Concerto Vasco Rossi, il consigliere Dal Ri: “La Provincia si muove come un Neanderthal, incapacità di agire stando alle regole”
Il consigliere comunale Alessandro Dal Ri interviene sul concerto di Vasco Rossi: “Fugatti e i suoi sono entrati nel 2018 nella complessa cabina di pilotaggio della Provincia, e per cercare di indirizzare la nave hanno cominciato, alla stregua di uomini primitivi, a tirare colpi di clava sui comandi”

TRENTO. Dopo le pesanti accuse che emergono dalla corrispondenza tra un funzionario della Polizia amministrativa e un alto dirigente della Provincia di Trento (e che chiamano in causa addirittura il presidente Maurizio Fugatti), monta la polemica per la gestione dell’organizzazione in vista del concerto di Vasco Rossi.
A intervenire questa volta è il consigliere comunale e coordinatore del Partito Democratico di Trento, Alessandro Dal Ri, che attacca: “Passi che la Provincia di Trento si metta ad organizzare in prima persona e con soldi pubblici un concerto (e Vasco è un grande) in mezzo ad una pandemia e ad una crisi economica (ed ora anche energetica) che sta mettendo in ginocchio tantissime famiglie e realtà economiche. Ma se è vero quanto emerge in queste ore dai documenti sulle pressioni fatte da Fugatti al personale della Provincia per evitare che il Sindaco di Trento venisse a conoscenza di quel verbale negativo sull’idoneità dell’area saremmo di fronte a qualcosa grave”.
Secondo il consigliere Dem il problema non è tanto per quella che definisce “un’indecente non-trasparenza” nei confronti dell’amministrazione della città che ospita un evento di tale portata, ma per il modo in cui si starebbe cercando di insabbiare eventuali rischi per cittadini e partecipanti al concerto.
Ciononostante Dal Ri non si dice sorpreso. “Del resto, coloro che oggi governano la Provincia ci hanno ormai largamente abituati al loro modo neandertaliano di muoversi. Fugatti e i suoi sono entrati nel 2018 nella complessa cabina di pilotaggio della Provincia, e per cercare di indirizzare la nave hanno cominciato, alla stregua di uomini primitivi, a tirare colpi di clava sui comandi. Qui non si parla di colore politico o di modi diversi di vedere il futuro di un territorio. Qui siamo di fronte a una incapacità (o forse un rifiuto?) di agire stando alle regole del quadro complesso di una società moderna”.
_0.png?itok=Cj-NWu1B)




.png?itok=8L_vblBY)
.jpg?itok=5kVI8bqQ)
.jpg?itok=LzaXyp28)
.jpeg?itok=EHbPmUEr)









