Rincari per decine di migliaia di euro sull'energia elettrica per negozi, ristoranti e alberghi, il Patt: ''La Provincia abbatta i costi''
La consigliera Demagri: ''Siamo una terrà che ha un sacco di risorse idriche e naturali che possono permettere la produzione energetica il territorio le sfrutta ma non ne gode i benefici. La politica deve fare di più, perché non è accettabile che i cittadini che hanno permesso la costruzione di infrastrutture, di centrali e lavorato da sempre con le risorse di questo territorio si trovino solo i disagi''

TRENTO. Gli effetti già si sentono sul sistema economico nazionale e locale e ogni attività si ritroverà ad affrontare degli aumenti delle spese di circa il 10% se non maggiore, solo per l'elettricità. Qualche giorno fa il Dolomiti aveva riportato la voce di alcuni esercenti del centro di Trento che avevano già annunciato aumenti sui loro prodotti: il caffè da 1 euro e 20 è passato a costare 1 euro e 40 in molti bar e ogni settore si trova a dover gestire il difficile momento legato ai costi delle materie prime. Il Patt ha presentato in queste ore un ordine del giorno e un emendamento alla finanziaria con il quale chiede di ''destinare le risorse necessarie per abbattere gli aumenti del costo dell’energia elettrica per le imprese del territorio, nell’ambito delle risorse stanziate dal bilancio di previsione''.
La Consigliera Paola Demagri ha dichiarato che ”l’aumento del costo dell’energia elettrica è un colpo fortissimo per tutte quelle imprese, soprattutto per quelle operanti nel turismo, ma anche altre di cui si parla meno, che sono state duramente colpite dalle misure di chiusura dovute alla pandemia”. I dati mostrano una situazione davvero problematica, con rincari in bolletta senza precedenti. Il gruppo del Patt con Demagri e i colleghi cofirmatari Michele Dallapiccola e Lorenzo Ossanna spiegano che un’elaborazione dell’associazione imprenditoriale con Nomisma Energia stima che per un negozio la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe di oltre 6.000 euro su base annua, mentre ad esempio un ristorante spenderà intorno a 8.500 euro annui in più e un albergo di medie dimensioni si troverà in bolletta circa 20.000 euro in aggiunta da pagare, per un totale di 65mila euro annui.
''La situazione va certamente affrontata da parte del Trentino, anche perché il tema dell’energia ricopre un ruolo fondamentale in moltissimi campi. Siamo una terrà che ha un sacco di risorse idriche e naturali che possono permettere la produzione energetica – conclude la consigliera Demagri - il territorio le sfrutta ma non ne gode i benefici. La politica deve fare di più, perché non è accettabile che i cittadini che hanno permesso la costruzione di infrastrutture, di centrali e lavorato da sempre con le risorse di questo territorio si trovino solo i disagi e non si riesca nemmeno a far pagare per le loro imprese un prezzo equo per l’energia che viene prodotta sul territorio”.
Il Patt attende, quindi, la disponibilità della Giunta ad approvare i due atti per capire se vi è una reale attenzione ai rincari dei beni essenziali.


















