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| 11 dic 2021 | 10:58

“Se entro adesso, a gennaio come faccio?”, il dilemma di chi vive per strada e deve affrontare l’inverno. Gli attivisti: “L’emergenza non è solo il freddo ma la mancanza di una casa”

Gli attivisti dell’Assemblea e il Gruppo Trento con Mimmo Lucano sono scesi in strada per denunciare le condizioni delle persone che in questo territorio sono costrette a vivere all’addiaccio: “Torniamo in piazza perché anche in Trentino ci sono persone costrette a vivere in condizioni indegne e alle quali non sono riconosciuti i diritti umani essenziali”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. “Se entro adesso, a gennaio come faccio?”, è questa la domanda che una delle persone che vivono per strada ha ripetuto agli attivisti dell’Assemblea Antirazzista di Trento in questi giorni di grande freddo. In questo periodo infatti, diverse strutture che si occupano dell’accoglienza hanno riaperto i battenti e per il momento è ancora presto per sapere se tutte le persone che hanno bisogno troveranno spazio.

 

Eppure i senza dimora stanno già facendo i conti con le rigide temperature e le nevicate. Talvolta, nonostante il freddo, alcuni scelgono di non entrare nelle strutture. “In questi giorni stiamo contattando le persone che vivono in strada per informarle dell’apertura delle strutture ma tutti sanno bene che i giorni a disposizione sono limitati”, ricordano gli attivisti.

 

In Trentino infatti esistono regole diverse per poter accedere ai dormitori durante l’inverno ma per tutti gli utenti esiste comunque un limite massimo di giornate che non copre l’intera stagione. Da qui il dilemma di molti: scegliere il momento giusto per cercare di avere un riparo assicurato nei giorni più freddi. Per l’appunto i residenti o gli ex residenti (cioè chi aveva una residenza in Provincia di Trento e non ne ha presa un’altra) sul territorio, con permesso di soggiorno valido (o scaduto ma in rinnovo o in ricorso) hanno a disposizione 60 giornate. I non residenti e chi non è in regola invece, in inverno, può usufruire di 30 giorni rinnovabili una volta, e altri 30 in estate.

È proprio per denunciare questa situazione che gli attivisti dell’Assemblea e il Gruppo Trento con Mimmo Lucano sono scesi in strada nella giornata mondiale dei diritti umani 2021. In via Verdi a Trento, di fronte alla facoltà di sociologia, sono state lette alcune pagine dalla Dichiarazione universale dei diritti umani alla luce di diverse lanterne verdi. Le stesse luci che sul confine tra la Polonia e la Bielorussia sono utilizzate per indicare le case sicure, dei cittadini disposti ad accogliere e sostenere il viaggio dei migranti che tentano di raggiungere l’Europa occidentale.

 

Torniamo in piazza perché anche in Trentino ci sono persone costrette a vivere in condizioni indegne e alle quali non sono riconosciuti i diritti umani essenziali. L’emergenza – sottolineano gli attivisti – non è l’inverno ma la mancanza di una casa”. Secondo i manifestanti la questione deve essere affrontata in modo strutturale, alzando l’orizzonte oltre i servizi di base: “La Provincia e il Comune devono avere il coraggio di investire su soluzioni innovative di co-housing sociale, di Ostelli per lavoratori e lavoratrici a basso reddito e per stagionali che non riescono ad accedere al mercato dell'affitto privato sempre più indirizzato al profitto”.

 

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