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Valsugana, cascate d'acqua e detriti sulle auto (IL VIDEO) deviate sulla vecchia strada per i lavori. Zeni: ''Cosa si intende fare in vista di forti piogge e ghiaccio?''

Dopo quel che è successo il 23 sulla vecchia strada che corre parallela al viadotto dei Crozi arriva l'interrogazione in Aula: ''Come si intende affrontare il problema relativo alla caduta e alla formazione di autentiche cascate d’acqua e detriti e, nei mesi freddi, di ghiaccio provenienti dal fronte roccioso che sovrasta il vecchio sedime della statale 47 della Valsugana''

Di L.P. - 25 giugno 2021 - 19:07

TRENTO. ''È bastata una forte piovuta per formare delle vere cascate d’acqua e detriti che hanno invaso il vecchio tratto di Valsugana risistemato. Del resto, la formazione in quel punto di rivi d’acqua nei mesi caldi e colate di ghiaccio d’inverno è un fenomeno conosciuto e osservato negli anni da tutti coloro che percorrono abitualmente il ponte dei Crozi''. Così il consigliere del Pd Luca Zeni dopo quanto accaduto pochi giorni fa, il 23 giugno, quando su tutto il Trentino si è abbattuto un forte nubifragio e in pochi attimi la vecchia strada che corre parallela al viadotto dei Crozi si è vista piovere dall'alto delle cascate di acqua e detriti com'era ovvio che sarebbe successo al primo acquazzone. 

 

 

Quella strada, infatti, è sempre stata interessata da eventi di questo tipo tanto che ampie porzioni sono, anche quando era chiusa, coperte da tendoni per incanalare l'acqua piovana che si accumula e cade, poi, dalla roccia a strapiombo. Il problema, come è noto, è che ora quella strada è tornata ad essere utilizzabile. La Pat, infatti, devia lì parte del traffico mentre sono in corsi i lavori al viadotto con una corsia chiusa. E così il 23 diverse auto hanno rischiato grosso ritrovandosi su quella strada a dover passare sotto a cascate d'acqua molto potenti, con detriti e pietre a rendere ancor più pericoloso il tutto.

 

Luca Zeni, oggi, ha depositato un'interrogazione al riguardo ''per sapere - scrive - come si intende affrontare il problema relativo alla caduta e alla formazione di autentiche cascate d’acqua e detriti e, nei mesi freddi, di ghiaccio provenienti dal fronte roccioso che sovrasta il vecchio sedime della statale 47 della Valsugana, se è immaginabile deviare l’acqua o predisporre una copertura oppure se sarà necessario chiudere la deviazione almeno nei giorni di pioggia e nel periodo invernale''. I lavori, infatti, partiti a maggio, dureranno per circa un anno e comunque poi su quella strada dovrebbe passare la ciclabile. Un'opera bella e attesa ma che necessita di una soluzione per evitare fenomeni di questo tipo. 

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