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| 19 mar 2022 | 13:38

Caro energia? Per Fugatti meglio aspettare Roma: “Tema troppo ampio rispetto alle possibilità del bilancio provinciale”

Sindacati e imprenditori chiedono a gran voce un intervento della Provincia per gli aumenti in bolletta ma Fugatti frena: “Pur comprendendo ed essendo certi della gravità della situazione attendiamo le scelte a livello nazionale, poi valuteremo”

di T.G.

TRENTO. “Dobbiamo essere molti franchi in questa fase i settori fortemente in difficoltà sono molti, il tema dell’energia riguarda tutti”, così il presidente della Provincia Maurizio Fugatti interviene sul tema del caro bollette e carburanti.

 

D’altra parte i costi per alcune attività stanno diventando insostenibili, a lanciare l’allarme in questi giorni sono stati i panificatori trentini che rischiano di dover spegnere i forni: “Abbiamo ritenuto importante dare un segnale forte e immediato – spiegava il presidente dell’Associazione panificatori Emanuele Bonafini – anche se le ragioni degli aumenti hanno origini molto complesse che riguardano dinamiche geopolitiche internazionali, non è più possibile rimanere in silenzio ed è quindi giusto chiedere alla politica interventi immediati per ridurre gli oneri fiscali e affinché i costi energetici vengano tagliati”.

 

Gli interventi sul sistema economico però, secondo Fugatti, rappresentano un “tema troppo ampio rispetto alle possibilità del bilancio provinciale e di questo dobbiamo esserne consapevoli”. Allo stesso tempo la Provincia, a differenza del Governo nazionale, non può fare debito e le risorse per gli interventi andrebbero tolte ad altre competenze. “Pur comprendendo ed essendo certi della gravità della situazione attendiamo le scelte a livello nazionale, poi valuteremo, sapendo che non è fattibile un intervento risolutivo del tema energetico”.

 

Nel frattempo Fugatti ricorda che la sua Giunta sta lavorando a un provvedimento per andare incontro alle esigenze delle famiglie “20-25 milioni per dare un contributo fra i 300 e i 400 euro per chi ha bisogno”. Per i sindacati di Cgil, Cisl e Uil però “i conti non tornano. Se l’intervento provinciale contro il caro bollette interessa 50mila famiglie e non a tutti verrà garantita la quota massima di 400 euro una tantum, il beneficio a favore delle famiglie rischia di costare anche meno di 15 milioni di euro, lontanissimi dai 40 milioni minimo che avevamo chiesto ma distanti anche dai 20 milioni annunciati dalla giunta. Insomma si deve fare di più per tutelare il potere d'acquisto di lavoratori e pensionati”.

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