Post sessista, Valentini si scusa ma rilancia: “Anche gli uomini vittime di violenza, alcuni colleghi di Fratelli d’Italia mi attaccano per un proprio vantaggio”
Valentini chiede scusa: “Non pensavo assolutamente quello che ho scritto, l’ho scritto perché ho capito che in Italia se vuoi far emergere realmente una questione devi utilizzare ogni mezzo”. Ma sui colleghi di partito che ne hanno preso le distanze: “Urzì non ha fatto una grande cosa, Gerosa ha subito sfruttato la cosa a suo vantaggio”

TRENTO. “A tutte voi donne chiedo scusa, non tanto perché quello che ho scritto era veramente diretto a voi, ma in quanto ho utilizzato delle offese verbali appositamente per uno scopo, di questo vi chiedo perdono”. Si apre così il messaggio (allegato in forma integrale) di scuse di Luca Valentini, l’esponente di Fratelli d’Italia e commissario della Commissione cultura della circoscrizione Gardolo che in un post su Facebook (poi rimosso) aveva scritto: “Posso dire che due palle con ste propagande per la violenza verso la donna? Sembra sia tutto a senso unico. Se gli uomini sono così tremendi, scopatevi i cavalli. Facile”.
Le sue parole, ovviamente, hanno sollevato moltissime polemiche tanto che persino il suo stesso partito ha voluto prendere le distanze, mentre il Circolo del Partito Democratico di Gardolo ha chiesto le dimissioni “immediate” dalla Commissione cultura.
“Non pensavo assolutamente quello che ho scritto – afferma Valentini – l’ho scritto perché ho capito che in Italia se vuoi far emergere realmente una questione devi utilizzare ogni mezzo, anche il più bruto, il più vile e questo è il più spregevole. Nessuno dovrebbe mai pronunciare le parole che ho scritto, è una violenza verbale. Scusate se ho cercato un confronto immettendo violenza, ma come volevasi dimostrare ho ricevuto l’attenzione che cercavo per affermare: la violenza non ha genere”.

Eppure più che un passo indietro quello di Valentini sembra un passo di lato visto che, rispondendo a un commento della segretaria Dem Lucia Maestri, l’esponente di Fratelli d’Italia dichiara: “Ho tantissime donne che sorreggono intelligentemente la causa guardando a 360 il problema. Questo si dovrebbe fare. Urzì (il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia che ha preso le distanze da Valentini ndr) non ha fatto una grande cosa, non la condivido per nulla. Per me la politica è Unione, Unione con il popolo creando squadra non accoltellando i colleghi senza pietà senza nemmeno dare diritto di replica. Per non parlare di Gerosa la quale ha subito sfruttato la cosa a suo vantaggio per la propria immagine senza guardare in faccia nessuno. Vergogna. Così non si fa”.
Francesca Gerosa, dirigente di Fratelli d’Italia, aveva duramente stigmatizzato le parole del collega di partito: “Condanno le dichiarazioni di chi è annoiato dalle nostre rimostranze, e che con l’ennesima violenza verbale vuole farci sentire inadeguate perché continuiamo una battaglia che evidentemente è ancora lontana da essere vinta. Noi questa voce continueremo ad alzarla per dire no alla violenza sulle donne. Lo insegneremo ai nostri figli e lo grideremo al mondo finché avremo voce”.
Nel frattempo anche Francesco Barone, componente dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia, prende le distanze da Valentini: “Siamo l’unico partito ad avere una presidente nazionale donna, da sempre abbiamo, quindi, ripudiato una visione maschilista della vita, ma non perché va di moda farlo, bensì perché è una visione ridicola. Se le frasi incriminate fossero una boutade sarebbero di cattivo gusto, se sono serie destano la mia preoccupazione perché sviliscono e minimizzano il dramma che purtroppo ancora troppe donne vivono quotidianamente e vengono sminuiti anni di sfida culturale. Prendo atto che Valentini ha pubblicamente formalizzato le sue scuse e, in ogni caso, sono certo di parlare a nome dell’intera comunità di Fratelli d’Italia, prendendo le distanze da queste dichiarazioni sconcertanti”.
Di seguito il messaggio integrale che Il Dolomiti ha ricevuto da Luca valentini:
A tutte voi donne chiedo scusa, non tanto perché quello che ho scritto era veramente diretto a voi, ma in quanto ho utilizzato delle offese verbali appositamente per uno scopo, di questo vi chiedo perdono. Non pensavo assolutamente quello che ho scritto, l’ho scritto perché ho capito che in Italia se vuoi far emergere realmente una questione devi utilizzare ogni mezzo, anche il più bruto, il più vile…e questo è il più spregevole. Nessuno dovrebbe mai pronunciare le parole che ho scritto, è una violenza verbale. Scusate se ho cercato un confronto immettendo violenza, ma come volevasi dimostrare ho ricevuto l’attenzione che cercavo per affermare: la violenza non ha genere!
La violenza non ha genere, non dovrebbe averlo, eppure il 25 novembre le Istituzioni ci ricordano che la violenza ha ancora un genere. La violenza verbale, purtroppo, come per altri tipi di violenza, non sono solo le donne a subirla. Sì, la violenza possono subirla anche gli uomini, e io sono uno di loro, sono uno di voi donne che avete subito violenze.
In Italia sono ancora troppo poche le ricerche sulla violenza sugli uomini. Eppure sono tanti gli episodi di violenza, sia fisica sia psicologica. Quei pochi dati che vengono fuori da un’indagine dell’Istat pubblicata per la prima volta nel 2018, analizzando la violenza sul lavoro, ha rilevato anche le molestie a sfondo sessuale ai danni degli uomini. Sono 3 milioni 574 mila gli uomini che hanno subito molestie di questo tipo almeno una volta nella vita, 1 milione 274 mila negli ultimi 3 anni (l’indagine si riferisce al periodo 2015-2016). Un dato inferiore a quello relativo alle donne, ma pur sempre esistente. A differenza della controparte femminile, che subisce molestie sessuali soprattutto sui mezzi di trasporto pubblico, gli uomini risulterebbero molestati più spesso in luoghi come pub o discoteche. Pensate che per noi sia sempre divertente? No, siamo vittime di uno stereotipo imposto dalla società patriarcale, ancora oggi nel 2021.
Perché non si parla di più di Alienazione parentale? E’ una violenza nella violenza. La violenza sugli uomini da parte delle donne le vede denigrare l’uomo, nelle sue capacità familiari, sessuali, dal punto di vista economico e, quando ci sono i figli, quello che avviene spesso è l’alienazione parentale: gli uomini si vedono privati dei loro bambini per mesi o addirittura anni. Situazioni del genere non devono esistere nel 2021, in Italia. Parliamo di violenza, parliamo anche di quegli uomini che subiscono maldicenze, botte e pedinamenti. Donne capita anche noi, non siete sole e non vorremmo esserlo nemmeno noi, abbiamo bisogno di essere compresi anche noi nelle nostre storie di violenza domestica subita. Il tipo di violenza che esercita la donna può essere devastante per la mente maschile.
Perché il 25 non può divenire la giornata mondiale contro le violenze? La violenza non ha genere io dico “NO” a ogni forma di violenza. Ogni essere umano deve potersi sentire sicuro e non dovrebbe subire violenza da parte del proprio partner. A tutti gli uomini che subiscono violenze dico: «Non siete soli, non vergognatevi se a causa delle violenze siete costretti a dormire in auto e lavarvi in una fontana».
A tutti, donne e uomini, ricordo che sono proprio le suddivisioni e le differenze di genere che creano violenza. Rimaniamo fianco a fianco in questa lotta, per una giornata contro la violenza non di genere!














