Concerto Vasco Rossi, pressioni e minacce per nascondere i verbali, il Pd: “Atti trasmessi alla Procura, fatti gravi che vanno accertati”
Il Pd porta le carte sul concerto di Vasco Rossi in Procura: “Nel momento in cui siamo venuti a conoscenza di questi gravi fatti ai confini della legittimità abbiamo ritenuto doveroso trasmettere la documentazione affinché vengano fatte le dovute valutazioni”

TRENTO. Non si placano le polemiche che ruotano attorno all’organizzazione del maxi-concerto di Vasco Rossi. La Provincia, e lo stesso presidente Maurizio Fugatti, sono chiamati in causa in merito alle pressioni che sarebbero state fatte su un dirigente della Polizia amministrativa per non far trapelare il verbale dove si dava un parere negativo in merito alla sicurezza dell’area di San Vincenzo, la stessa che dovrebbe ospitare il grande evento. Pochi giorni fa invece le opposizioni hanno puntato il dito contro la “circolare bavaglio” che d’ora in avanti renderà più complicato per consiglieri ottenere informazioni sulle attività della Giunta Fugatti.
Ora però il Partito Democratico ha deciso di portar le carte direttamente in Procura. Da quanto trapela si tratta del materiale raccolto attraverso tre accessi agli atti presentati nelle scorse settimane dai consiglieri provinciali Luca Zeni e Alessio Manica. Nel primo di fatto emergeva il parere negativo della Commissione chiamata a valutare la sicurezza dell’area dove sorgerà la Trentino music arena, mentre nel secondo venivano riportate le pressioni alle quali sarebbe stato sottoposto il dirigente della Polizia amministrativa. Un altro documento metteva al centro le questioni urbanistiche e ambientali.
In uno dei passaggi più noti, Paolo Nicoletti della Direzione generale della Provincia, rispondendo al dirigente della Polizia amministrativa che spiegava di non poter limitare l’accesso ai documenti chiesti da Zeni, scriveva: “Io non sono abituato a prendere lezioni da chi pensa sempre di sapere una pagina in più del libro. E visto che a te è sempre tutto chiaro e che dispensi verità in ogni cosa che scrivi […] evita di fare il bravo scolaretto facendo finta di coinvolgere gli altri per poi operare di testa tua. […] L’Amministrazione valuterà coerenza e correttezza del tuo operato”.
“Non volevamo fare pubblicità – fa sapere Zeni raggiunto telefonicamente da Il Dolomiti – perché non è una questione politica ma bensì istituzionale. Nel momento in cui siamo venuti a conoscenza di questi gravi fatti ai confini della legittimità abbiamo ritenuto doveroso trasmettere la documentazione affinché la Procura faccia le sue valutazioni”.
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