Richiedenti asilo espulsi e messi in strada dalla polizia, Fugatti: “Non sono stati i primi e non saranno gli ultimi”
I richiedenti asilo erano stati espulsi dalla residenza Fersina dopo l’intervento della polizia che li aveva fatti uscire e lasciati in strada, in mezzo alla neve. Fugatti: “Non sono stati né i primi e purtroppo non saranno nemmeno gli ultimi a uscire dall’accoglienza con il supporto delle forze dell’ordine”

TRENTO. “Non sono stati né i primi e purtroppo non saranno nemmeno gli ultimi a uscire dall’accoglienza con il supporto delle forze dell’ordine”, così il presidente della Provincia Maurizio Fugatti torna sull’incredibile vicenda che riguarda l’espulsione di alcuni giovani richiedenti asilo dalla residenza Fersina.
I fatti risalgono alla notte fra il 28 e il 29 dicembre 2020 quando, come scoperto da Il Dolomiti, 13 richiedenti protezione internazionale vennero svegliati intorno alle 4e30 di mattina da diversi agenti della polizia intervenuti per farli sgombrare dall’edificio. I giovani vennero di fatto sbattuti in strada con il divieto di rientrare nella struttura. Peccato che proprio in quei giorni Trento fosse stata colpita da una delle nevicate più imponenti degli ultimi anni.
“L’intervento delle forze dell’ordine – precisa Fugatti, rispondendo a un’interrogazione presentata da Paolo Zanella di Futura – è risultato necessario dal momento che i beneficiari, nonostante i diversi solleciti e tentativi, non avevano lasciato autonomamente l’accoglienza allo scadere del loro diritto previsto per legge”.
Come ricostruito i 13 ragazzi erano stati accompagnati alla porta perché avevano superato le soglie di reddito che danno diritto a essere ospitati nella struttura d’accoglienza trentina. Un limite che è legato al valore dell’assegno sociale: 459,83 euro per 13 mensilità, 5.977,79 euro annui, superato il quale non si ha più diritto a essere aiutati. Insomma pochi euro erano bastati per mettere sulla strada 13 persone che comunque non avevano le risorse necessarie per trovarsi un appartamento o una stanza nella costosa Trento. Una vicenda che se non fosse stata portata alla luce dalla stampa sarebbe pure passata inosservata.
Ad ogni modo Fugatti si limita a scaricare le responsabilità, peraltro come già fatto rispondendo ad altre due interrogazioni presentate da Lucia Coppola (Europa Verde) e Sara Ferrari (Partito Democratico). “Come risaputo – sostiene il presidente della Pat – spetta al Commissariato del Governo far rispettare la norma che disciplina l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e stabilire, quando è il caso, la loro uscita dall’accoglienza anche con l’ausilio delle forze dell’ordine, tenendo conto delle situazioni di vulnerabilità. L’amministrazione provinciale opera sulla base di un protocollo d’intesa con il Commissariato del Governo per garantire e facilitare l’accesso ai servizi previsti nell’ambito di norme stabilite dal legislatore statale; tali norme devono valere su tutto il territorio nazionale, anche per evitare dinamiche di migrazioni interne”.
Eppure, come denunciano da tempo l’Assemblea Antirazzista e da altre realtà che si occupano di senza dimora molte persone rimangono escluse dal sistema di accoglienza anche per via di farraginose pratiche burocratiche. “Il fatto che l’accoglienza non sia garantita in tempi brevi – sottolineavano gli attivisti – costringe molte persone a vivere per strada”.
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