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| 12 mar 2022 | 12:54

Caro carburanti, il ministro: ''Una colossale truffa a spese di imprese e cittadini. Aumento ingiustificato: spirale speculativa non correlata alla realtà dei fatti''

Il caro energia e il carburante alle stelle rischia di travolgere i settori produttivi. Il ministro ha fatto un punto a SkyTg24 e le possibili contromisure: "Se si fissa il prezzo del gas, si fissa anche il prezzo dell'energia elettrica". Sul nucleare? "C’è stato un referendum e ora non avrebbe senso costruire centrali in Italia"

ROMA. "L'aumento del prezzo dei carburanti è ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi". A dirlo Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica a SkyTg24. "La crescita non è correlata alla realtà dei fatti ma è una spirale speculativa su cui guadagnano in pochi. Una colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini".

 

Il caro energia e il carburante alle stelle rischia di travolgere i settori produttivi. E' un momento particolarmente delicato per l'economia. La crisi causata da Covid, il peso dei rincari di bollette e di costi energetici, l'aumento generalizzato di diverse materie prime e dei prodotti alimentari hanno già creato gravi problemi. Nel contesto già fragile si è inserita poi la guerra in Ucraina con l'Occidente ha risposto con sanzioni durissime alla Russia.

 

I costi delle bollette energetiche sono in molti casi più che raddoppiati mentre il carburante è salito oltre i 2 euro per litro. Una dinamica che mette in grandissima difficoltà l'autotrasporto e contestualmente tutta la filiera. "Il mercato - dice il ministro - ha alzato i prezzi in maniera irragionevole e lo stanno pagando le nostre imprese. Se mettiamo un tetto ai prezzi blocchiamo questa spirale speculativa. Siamo in presenza di una colossale truffa che viene dal nervosismo del mercato. L'aumento del prezzo dei carburanti è ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi".

 

Il ministro ha fatto un punto a SkyTg24 e le possibili contromisure. "E' necessario stabilire un prezzo massimo sul gas, oltre il quale gli operatori europei non possono andare. Chiunque esporta non può fare i conti senza l'Europa e serve un costo appetibile da non affossare il mercato:  si può discutere intorno a una cifra di 80 euro megawatt/ora che è già il doppio di quanto pagavamo un anno fa. E se si fissa il prezzo del gas, si fissa anche il prezzo per l'energia elettrica".

 

La dipendenza energetica da pochi fornitori con la forte prevalenza della Russia e un mix energetico debole nella diversificazione degli approvvigionamenti e dominato dal gas è la causa di molti problemi in questa fase per il sistema Paese. E c'è l'assoluta urgenza di trovare rimedi per modificare gli approvvigionamenti. 

 

"L' Italia non può cambiare ora il proprio paesaggio energetico, si impiegherebbe troppo tempo: possiamo però sfruttare al massimo i giacimenti di gas già esistenti. Ciò significa 2,5 miliardi di metri cubi di gas in più che possiamo offrire a prezzo controllato alle Pmi energivore. Negli ultimi giorni abbiamo dato in media quasi un miliardo di euro al giorno per l'acquisto di gas, tutta l'Europa alla Russia, forse più del costo che sostiene Putin per la guerra. E' la dimostrazione evidente che i mercati seguono logiche proprie. Paghiamo errori storici per non aver diversificato la nostra dipendenza energetica". 

 

Si pianifica un piano energetico, con un'accelerazione sulle rinnovabili mentre l'Europa lavora al Repower Eu, un pacchetto che prevede diverse misure: dagli extraprofitti a diverse misure fiscali. Il ministro appare più cauto sul ricorso al nucleare. 

 

"Ora dobbiamo diversificare e recuperare rapidamente il terreno perduto prendendo gas da altre regioni, mettere a riserva quanto serve per il prossimo inverno. Il fabbisogno però è di 12 miliardi di metri cubi e l'acquisto ai prezzi attuali crea un problema finanziario. Poi è necessaria una misura drastica. Sul nucleare c’è stato un referendum e ora non avrebbe senso costruire centrali nucleari in Italia. Dobbiamo prendere l'occasione delle nuove tecnologie investendo ora in ricerca e sviluppo in modo almeno da preparare il futuro", conclude Cingolani.

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