 sulle indennità dei consiglieri regionali

 

In base alle stime di Marini, l’indennità mensile dei consiglieri provinciali dal 2012 ad oggi si rivaluterebbe di circa 650 euro, passando quindi da 9.800 euro a 10.450 euro lordi ogni mese. Su base annua l’indennità si incrementerebbe di poco meno di 8.000 euro passando da 117.600 euro del 2012 a 125.600 euro nel 2021. Ai consiglieri della scorsa legislatura potrebbero poi essere liquidate cifre nell'ordine dei 15/17mila euro lordi a testa, con un costo complessivo della rivalutazione delle indennità che dovrebbe aggirarsi attorno ai 550mila euro.

 

“I calcoli che presento potrebbero essere smentiti da quelli forniti dal Consiglio (in caso, si spera al ribasso) – conclude il pentastellato – purtroppo però, se chi di dovere si rifiuta di fornire informazioni chiare in tempi accettabili e la trasparenza manca del tutto, non restano alternative e ci si deve arrangiare con gli strumenti che si hanno”.

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