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Scuole infanzia a luglio, lettera a Mara Dalzocchio: ''Non ci avete mai considerate. Avete dato in pasto alla pancia delle famiglie l'idea che siamo fannullone''

Pubblichiamo in forma integrale la lettera di un'insegnante che spiega perché l'apertura a luglio rischia di essere controproducente anche per l'anno a venire, cosa si sarebbe potuto fare al posto di questa decisione e quanta frustrazione ha creato la ''gestione'' di questo provvedimento, imposto dalla Pat, al mondo della scuola. Una replica a quanto dichiarato qualche giorno fa dalla capogruppo della Lega 

Di Luca Pianesi - 06 giugno 2021 - 20:37

TRENTO. ''Il suo governo provinciale, che non ci ha mai considerate e non ha mai ritenuto necessario parlare con noi, ha invece dato in pasto alla pancia delle famiglie, a cui non do colpa, l’idea che siamo fannullone e che non vogliamo lavorare a luglio chiedendo a loro e soltanto a loro, cosa ne pensano di un’apertura a luglio senza un confronto interno con chi la complessità della scuola la conosce. Un luglio che si preannuncia, anche nelle ipotesi organizzative, una colonia, un centro estivo, non scuola. La Giunta ha detto semplicemente che dobbiamo obbedire e non fiatare. Quello che sta dicendo lei. Davvero si pensava che un simile trattamento non provocasse reazioni? Chi fa passare l’idea che non abbiamo voglia di lavorare o è ignorante, nel senso che ignora la complessità della scuola dell’infanzia, o è in malafede''. Si conclude così la lettera dell'insegnante di scuola dell'infanzia Sara Messina indirizzata alla consigliera della Lega Mara Dalzocchio che anche recentemente ha ribadito il suo stupore nel vedere che tante proteste si siano levate dal mondo della scuola rispetto all'imposizione della Provincia di tenere aperto a luglio.

 

''Il mio pensiero - ha chiarito qualche giorno fa Dalzocchio - è che in una fase tanto delicata e di sospirato ritorno alla normalità, un piccolo sforzo di responsabilità possa essere chiesto alle maestre delle scuole dell’infanzia, a beneficio sia di tantissime famiglie sia, in primo luogo, dei bambini e della loro socialità''. Quanto riportato dalla consigliera leghista, intervenuta in difesa dell'assessore Bisesti e del presidente Fugatti che tanto si sono spesi per arrivare a questo provvedimento (di fatto bocciato da tutto il mondo dell'istruzione e pedagogico e in parte anche dagli stessi genitori visto che alla fine ha aderito solo la metà dei genitori che avrebbero avuto diritto) ha fatto arrabbiare, non poco, le insegnanti.

 

''Nessuno - aveva aggiunto Dalzocchio - sia chiaro, sta chiedendo ad alcuno di fare volontariato; ma solo, in una fase eccezionale, quello che la Provincia ha deciso è un impegno eccezionale, le cui ragioni mi sembrano ben comprensibili. Se poi c’è chi vuole far passare tale decisione, che sappiamo essere gradita alle famiglie, come qualcosa di gravissimo, facendo di tutto per alimentare un clima conflittuale, è bene che se ne assuma la responsabilità. Del resto, son certa che i cittadini sappiano ben comprendere quale sia la realtà dei fatti''.

 

Certo va detto che la stessa Dalzocchio non ha fatto un granché per abbassare il livello del clima conflittuale visto che due settimane fa scriveva così: ''In una situazione del genere, le maestre che ricevono lo stipendio anche a luglio (non in ferie ma a disposizione) e ad agosto, mostrino sensibilità al grido di dolore che coinvolge proprio quelle persone che con le tasse che versano allo Stato contribuiscono al loro stipendio, senza contare il fatto che molto spesso sono anche i genitori di quei bambini che le maestre educano e accudiscono. Spero che il buonsenso del personale docente possa prevalere e mettere da parte irrazionali visioni puramente ideologiche''.

 

E allora ecco una cittadina, tra l'altro insegnante, che spiega, dal suo punto di vista privilegiato, da addetta ai lavori, qual è la realtà dei fatti riportandola in una lettera: ''Il resto delle scuole dell’infanzia italiane pubbliche ha un calendario scolastico come gli altri gradi di scuola perché di scuola si tratta - spiega l'insegnante Messina nella sua lettera -. In Trentino finiamo con i bambini il 30 giugno e iniziamo il 1 settembre. I primi giorni di luglio e gli ultimi di agosto li dedichiamo a chiusura ed apertura della scuole che richiedono che necessitano di essere organizzate, e anche di formazione. Il resto del tempo i Comuni espletano lavori di manutenzione delle strutture. Non è pensabile distribuire ferie in corso d’anno perché non verremo sostituite. Lei parla di difficoltà delle famiglie, ma gliene parlo anch’io: cosa avete fatto per venire incontro ai bisogni educativi dei bambini e delle famiglie fino adesso?''. 

 

Ecco il testo integrale della lettera:

 

 

 

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